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Governo Berlusconi IV: sedicesimo mese


Governo Berlusconi IV: sedicesimo mese

Silvio Berlusconi

Gianfranco Fini, dal palco della festa del Pd a Genova, invita il Pdl (di cui è co-fondatore) a non seguire la Lega. “Mi auguro che il Pdl comprenda che sul tema dell’immigrazione – dice il presidente della Camera – si limita a produrre una politica che è la fotocopia rispetto all’originale, dove per originale si intende la Lega, e da che mondo e mondo si sa che l’originale è più gradito della fotocopia. E’ quindi necessario che il Pdl affini il suo approccio”.

E’ una valanga di reazioni quella che segue la decisione di Silvio Berlusconi di chiedere un milione di euro come risarcimento per le dieci domande che gli vengono poste quotidianamente e a cui lui, quotidianamente, si rifiuta di rispondere. Nella polemica viene tirato in ballo anche il settimanale L’Espresso con Sandro Bondi che parla del gruppo editoriale che fa capo a Debenedetti come di un superpartito che interferisce con la normale dialettica democratica. Silvio Berlusconi alza il livello dello scontro con i suoi critici, citando in giudizio il quotidiano l’Unità, legato all’opposizione parlamentare cioé al Pd. La nuova mossa del premier ha suscitato la reazione indignata dello stesso Pd che, con Dario Franceschini, parla di “intimidazione”, nonché delle altre forze di opposizione. Berlusconi chiede due milioni all’Unità, nonché una pena pecuniaria di 200.000 euro ciascuna per il direttore responsabile Concita De Gregorio, le giornalista Natalia Lombardo e Federica Fantozzi, l’opinionista Maria Novella Oppo e la scrittrice Silvia Ballestra. Il tutto per articoli ed opinioni pubblicate tra il 13 luglio e il 6 agosto a proposito della vicende delle escort. L’intenzione del premier, fanno sapere ambienti di governo, é di devolvere l’eventuale ricavato della causa civile all’ospedale San Raffaele di Milano. “Introduce il reato di lesa maestà, vuole chiuderci”, replicano invece dal

Entra in campo l’Agenzia italiana del Farmaco sulle polemica a tiro incrociato tra la Carfagna e la Melandri sulla pillola abortiva Ru486. La ministra delle pari opportunità ha affermato durante un meeting che è perplessa sull’uso “perché ho paura che un metodo come questo possa diventare un metodo contraccettivo post rapporto”. Per queste ragioni ritiene utile la promozione di una indagine conoscitiva per capire anche eventuali danni alla salute da parte del Parlamento. Subito la risposta di Giovanna Melandri, del Pd: “Le dichiarazioni del ministro Carfagna in merito alla pillola Ru486 sono di una gravità inaudita, – afferma, – non solo la RU486, in tutti i paesi in cui e’ utilizzata, non rappresenta un incentivo all’aborto, ma non contrasta minimamente con le politiche di lotta alle cause dell’interruzione della gravidanza. Politiche, queste ultime, che dovrebbero essere sostenute ed incentivate, piuttosto la RU486 e’ uno strumento di civiltà per alleviare la sofferenza fisica e morale di tante donne. Mara Carfagna dimostra di non conoscere ciò di cui parla, di confondere idee personali, del tutto legittime, con le oggettive valutazioni che competono ad un ministro della Repubblica e con scelte che sono prerogativa del Parlamento”.

Silvio Berlusconi aveva chiesto un risarcimento di 20 miliardi del vecchio conio, come direbbe Bonolis, a quel diavolo di Marco Travaglio, colpevole, in associazione a delinquere con l’attualmente desaparecido Rai Daniele Luttazzi, di averlo offeso, anzi di aver “letteralmente devastato – si legge nella querela – la sua immagine di politico e di imprenditore”. Ma il giudice ha deciso diversamente e ha condannato il capo del governo a pagare le spese legali nell’ordine di centomila euro. Ne dà notizia lo stesso Travaglio, molto sollevato all’idea di non dover versare a rate, per il resto dei suoi giorni, la cifra richiesta dagli avvocati del Cavaliere.

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