A seguito del raggiungimento dei limiti per la pensione da Capo dipartimento della Protezione civile nazionale (funzionario pubblico), il sottosegretario Guido Bertolaso lascia anche l’incarico politico di Sottosegretario (le dimissioni erano state presentate il 5 novembre ed accettate il 10 novembre successivo).
Giuseppe Maria Reina (Movimento per le Autonomie), Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti abbandona il Governo in accordo con il suo partito, il quale “ritiene di porre fine alla partecipazione all’attuale governo”. L’ufficio politico federale del Mpa ha approvato un documento nel quale “ritiene di porre fine alla partecipazione all’attuale governo che manifesta di avere ormai esaurito la propria capacità di incidere per lo sviluppo dell’intera comunità nazionale, rischiando anzi una pericolosa deriva che può compromettere seriamente tale unità”. La decisione – si legge in una nota – arriva dopo aver valutato che “la presenza del Mpa in seno al governo non è più in sintonia con gli impegni politico programmatici che sono stati assunti con l’elettorato”.
Rassegnano le dimissioni gli esponenti di Futuro e Libertà nel Governo: il ministro Andrea Ronchi (Politiche europee), il viceministro Adolfo Urso (Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero), i sottosegretari Antonio Buonfiglio (Politiche agricole) e Roberto Menia (Ambiente). Nel giorno dell’ uscita dal governo a Fini e ai suoi futuristi piove addosso di tutto. Mittenti Pdl e Lega. Dalla richiesta di lasciare lo scranno più alto di Montecitorio all’ accusa di «tradimento», fino alla retorica domanda se Fini oggi salirà al Colle da terza carica dello Stato o da leader politico. Lui, il presidente della Camera, si limita a parlare indirettamente del delicato passaggio politico che sta vivendo il Paese. Alla presentazione del rapporto “L’ Italia che c’ è” sottolinea che la classe dirigente è responsabile di avere smarrito «il senso della dignità, della responsabilitàe del dovere» che permettono alle cariche pubbliche di svolgere il proprio compito «con disciplinae onore, come prevede un articolo della Costituzione che è tra i meno citati e conosciuti». Parole che richiamano le polemiche sulla condotta del premier Berlusconi pronunciate di fronte a Giorgio Napolitano e Gianni Letta.
Due caselle su tre sono andate a posto. Dopo settimane di pressioni, polemiche e appelli degli operatori economici il governo ha dato il via libera alle nomine ai vertici della Consob, dove arriva il vice-ministro all’Economia Giuseppe Vegas, e dell’ Autorità per l’ energia e il gas, dove è stato indicato l’ attuale presidente dell’ Antitrust Antonio Catricalà. Ma il gioco delle poltrone è ancora incompleto, visto che ora rimane scoperta la presidenza dell’ Authority alla concorrenza. La svolta ieri mattina. Dopo una serie di annunci a vuoto, il consiglio dei ministri ha nominato Giuseppe Vegas presidente della Consob, l’ autorità di controllo della Borsa e dei mercati. Una carica vacante da 143 giorni, da quando Lamberto Cardia è diventato presidente delle Ferrovie spa. Assieme a Vegas è stato coperto anche il posto vacante di commissario andato a Pietro Troiano, già vice-segretario generale alla presidenza del Consiglio.
La Camera approva (con 303 sì, 250 no e 2 astenuti) la Legge di Stabilità 2011. Viene inoltre approvata (con 282 sì, 225 no e 2 astenuti) la Legge di Bilancio. L’Aula della Camera ha approvato la legge di stabilità. Il testo, passato con 303 sì, 250 no e 2 astenuti: a favore della manovra hanno votato il Pdl, la Lega e Fli. Si sono astenuti i deputati delle Minoranze linguistiche. Successivamente il consiglio dei Ministri ha approvato la Nota di Variazione al bilancio; e l’Aula della Camera ha approvato il Bilancio dello Stato per il 2011. Il documento, licenziato a Montecitorio con 282 voti a favore, 225 contrari e due astenuti, ora passa al Senato. Il Senato approva in via definitiva (con 161 sì, 127 no e 5 astenuti) la Legge di Stabilità 2011. Viene inoltre approvata in via definitiva (con 161 sì, 124 no e 5 astenuti) la Legge di Bilancio. Via libera del Senato alla legge di Stabilità. La ‘nuova’ Finanziaria, già approvata dalla Camera, è legge. Approvato anche il bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013. La legge di Stabilità è stata approvata con 161 voti favorevoli, 127 contrari e 5 astenuti. Il bilancio dello Stato è stato approvato con 161 voti favorevoli, 124 contrari e 5 astenuti. Hanno votato a favore Pdl, Lega e Fli. Contrari Pd, Idv e Udc. Due senatori del Mpa, Giovanni Pistorio e Sebastiano Burgaretta, si sono astenuti (al Senato l’astensione equivale a voto contrario). Astenuti anche i 3 senatori della Svp: Peterlini, Pinzger e Thaler. L’Mpa conta anche un terzo senatore: Vincenzo Oliva.
Approvazione definitiva del cosiddetto ddl svuotacarceri presentato dal Ministro Angelino Alfano; entrambe le Camere lo approvano direttamente in Commissione Giustizia, grazie al voto favorevole dei 4/5 dei gruppi, con l’opposizione della sola Lega Nord. La popolazione carceraria si alleggerisce così di 7 000 unità.
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