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La Polonia conferma il suo dissenso alla creazione di una giornata europea contro la pena di morte. Lo ha reso noto il ministro della Giustizia Clemente Mastella.
Il Guardasigilli ha appena partecipato ad una riunione di pari che si è tenuta oggi a Bruxelles. “A questo punto non credo che il prossimo 10 ottobre si faccia”, ha aggiunto parlando con i giornalisti a margine dell’incontro. “E’ una piccola battuta di arresto”, argomentata in maniera “speciosa”. Il diniego della Polonia sarebbe da ricercare nella volontà dei due fratelli gemelli che guidano lo stato est-europeo Lech e Jaroslaw Kaczynski, (rispettivamente capo dello stato e primo ministro,ndr) di creare una giornata che contemporaneamente oltre la pena di morte, condanni aborto ed eutanasia. “Stabilire una giornata europea contro la pena di morte” ha dichiarato il ministro degli Interni polacco Wladyslaw Stasiak, “all’improvviso è diventata una priorità. Prima vorremmo discutere quello che realmente vuol dire. Un atteggiamento dovuto anche alla vicinanza delle elezioni nello stato polacco, nel quale al momento è al comando il partito cattolico ultraconservatore dei Kaczynsky. Nonostante il “veto” polacco, il Portogallo e l’Italia, i due più grandi promotori della moratoria contro la pena di morte, hanno reso noto che tenteranno in ogni modo di celebrare l’abolizione della pena capitale. Il presidente del Consiglio Prodi, a tal proposito ha inviato una lettera ai 55 premi nobel che lo avevano pregato di velocizzare i tempi per il dibattito sulla pena capitale, nella quale ha reso pubblica l’intenzione di Italia e Portogallo di organizzare a New York una riunione dei ministri degli esteri dei 95 paesi che hanno firmato la richiesta di moratoria.
Categorie:pena di morte, Unione Europea













































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