Centrosinistra

Pd: Cuperlo si dimette da presidente

Assemblea nazionale Pd entrano molti volti nuovi

Gianni Cuperlo

Durante la direzione Pd di lunedì, appena terminato l’intervento che gli ha indirizzato Renzi, per protesta si è alzato per andarsi a sedere in fondo, tra i delegati. Poche ore dopo Gianni Cuperlo ha abbandonato ufficialmente la carica di presidente del partito. Un gesto motivato inviando una lettera al segretario per annunciare le sue dimissioni: «Sono allarmato, si va verso l’omologazione». La replica è arrivata subito: «Rispetto la tua scelta – ha risposto Renzi – sono certo che ripartiremo insieme».

L’abbandono appare su Facebook. Lo posta lo stesso Cuperlo sulla sua pagina dopo avere preannunciato la decisione nel corso di una riunione della componente di minoranza interna al Pd. Cuperlo pubblica anche la lunga lettera inviata nella quale si legge: «Mi dimetto perché sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non può piegare verso l’omologazione, di linguaggio e pensiero. Mi dimetto perché voglio bene al Pd e voglio impegnarmi a rafforzare al suo interno idee e valori di quella sinistra ripensata senza la quale questo partito semplicemente cesserebbe di essere».

Lunedì, durante la dirzione Pd, Cuperlo aveva espresso perplessità sull’Italicum. «Non convincente», «liste bloccate» , «gli elettori non possono scegliere». Renzi gli ha risposto a tamburo battente «Questo tuo riferimento esplicito al tema delle primarie o delle preferenze avrei preferito che lo avessi posto quando ti sei candidato, perché se me lo dice Fassina che prende 12mila voti è un conto un altro è se me lo dice chi entra nel listino. Non è accettabile che il tema delle primarie venga posto strumentalmente adesso». La risposta tranchant rende rovente l’atmosfera in direzione. Cuperlo lascia il tavolo della presidenza per sedersi tra i delegati. E viene difeso da Fassina: «Quello di Renzi, passaggio inaccettabile».

«Mi dimetto – ha scritto Cuperlo – perché voglio avere la libertà di dire sempre quello che penso. Voglio poter applaudire, criticare, dissentire, senza che ciò appaia a nessuno come un abuso della carica che per qualche settimana ho cercato di ricoprire al meglio delle mie capacità. Auguro buon lavoro a te e a tutti noi».

Intanto arrivano le reazioni dei renziani. In primis il deputato Pd Dario Nardella. «Cuperlo sarebbe stato un ottimo presidente ma capisco che il ruolo di garanzia mal si concilia con la volontà di guidare la minoranza. Non condivido invece – afferma il parlamentare – le critiche fatte da Cuperlo all’idea di partito di Renzi, in questi giorni so che si sono sentiti e anche io, nel mio piccolo, ho avuto molti contatti con la minoranza. Dopodichè un partito è un luogo dove si discute e poi si decide, la gente ci chiede questo».

Renzi ha replicato così: «In un Partito Democratico le critiche si fanno, come hai fatto tu, ma si possono anche ricevere. Mi spiace che ti sia sentito offeso a livello personale. Ti ringrazio per il lavoro che hai svolto nel tuo ruolo e sono certo che insieme potremo fare ancora molto per il Pd e per il centrosinistra. Ci aspetta un cammino intenso che può finalmente cambiare l’Italia». E poi ancora: «Si poteva fare meglio? Sì, certo. Ma fino ad ora non si era fatto neanche questo. E rimettere in discussione i punti dell’accordo senza il consenso degli altri rischia di far precipitare tutto».

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.