Il Senato approva (con 245 sì, 1 no e 12 astenuti) il ddl sul rifinanziamento delle missioni all’estero.
I programmi della Difesa prevedono una riduzione degli impegno nelle missioni più piccole per concentrare lo sforzo in Afghanistan e Libano, considerati i due teatri operativi più difficili sul piano operativo e più delicati sul piano
politico. Nonostante i tagli al bilancio della Difesa, il ministro Ignazio La Russa è riuscito a ottenere dal Consiglio dei ministri il finanziamento richiesto per alimentare le missioni oltremare
nel primo semestre del 2009: 675 milioni di euro che, se verranno confermati anche nel secondo semestre, porteranno alla soglia di 1,350 miliardi di euro ritenuta il minimo indispensabile per garantire efficienza ai contingenti militari. Il numero di soldati dispiegati oltremare resterà intorno agli 8.500 anche se il ministro ha già fatto sapere che in futuro occorrerà poter schierare all’estero fino a 12.000 militari, un record raggiunto solo negli anni scorsi quando era ancora operativa l’operazione Antica Babilonia in Iraq.
Nel secondo semestre 2009 è previsto un calo del 2.500 soldati dislocati nei Balcani (per quattro quinti in Kosovo) dove l’Italia ha il primato dei contingenti più numerosi sia in Bosnia che in Kosovo. Da luglio verrà ritirata anche la missione in Ciad , che attualmente impegna 105 uomini in un ospedale da campo con una spesa di 9 milioni di euro in sei mesi mentre già da gennaio
aumenteranno da 2.300 fino a circa 2.800 unità le truppe in Afghanistan impegnate nelle operazioni della Nato . A Farah è atteso il 7° reggimento alpini con 400 soldati e a Herat
giungeranno altri tre team di istruttori militari che affiancheranno i reparti dell’esercito afgano nella missione attualmente più pericolosa e che dalla prossima primavera diventerà ancora più calda poiché proprio nel settore occidentale assegnato al comando italiano sono previste ampie operazioni contro i talebani.
Verrà rinforzata anche la missione addestrativa effettuata a Baghdad agli istruttori italiani che saliranno da 70 a 90 mentre non dovrebbe subire variazioni la missione ONU in Libano nella quale l’Italia schiera il contingente più numeroso con 2.500 soldati. Una nuova missione, esclusivamente aerea, è prevista in Darfur dove i cargo C-130 dell’Aeronautica trasporteranno i contingenti di truppe dell’Unione Africana. Il governo ha anche approvato l’invio di una nave nel Golfo di Aden per partecipare all’operazione Atalanta varata dall’Unione Europea contro la pirateria somala. Confermate anche altre missioni che vedono presenze simboliche: 104 soldati con compiti
logistici negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrain; 5 in Congo , 4 a Cipro, 4 a Rafah (Gaza), 12 ad Hebron (Cisgiordania), 3 in Sudan e 15 osservatori in Georgia .
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