Qualcosa sembra essere cambiato in Svezia o meglio nella mente degli svedesi. Le elezioni tenutesi nel fine settimana hanno visto vincere il governo di centro destra uscente e rafforzarsi le forze nazionaliste di destra, sinora irrilevanti nel contesto politico.
Per la prima volta nella storia della Svezia un partito xenofobo entra in Parlamento, superando la soglia di sbarramento del 4%. La crisi economica ha portato via molto lavoro anche in Svezia e così la diffidenza verso gli stranieri, protagonisti di una sfida al ribasso sui salari, sembra essere notevolmente aumentata.
Ma i record non sono finiti: era da circa un secolo che una coalizione di centrodestra veniva riconfermata. Il partito guidato da Fredrik Reinfeld, però, ha perso la maggioranza assoluta in Parlamento e aveva ipotizzato di chiedere il sostegno dei verdi, ma oggi gli ecologisti, che sono cresciuti e ora hanno oltre il 7%, hanno respinto ogni offerta.
“E’ nostra opinione che… non abbiamo ricevuto un mandato dagli elettori per iniziare eventuali negoziati con l’Alleanza, né per entrare nel governo né per una più stretta collaborazione”, ha detto la leader dei verdi Maria Wetterstrand.
Secondo lo scrutinio preliminare, l’Alleanza di Reinfeldt avrebbe 172 seggi sui 349 del parlamento, mentre ai socialdemocratici ne andrebbero 132, ai verdi 25 e ai democratici svedesi 20.
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