Governo

Governo Berlusconi IV: trentaduesimo mese


Governo Berlusconi IV: trentaduesimo mese

Silvio Berlusconi

Il Senato ha approvato la fiducia con 162 voti a favore, 135 contrari e 11 astenuti. La Camera approva la fiducia: 314 a 311. Questi i numeri. Il governo ha incassato la fiducia nell’aula di Montecitorio e i deputati del Pdl sventolano il tricolore. Mentre il presidente della Camera Fini abbandona l’aula, i deputati della maggioranza cominciano a gridare “dimissioni, dimissioni”. Sono stati solo tre i voti con i quali e’ stato possibile alla maggioranza bocciare le mozioni di sfiducia nei confronti del governo. E determinanti possono essere considerati i voti di Massimo Calearo (ex Pd e ex Api), Bruno Cesario (ex Pd e ex Api) e Domenico Scilipoti , i tre deputati del ”Movimento di responsabilita’ nazionale” e di Antonio Razzi (ex Idv passato nelle file di Noi Sud a loro volta scissionisti del Mpa). Dopo aver incassato una robusta fiducia al Senato e una risicata alla Camera, Berlusconi si dice pronto a un allargamento della maggioranzaall’Udc e non esclude la possibilità di una crisi pilotata e di aperture programmatiche sulla legge elettorale e su interventi in favore delle famiglie. Per il premier, intervenuto alla presentazione del libro di Bruno Vespa, è possibile un tentativo di allargamento della maggioranza nei confronti dell’Udc, ma anche verso «altri gruppi in Parlamento come i democristiani di sinistra che sono nel Pd».

Pier Ferdinando Casini lo annuncia dopo un vertice con Gianfranco Fini e Francesco Rutelli, con l’Mpa e Liberaldemocratici, Giorgio La Malfa e Paolo Guzzanti, convocato all’hotel Minerva a Roma. Una mossa, non solo per serrare le fila contro il pressing del Cavaliere intenzionato ad attrarre i singoli parlamentari delusi dopo il voto di fiducia di ieri (“ininfluente” per Casini), ma per battezzare una forza di “opposizione responsabile seria e pronta a confrontarsi su eventuali provvedimenti che vadano incontro agli interessi generali degli italiani, a partire da quelli economico-sociali e dalle grandi riforme che servono al paese”.

l ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha annunciato che lascia il Pdl, ma che per ora resta ministro dopo un duro scontro in aula quando ha votato con l’opposizione a proposito della richiesta di rinviare a gennaio la legge sulla libera imprenditorialità. “Lascio il Pdl, vado nel gruppo misto”, ha dichiarato il ministro annunciando lo strappo con il Pdl dopo che la maggioranza non ha appoggiato il rinvio. A chi le ha chiesto se intendesse restare al governo, Prestigiacomo, tra le lacrime, ha detto: “Resto finché Berlusconi lo riterrà”. Il ministro ha votato insieme alle opposizioni la proposta di rinvio sulla libera imprenditorialità, su cui la maggioranza non appare compatta, che è passata per soli tre voti, determinanti insieme a Lega e Pdl i “responsabili” ex fininiani ed eletti con le opposizioni. Al risultato del voto, il ministro ha lasciato l’aula, con richiesta di dimissioni esplicite dai banchi della maggioranza.

Il Senato ha approvato la riforma dell’Università. I voti favorevoli sono stati 161, i contrari 98 e 6 gli astenuti. Hanno votato a favore Pdl, Lega e Fli. Hanno votato contro Pd e Idv. Si sono astenuti (anche se al Senato vale come voto contrario) Udc, Api, Svp e Union Valdotaine. Alla prima prova in aula, il neonato Terzo Polo non è riuscito quindi a trovare una posizione comune, complice anche il fatto che i quattro schieramenti principali che lo compongono alla Camera avevano votato in maniera diversa. Il 30 novembre, l’Api di Rutelli si era astenuto mentre Fli e Mpa avevano votato a favore e l’Udc aveva votato contro. Intanto il capo dello Stato Giorgio Napolitano, dopo l’incontro con il movimento degli studenti, specifica: “Io ascolto a 360 gradi ma astenendomi
dall’esprimere qualsiasi opinione di merito su scelte legislative che appartengono alle responsabilità del governo e del Parlamento”.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.