Centrodestra

Berlusconi: “Mai litigato con Fini”

Berlusconi: "Mai litigato con Fini"

Silvio Berlusconi

Il premier Silvio Berlusconi mostra la sua stanchezza per le polemiche in seno alla maggioranza e in particolare per la differenza di vedute con il presidente della Camera, Fini. In un’intervista al settimanale ‘Oggi’ spiega che: “In un grande partito puo’ anche accadere che vi siano opinioni diverse. Poi pero’ si vota e alla fine la decisione che raccoglie il maggior numero di voti deve valere per tutti. Fini non ha mai contestato questa regola, che nel Pdl e’ in vigore fin dal primo giorno, tanto e’ vero che io stesso ho dovuto subirla in diverse occasioni. Se si stabilisce questo metodo democratico, senza strappi, senza inutili provocazioni quotidiane, senza uno stillicidio di polemiche continue, allora potremo portare a compimento con successo quella felice intuizione che oltre dieci anni fa discussi con l’indimenticabile Tatarella”.

“So per certo che la stragrande maggioranza degli italiani è d’accordo con me sull’assoluta necessità della legge sulle intercettazioni, tant’è vero che quando ne parlo in pubblico, raccolgo solo applausi di consenso e di incoraggiamento per andare avanti fino all’approvazione definitiva, che ormai è in dirittura d’arrivo. Quando la legge sarà approvata il nostro Paese sarà davvero più europeo, più civile e più moderno”, ha detto Silvio Berlusconi.Alla domanda se Fini resterà nel Pdl, Berlusconi ha risposto: «Credo che il traguardo del Pdl sia stato anche per lui un traguardo storico irreversibile, per il quale valeva e vale la pena spendere le nostre migliori energie politiche. Non posso perciò credere che si voglia mettere in discussione questo risultato. Sarebbe una enorme delusione innanzitutto per i nostri elettori. Il nostro popolo, il Popolo della libertà non lo capirebbe”.

“Il mio obiettivo”, ha detto Berlusconi a “Oggi”, “è porre fine a un sistema di abusi che in tanti anni ha di fatto cancellato il nostro diritto alla privacy. Questa situazione è purtroppo il portato di una cultura giustizialista che accomuna una piccola lobby di pm politicizzati e la lobby dei giornalisti che invece di fare le inchieste sul campo preferiscono fare del “copia e incolla” sui fascicoli delle procure che contengono le intercettazioni, anche quelle dove emergono solo fatti privati”.

Sul rischio di fare un regalo ai criminali o proteggere la Casta, Berlusconi ha detto: “Tutto questo non ha nulla a che vedere né con la cosiddetta Casta né con le indagini serie contro i delinquenti o la criminalità organizzata. Le regole sulle intercettazioni contro la mafia e tutte le altre organizzazioni del crimine organizzato (’ndrangheta, camorra, sacra corona unita e così via) resteranno infatti in vigore come prima. La legge che il Parlamento sta discutendo contiene un giusto equilibrio fra le esigenze della tutela della privacy e quelle della lotta contro il crimine e la tutela della legalità”.

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