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Nascono i Popolari di Italia Domani, scissione da Udc

Nascono i Popolari di Italia Domani, scissione da Udc

Nascono i Popolari di Italia Domani, scissione da Udc

Il dissenso dei futuri aderenti al PID esplode pubblicamente l’11 settembre 2010 con l’intervento di Saverio Romano al I «Laboratorio di idee» dell’UdC (Chianciano Terme, 10-12 settembre 2010). Emerge così il malumore che da tempo covavano alcuni esponenti dell’Udc, in particolare dei dirigenti siciliani dell’area cuffariana, per i quali la linea del partito si stava spostando pericolosamente a sinistra. Il dissenso abbraccia anche il progetto del Partito della Nazione e l’opposizione al governo Berlusconi IV.

Il leader Udc Casini il giorno dopo dallo stesso palco di Chianciano ribadisce la sua linea: «Lo zio Silvio si deve aiutare da solo, ci hanno offerto di tutto ma noi non siamo quelli per l’aggiungi un posto a tavola. (…) Rimaniamo con la barra al centro. In quelle stesse ore, la spaccatura appare ancora più evidente in Sicilia dove l’Udc vicina a Casini, che contava quattro deputati regionali contro i sei del segretario regionale Romano, decide di sostenere il quarto governo Lombardo composto di soli tecnici ed appoggiato anche da Mpa, Api, Fli e Pd. Questa operazione è vista da Romano come la prova dell’avvicinamento dell’Udc al PD che così si dimette da segretario regionale non escludendo, in vista del voto di fiducia di Berlusconi, di creare una nuova formazione politica che riunisca i delusi del partito.

La linea di Romano in Sicilia di fatto è maggioritaria: per il segretario regionale simpatizzano nove deputati regionali, tre presidenti di provincia, 42 sindaci e oltre 500 tra assessori e consiglieri comunali sparsi nei 390 Comuni siciliani; mentre con Casini ci sono il senatore Gianpiero D’Alia, il deputato Giovanni Ardizzone, una quarantina di amministratori e cinque sindaci per lo più della provincia di Messina.

Il 15 settembre il deputato campano Michele Pisacane rilascia un’intervista a la Repubblica che gli costa l’espulsione dall’Udc. Intanto fra Casini e Cuffaro la rottura è anche sul piano personale.

Il 25 settembre Casini e Buttiglione sono a Messina insieme a Giuseppe Naro e Giampiero D’Alia per intervenire al convegno Udc La responsabilità al Centro. Per il leader centrista il nuovo Partito della Nazione «non si allea con chi come Berlusconi ha fallito e nemmeno con il Pd di Bersani che vuole fare un’alleanza con la sinistra estrema e l’Idv Di Pietro». Al contempo è cosciente che «nell’UdC ci sono dissensi con amici che hanno fatto cose importanti e che meritano il nostro rispetto, ma non possiamo cambiare strada e aggregarci con chi ha fallito». Mentre il presidente Buttiglione aggiunge: «Vogliamo un partito che dia un taglio a ogni possibile rapporto con aree equivoche della vita siciliana e con una certa politica clientelare. Mi dispiace che alcuni amici non condividano questo percorso, ma nessuno di loro potrà dire che va via perché vogliamo fare un governo con la sinistra. Se domani ci fossero le elezioni, noi andremmo da soli. Il governo regionale di Lombardo? Mi pare che si sia liberato dalla cappa del sistema dei partiti e che adesso possa cambiare passo».

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