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Per quanto possa sembrare strano, solo oggi.
Tre le tappe fondamentali. L’abolizione della pena di morte per i crimini commessi in tempo di pace risale a una votazione parlamentare del 15 Aprile 1999. Successivamente (Giugno 1999) è entrato in vigore il Sesto Protocollo alla Convenzione Europea sui Diritti Umani e con esso l’abolizione della pena di morte ha conosciuto un’estensione più ampia (le sole eccezioni riguardavano atti commessi in tempo di guerra). Infine il 5 Gennaio 2012 la Lettonia ha ratificato anche il Tredicesimo Protocollo alla Convenzione Europea sui Diritti Umani, che ha portato all’abolizione totale della pena di morte. Dopo l’ultimo caso di condanna capitale (Gennaio 1996) la Lettonia ha, in ogni caso, adottato una moratoria legale delle esecuzioni.
Dal 2003, una media di due Paesi all’anno ha abolito la pena di morte per tutti i reati. Nello stesso periodo, 26 nuovi Stati hanno ratificato il secondo protocollo opzionale al patto internazionale sui diritti civili e politici, che ha per obiettivo l’abolizione della pena di morte. Oggi vi aderiscono 75 Stati. Nel 2012 è stato firmato dal Madagascar e ratificato da Benin e Mongolia. Anche in alcuni Paesi che mantengono la pena capitale sono stati fatti passi avanti: negli Usa, ad esempio, diversi Stati sono diventati abolizionisti. Amnesty ricorda che nel 2012 le esecuzioni sono aumentate in Iraq, nella striscia di Gaza controllata da Hamas e in Arabia Saudita.
Categorie:Europa, pena di morte













































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