Dopo le polemiche e lo scontro con le Regioni di ieri che ha portato allo slittamento del piano casa e alla sostanziale ammissione che il provvedimento è da rifare, Berlusconi è tornato all’attacco: ”Non cambia nulla” – ha detto questa mattina, intervistato da Maurizio Belpietro a Panorama del giorno – la norma andrà avanti. In queste ore stiamo discutendo lo strumento, anche se ‘noi preferiremmo il decreto, da subito efficace”. Ma, ha aggiunto, “lavoriamo con le Regioni perché siano loro a tradurre l’intuizione in una legge regionale”.
A questo proposito da Acerra è intervenuto anche Gianni Letta, aggiungendo: “E’ in corso un tavolo tecnico e al termine della consultazione decideremo cosa fare”. Ma ad Acerra Berlusconi è tornato ancora sul tema, e questa volta in modo ancora meno diplomatico: “Per uscire dalla crisi, va bene il dialogo con le Regioni, che però hanno capito male se pensano ad una marcia indietro sul piano casa. “Io preferisco il decreto”, ha ribadito Berlusconi comunque nel consiglio dei ministri di domani il piano casa non è all’ordine del giorno.
Intanto il tavolo Stato-Regioni istituito ieri dopo l’incontro tra la Conferenza delle Regioni e la delegazione del governo ha dato inizio ai lavori, che dovrebbero concludersi, come ha annunciato il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto, entro il martedì della prossima settimana.
Consentirebbe invece agli enti locali, vista la materia concorrente, di legiferare concentrandosi sui diversi principi di applicazione che in ogni territorio possono essere utilizzati. In questo modo si verrebbe anche incontro a quelli che sono stati alcuni dei principi della road map definita ieri a palazzo Chigi e cioè la semplificazione e la velocizzazione delle procedure.
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