Europa

Sei mesi in Europa – 2ndo semestre 2007

Il Trattato di Lisbona

Il Trattato di Lisbona

Semestre molto importante per l’Unione Europea, che a seguito dell’ingrandimento a Romania e Bulgaria, cambia le regole interne e leggifera sullo spostamento di merci e persone nei confini interni dell’Unione. E’ stato firmato il Trattato di Lisbona. Il Consiglio, rappresentato dai governi nazionali, e la Commissione, che era un organo comunitario e sovrannazionale, non saranno più entità così nettamente separate. L’ Alto rappresentante per la politica estera, che è espressione del Consiglio e che dovrà gestire le relazioni esterne della Ue, diventerà anche vice-presidente della Commissione e assumerà in sé i poteri che oggi sono distribuiti tra diversi commissari (relazioni esterne, aiuti allo sviluppo, allargamento etc.). Nell’esercizio delle sue funzioni egli però non risponderà al collegio dei commissari ma a quello dei ministri degli Esteri. E’ facile prevedere che il suo ruolo lo porterà rapidamente ad entrare in conflitto con il presidente della Commissione, che pure sulla carta è il suo superiore diretto. Come se non bastasse, alla diarchia in seno alla Commissione si aggiunge un terzo personaggio assai ingombrante: il presidente del Consiglio europeo. Questa alta personalità, in carica per due anni e mezzo rinnovabili, preparerà e presiederà i vertici dei capi di governo e dovrà avere funzioni di rappresentanza esterna dell’ Ue, andando così a scontrarsi con l’ Alto rappresentante per la politica estera. Ma la sua presidenza non porrà fine alle presidenze semestrali assegnate a turno ad ogni governo nazionale, che continueranno a gestire i consigli dei ministri (economia, giustizia e affari interni, lavoro, affari sociali, educazione etc.) e che dunque costituiranno un quarto possibile elemento di dissonanza.

Si ingrandisce anche lo Spazio Schengen. Il 21 dicembre sono entrati altri nove paesi e cadranno le frontiere terrestri e marittime, a partire dal 30 marzo 2008 invece cadranno quelle aeree. Si tratta dei Paesi, che hanno aderito all’Unione nel 2004, unico escluso è Cipro. Dopo l’adesione all’Unione Slovenia, Polonia, Lettonia, Lituania, Estonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Malta compiono un nuovo e decisivo passo sulla via della reale integrazione europea.

Si è deciso anche che Malta e Cipro si avvicinano all’area dell’euro dopo che la Commissione ha proposto di autorizzarli ad adottare la moneta unica a partire dal 2008. A seguito di un’approfondita analisi, il verdetto della Commissione europea è chiaro: entrambi i paesi soddisfano i requisiti economici e giuridici necessari per passare all’euro (i cosiddetti “criteri di convergenza”). Se mantengono il rigore delle attuali politiche economiche.

Trattato, la presidenza portoghese minimizza il rischio-Polonia

Manuel Barroso e Jose Socrates

Da luglio a dicembre il Portogallo assume la presidenza dell’Europa. Il primo ministro portoghese José Socrates parla delle tre grandi priorità dell’agenda: il nuovo trattato, Brasile e l’Africa. Un anno fa un’innovazione durante la presidenza finlandese venne instaurata la presidenza tripartita. Un metodo apprezzato dal primo ministro. A Mafra, in Portogallo. un summit che ha rinnovato le speranze per la ripresa dei negoziati su un nuovo accordo di partnership. Tra i temi prioritari per Mosca, la sua entrata nell’Organizzazione mondiale del commercio. Secondo il presidente della Commissione, José Manuel Durao Barroso, gli ostacoli dovrebbero essere rimossi. Dal Portogallo il capo del Cremlino ha colto l’occasione per lanciare un avvertimento agli Usa, facendo un parallelo fra il progetto di scudo spaziale statunitense e la crisi dei missili a Cuba nel 1962: “Vi ricordo come le relazioni si stavano sviluppando in una situazione analoga nella metà degli anni 1960 . Per noi sul piano tecnologico la situazione è molto simile”.

Danesi al voto, Rasmussen confermato premier

Anders Fogh Rasmussen

In Danimarca Anders Fogh Rasmussen è stato confermato premier. Ha vinto sì ma perdendo terreno. Evidentemente per molti elettori alla sua azione di governo è mancata la difesa del Welfare, caposaldo delle società nordiche minacciato da deficit e invecchiamento della popolazione. Per governare Rasmussen dovrà ora allargare l’attuale coalizione (liberali, conservatori e nazionalisti) alleandosi con Naser Khader, un siriano-palestinese, fuoriuscito dalle file dei radicali per fondare il suo partito, Nuova Alleanza. Rasmussen e Khader sono già d’accordo: l’intesa sembra fatta. Ma potrà questo musulmano paladino degli immigrati convivere con gli ultra-nazionalisti xenofobi del partito del popolo danese, guidati da Pia Kjaersgaard? Per molti osservatori è una scommessa impossibile.

Le elezioni in Grecia riconfermano Costas Karamanlis, avvocato, poliglotta, 51 anni, leader conservatore di Nuova Democrazia e premier uscente, ottiene il suo secondo mandato. Con meno voti che nel 2004 (secondo le prime proiezioni tra il 42 e il 43% e 153 deputati, mentre nella passata legislatura ne aveva 165), ma comunque sufficienti a governare la Grecia per altri quattro anni. George Papandreu, l’ eterno rivale di Karamanlis, incassa l’ ennesima sconfitta (tra il 37,5 e il 39, 5), la quarta in tre anni, ma è stato comunque rieletto segretario del proprio partito.

Alle elezioni in Estonia la partecipazione è stata superiore a quella prevista: 555.264 elettori su 895.760 elettori registrati (tasso di partecipazione del 61,99%, + 4% rispetto al 2003). Per la prima volta al mondo per le elezioni generali è stato autorizzato il voto elettronico via Internet (30.275 votanti, 3% di tutti i voti). Questi ultimi potrebbero tornare al loro voto tutte le volte che desiderano per tre giorni, o anche alla fine andare al seggio elettorale, che annulla il loro voto elettronico. Sia Andrus Ansip che Mart Laar hanno votato via Internet. Ha vinto Andrus Ansip del partito riformatore, riconfermato al governo.

In Croazia avanzata del centro-sinistra alle elezioni politiche che si sono svolte in Croazia. Vince dunque Zoran Milanovic, giovane leader socialdemocratico, e si ridimensiona il centro-destra del premier in carica Ivo Sanader, l’ uomo che aveva cambiato pelle al vecchio Hdz del defunto presidente Franjo Tudjman e avviato nel quadriennio scorso a passo di carica la corsa all’Ue della seconda repubblica ex jugoslava. La tendenza appare tuttavia segnata dal sorpasso del Partito socialdemocratico (Sdp) nei confronti dell’ Hdz, con oltre un punto di vantaggio (34,5% contro 33% circa).

Polonia, vincono i LiberalDemocratici

Polonia, vincono i LiberalDemocratici

Elezioni in Polonia. La campagna elettorale è stata infuocata e se ne è avuta eco in tutta Europa. I fratelli Kaczynski, con le loro dichiarazione e politiche omofobiche hanno ottenuto il richiamo ufficiale per la Polonia, rea di diffondere l’omofobia e non tutelare a sufficienza le persone omosessuali e transgender. L’atto di accusa si trova nel Memorandum al governo polacco presentato dal Consiglio d’Europa, l’organismo sovranazionale che riunisce 47 paesi membri e si occupa di tutelare i diritti dell’uomo e la democrazia pluralista e garantire il primato del diritto; favorire e incoraggiare la consapevolezza dell’identità culturale europea e della sua diversità. I Kaczynski hanno anche protestato contro la giornata Ue contro la pena di morte perchè avrebbero voluto creare una giornata che contemporaneamente oltre la pena di morte, condanni aborto ed eutanasia.

Alla fine le elezioni sono state vinte dai liberali di Donald Tusk, con un grosso sospiro di sollievo di tutte le capitali europee. La Piattaforma diventa di gran lunga il primo partito del paese con il 43,6 per cento. Il PiS crolla al 31,1 per cento. Tusk diventa premier; ma il presidente resta Lech Kaczynski. Il Capo di Stato ha lasciato chiaramente intendere che potrebbe opporre il veto su alcune delle decisioni annunciate da Piattaforma Civica, partito che ha vinto le ultime elezioni. Tra cui quella di accettare la Carta europea dei diritti fondamentali.

Presidenziali in Slovenia. Vince il socialdemocratico Danilo Turk, andato al ballottaggio con il conservatore Lojze Peterle. E’ una vittoria per l’opposizione di centro sinistra e per un volto finora poco conosciuto sulla scena politica del paese. E anche se la carica di presidente in Slovenia è soprattutto simbolica e di protocollo, Türk rivestirâ subito, da gennaio, un ruolo importante sulla scena europea.

Rimpasto di governo in Bulgaria. Gli impegni per le riforme nei campi dell’economia e della giustizia procedono a rilento, e cosi il primo ministro bulgaro, Serghei Stanichev, ha sostituito i responsabili dei due dicasteri. Per il capo del governo di Sofia si tratta di rassicurare l’Unione europea, di cui la Bulgaria fa parte dallo scorso gennaio, circa la serietà dei propri impegni. Bruxelles, d’altra parte, ha minacciato tempo fa sanzioni se il nuovo paese membro non dovesse procedere più speditamente sul cammino delle riforme.

Belgio, Verhofstadt ancora premier

Guy Verhofstadt

Situazione drammatica in Belgio, dove si è impiegato sei mesi per formare un governo, polverizzando ogni triste record. I problemi sono nati dal non accordo delle due maggiori comunità linguistiche del paese: i fiamminghi e i valloni. In questo clima di estrema crisi del paese il partito di estrema destra Vlaams Belang. “Interesse Fiammingo”, ha tentato l’affondo in Parlamento, senza successo, chiedendo l’indipendenza delle Fiandre. Qualche buontempone ha, invece, addirittura cercato di vendere il Belgio su eBayYves Leterme ha provato a formare un governo, non riuscendovi. A fine anno e dopo svariati ultimatum non rispettati, l’ex premier liberale francofono Guy Verhofstadt è riuscito a formare una coalizione pentapartita (la cosiddetta coalizione armena), che associa le famiglie cristiano-democratica ( CD & V fiamminga e francese) a quella liberale ( VLD fiamminga aperta e francese) e al partito socialista francofono. È la prima coalizione “asimmetrica” ​​di un governo belga (i socialisti di lingua francese che fanno parte del governo senza i socialisti fiamminghi). La crisi politica non ha fatto certo bene all’economia belga. Appena un anno fa era suo il quarto posto nella lista dell’Onu dei paesi dove è più redditizio investire. Ma ora la posizione strategica nel cuore dell’Europa, il multilinguismo, la sede di istituzioni internazionali come Nato e Unione europea potrebbero non bastare più.

Onu, si alla moratoria della pena di morte

Onu, si alla moratoria della pena di morte

L’assemblea generale dell’Onu ha detto sì alla moratoria contro la pena di morte nel mondo. I voti a favore sono stati 104, quelli contrari 54, le astensioni 29. L’iniziativa è stata fortemente sostenuta dall’Italia, che da almeno 13 anni è in prima fila nella battaglia per la cancellazione delle sentenze capitali. Anche il premier italiano Romano Prodi ha accolto con grande entusiasmo la notizia del voto favorevole dell’assemblea: «E’ un giorno storico – ha detto – la commozione è intensa». Il capo del governo ha sottolineato che «l’orgoglio dell’Italia è di aver promosso per prima un’iniziativa progressivamente trasformata in una grande coalizione intesa a favorire i diritti dell’uomo». Un ringraziamento, per il loro «impegno» anche ai ministri degli Esteri Massimo D’Alema e delle Politiche comunitarie, Emma Bonino, oltre che «al Governo, ai cittadini e a tutte le istituzioni» che si sono mobilitate per questo risultato.

Nuova prova di forza della Polonia nei confronti dell’Unione europea. Assieme ai tre Paesi Baltici, Varsavia ha chiesto a Bruxelles di modificare il percorso del cosiddetto gasdotto del Nord Europa, che unisce energicamente Russia e Germania passando sotto il Mar Baltico. Il motivo, la pericolosità del progetto, visto che nel Mar Baltico riposa un arsenale chimico lasciato dalla Seconda Guerra mondiale che sarebbe meglio non risvegliare. Il progetto è sostenuto dalla Germania, come ha precisato il ministro degli esteri tedesco Frank Walter Steinmeyer nella sua recente visita in Estonia. A Vilnius si è tenuta una due giorni che ha visto riuniti una decina di capi di stato e di governo di Paesi dell’Europa dell’Est e dell’Asia centrale. Che hanno dato voce alle proprie preoccupazioni sull’uso che fa Mosca della ricchezza energetica per raggiungere i propri obiettivi in politica estera. Il presidente lituano Valdas Adamkus: “Le recenti crisi energetiche sono state un campanello d’allarme per l’Unione europea. Che deve pensare a una politica comune. Chiedo alla commissione che si mostri determinata . Abbiamo bisogno infatti di una politica comunitaria ambiziosa e decisa”.

La prima autostrada del mare dell’Europa Atlantica è stata inaugurata: una linea tra il Belgio e la Spagna destinata ad alleggerire notevolmente il traffico dei camion su strada e a ridurre anche i costi del trasporto. Il progetto è sostenuto dall’Unione europea, desiderosa di ossigenare le congestionate autostrade europee. La nuova linea, che collega Zeebrugge in Belgio e Bilbao in Spagna, punta a portare 100 mila camion all’anno, con un risparmio in carburante di 18 milioni di litri all’anno.

E’ il Lussemburgo il paese di Eurolandia con il più alto prodotto interno lordo per abitante, il Portogallo, invece, quello più’ povero. E’ il risultato di un’inchiesta pubblicata da Eurostat, l’ istituto di statistica europeo, relativa al 2006 e che calcola la ricchezza di ogni paese dell’Unione. Ogni lussemburghese può vantare un pil che é più del doppio della media europea, segue poi l’Irlanda. Se, invece si guarda il fondo della classifica è il Portogallo il paese a moneta unica con il più basso reddito pro capite preceduto dalla Slovenia.

Francia: Regionali, sconfitta della destra, i socialisti raggiungono il 30%

Nicolas Sarkozy

In Francia l’inizio dell’era Sarkozy è stata vendicativa, al contrario di quanto aveva promesso il presidente appena eletto. Nell’inchiesta Clearstream sono risultati coinvolti Jacques Chirac e Dominique de Villepin, accusati di calunnia verso Sarkozy. Una nota cancellata dal computer portatile del generale Philippe Rondot, ex ufficiale dei servizi segreti francesi che condusse un’indagine parallela sulla vicenda; ma ricostruita da periti informatici affermerebbe che sono stati l’ex presidente della repubblica francese e l’allora ministro degli esteri a spingere un corvo a denunciare l’astro nascente del loro partito Nicolas Sarkozy. Nel 2004 il nome di Sarkozy, oggi capo dello Stato, fu associato a un giro di tangenti, salvo poi scoprire che le prove a suo carico erano state falsificate ad arte.

Due incontri hanno caratterizzato il semestre di Sarkozy. Con Putin e Gheddafi. Conferenza stampa congiunta, al Cremlino, per il presidente francese Sarkozy e il suo omologo russo Putin. Il viaggio a Mosca, il primo dopo l’arrivo di Sarkozy all’Eliseo, ha marcato un cauto avvicinamento reciproco, soprattutto in ordine alla cooperazione economica. Nonostante le polemiche che hanno preceduto il suo arrivo, il leader libico Muammar Gheddafi è stato accolto all’Eliseo con tutte le formalità riservate a un capo di Stato. Sul tavolo dei colloqui, oltre al rispetto dei diritti umani, contratti commerciali per più di 10 miliardi di euro. Ma Sarkozy si è fatto notare anche per la sua vita privata, in quanto ha iniziato le pratiche di divorzio da sua moglie.

La Francia ha deciso di celebrare la sua festa nazionale con gli altri stati dell’Unione Europea. Le bandiere dei 27 Paesi dell’Unione europea sfilano sugli Champs Elysées a Parigi per celebrare questo giorno di Festa nazionale in Francia. Ad aprire la cerimonia con il vessillo stellato, un ufficiale del Portogallo, Paese che detiene la presidenza di turno dell’Unione. Sarkozy ha cercato di portare avanti il suo progetto di Unione del mediterraneo, ma con scarsi risultati.

La sentenza dei giudici spagnoli dell’Audiencia National non chiude il capitolo degli attentati di Madrid dell’11 marzo 2004. I giudici spagnoli hanno condannato 21 persone e con esse il terrorismo di matrice islamica. Ma senza i nomi dei mandanti, la Spagna si divide e cerca gli ideatori di una strage che uccise 191 persone. In Spagna l’esito del processo soddisfa il governo, ma scatena la polemica. Opposizione e parenti delle vittime non si danno per vinti. Il premier Jose Luis Rodriguez Zapatero ha detto che “oggi è stata fatta giustizia”, invitando a rafforzare la convivenza. Ma il leader del Partito Popolare Mariano Rajoy insiste sul fatto che ‘mandanti’ non sono stati condannati in quanto tali. Il riferimento è a Rabei Osman, detto “Mohamed l’Egiziano”, in carcere in Italia per associazione terroristica che era considerato la mente del gruppo, ma non è stato condannato.

Primo bilancio della legge sui matrimoni omosessuali fatta in Spagna. Che non ci sia alcun legame fra i diritti delle persone lgbt e la sopravvivenza della specie umana lo dimostra proprio la Spagna, dove 2006: aumentano i matrimoni (il 2,16% dello stesso sesso) e le nascite, mentre anche le morti sono in calo. I dati sono riportati anche dal Paìs, che spiega come l’aumento della natalità sia dovuto in gran parte alle madri straniere, specie le donne marocchine residenti in Spagna.

Campagna elettorale in anticvipo in Spagna, anche se le elezioni si terranno solo a marzo del 2008, il primo ministro il socialista José Luis Zapatero annuncia che in caso di vittoria del suo partito verrà abolita l’imposta patrimoniale sul reddito. Un’uscita che ha sorpreso non solo gli avversari di destra ma anche gli alleati di sinistra. Il motivo è l’impronta ideologica che ha una tassa del genere introdotta nel 1978 per colpire le grandi fortune della penisola iberica. Ma allo stesso tempo ci si è impegnati anche per cercare un testo all’inno nazionale, l’unico del mondo composto solo di musica.

Si è fatto notare anche il Re di Spagna, che ha visitato i territori di Ceuta e Mellilla che sono in territorio spagnolo, anche se dal lato africano del Mediterraneo occidentale. Questo ha creato scalpore perchè nonostante siano spagnoli, nessun monarca o autorità spagnola vi aveva fatto mai visita. Juan carlos è stato anche protagonista di una furiosa lite con il presidente venezuelano Hugo Chavrez  al vertice latinoamericano in Cile. Chavez ha dato del “fascista” all’ex primo ministro conservatore Aznar, battibeccato con l’attuale premier socialista Zapatero e fatto infuriare re Juan Carlos, il quale è sbottato in un poco regale “Ma perchè non stai zitto?” abbandonando i lavori. Il sovrano spagnolo è rientrato solo dopo qualche minuto, per l’intervento di chiusura dei lavori della Presidente cilena e padrona di casa Michelle Bachelet che, palesemente disperata, l’aveva mandato a cercare.

La 'ndrangheta colpisce in Germania. Uccisi sei italiani.

La ‘ndrangheta colpisce in Germania. Uccisi sei italiani.

Un fatto di cronaca nera ha sconvolto la Germania. L’uccisione di sei italiani in Germania sarebbe un episodio della faida calabrese di San Luca. Le vittime, tutte di sesso maschile, tra i 16 e i 39 anni, sono state assassinate con un colpo d’arma da fuoco alla testa. Due famiglie della ‘ndrangheta, che dal 1991 si scontrano nella provincia di Reggio Calabria, si sarebbero ritrovate nemiche anche a Duisburg, dove è avvenuta la strage e dove vivono 3500 italiani. Per la Germania sono partiti questa mattina investigatori della squadra mobile di Reggio, che da tempo seguivano la faida.

La Germania apre le porte ai lavoratori dell’Est. Berlino sta valutando la possibilità di allentare le maglie dell’ingresso nel mercato del lavoro ai cittadini dei nuovi membri dell’Unione europea. Esclusi finora grazie a una restrizione valida fino al 2009 e rinnovabile per altri due anni. Il motivo, la scarsità di manodopera tedesca reperibile sul mercato, che si è recentemente accentuata a causa sia della forte crescita economica sia del progressivo invecchiamento della popolazione attiva. Allo stesso tempo il governo tedesco sta studiando una leggere per togliere i fondi pubblici al partito neo-nazista Npd.

Niente aumento della pressione fiscale in Italia: lo ha promesso il governo di Romano Prodi in un incontro con le parti sociali, che precede la presentazione venerdì della finanziaria al Consiglio dei ministri. La manovra è di 10,7 miliardi di euro: 6 miliardi verranno dalle entrate fiscali già previste e il resto dai tagli alle spese.Non intende aumentare la pressione fiscale, neppure il governo spagnolo. Nella sua finanziaria il premier Zapatero mantiene due promesse elettorali: l’equilibrio del budget e il taglio alle tasse. Un compito facilitato dalla crescita florida dell’economia del paese, che gli ha permesso in più di varare; a sei mesi dalle elezioni, progetti popolari come un assegno per ogni neonato e aiuti per la casa. Anche in Germania l’economia ha ripreso a crescere, ma più che a tagliare le tasse il governo di Angela Merkel pensa a ridurre il deficit. L’obiettivo è l’equilibrio nel 2011, secondo il ministro delle finanze Steinbuck. Parte della finanziaria, che verrà votata a novembre, prevede comunque investimenti per la famiglia e l’istruzione. In testa alla spesa sociale: pensioni e sussidi di disoccupazione.

Prodi e Tariceanu scrivono a Barroso: “Il problema immigrazione è europeo”

L’allarme criminalità rumena a Roma fa reagire il Presidente del consiglio italiano Romano Prodi. Dopo il regolamento di conti fra bande che 8 giorni fa ha provocato la morte di un cittadino rumeno e il ferimento di altri due, già il sindaco della capitale Walter Veltroni aveva invitato Bucarest a prendere provvedimenti, minacciando, in caso contrario, di interpellare Bruxelles. Ieri Prodi ha aggiunto: “Non vogliamo criminalizzare nessuno, ma la legge italiana deve essere rispettata nella sua integralità”. Il governo ha deciso ieri di autorizzare, con un decreto urgente, l’espulsione di cittadini comunitari per ragioni di sicurezza. In serata, inoltre, sono attesi nella capitale 3 poliziotti inviati da Bucarest per collaborare all’inchiesta. “Non agiamo sulla spinta dello choc e dell’emozione – ha detto il Premier Romano Prodi – Noi siamo determinati ad assicurare ai nostri cittadini un livello di sicurezza alto e giusto”. Italia e Romania chiedono aiuto all’Europa. Da sole non possono risolvere il problema dell’immigrazione di cittadini comunitari da uno stato all’altro dell’Unione. Al termine di un incontro a Roma, organizzato dopo l’uccisione, attribuita a un rumeno, di Giovanna Reggiani, il primo ministro italiano Romano Prodi e il premier rumeno Calin Popescu Tariceanu, hanno inviato una lettera comune al presidente della Commissione europea.

L’aborto in Portogallo ormai è legale grazie alla legge fatta nello scorso semestre a seguito del referendumMa solo sulla carta. Dieci ospedali pubblici su 50 non lo praticano, perchè non hanno medici disposti a farlo. E in una regione autonoma, Madeira, il Governo locale ha fatto appello alla Corte Costituzionale, e ne attende il responso prima di applicare la legge.

Gordon Brown

Il premier inglese Gordon Brown si è presentato in parlamento (in luglio) e ha annunciato il programma legislativo del suo governo. Secondo una usanza vecchia di 150 anni il programma veniva presentato nel corso del solenne Discorso della regina, in novembre. Ma Brown ha stupito durante il vertice con il presidente statunitense Bush. Siccome la collaborazione in Iraq era stato il motivo fondamentale del siluramento del suo predecessore Blair si era pensato che Brown intraprendesse un atteggiamento diverso; invece, la collaborazione continua inalterata. Mesi dopo, però, dimezza il contingente in Iraq. David Cameron è invece diventato nuovo leader dei Conservatori.

Alta tensione tra Russia e Gran Bretagna sul caso Litvinenko. La decisione del Foreign Office di espellere quattro diplomatici russi dopo il rifiuto di Mosca di concedere l’estradizione di Andrei Lugovoi, principale indiziato nell’omicidio dell’ex agente segreto, ha surriscaldato gli animi al Cremlino. “Consideriamo immorale la posizione di Londra – ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri russo Mikhail Kamynin – e soprattutto a Londra dovrebbero capire che le azioni provocatorie non mancheranno di provocare reazioni e porteranno a serie conseguenze per le relazioni russo-britanniche nel loro complesso”. E’ stato, invece, liberato a Gaza il giornalista Alan Johnston, dopo 114 giorni di prigionia. “Per capire quanto sia importante la libertà forse bisogna essere per una volta prigionieri o qualcosa del genere. Solo cosi si può capire quanto vale la possibilità di farsi tagliare i capelli, bere un drink o passeggiare quando si vuole”.

Il fondo di solidarietà europeo staccherà un assegno da 160 milioni di euro per le regioni britanniche colpite dalle inondazioni la scorsa estate. La commissaria alle politiche regionali Danuta Huebner ha annunciato la cifra mercoledì dopo aver parlato con il ministro britannico John Healy. Le inondazioni che nel giugno e nel luglio scorso colpirono il nord dell’Inghilterra e le regioni centrali hanno causato danni per 4 miliardi di euro. 48 mila le abitazioni danneggiate, 7000 le aziende. Il fondo di solidarietà è stato creato nel 2002 per aiutare gli Stati membri colpiti da catastrofi naturali.

Xenofobia: Su paura islamici Italia seconda solo a Gb

La xenofobia galoppa in Europa.

La xenofobia galoppa in Europa. La presenza di musulmani nel proprio Paese rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale: in Italia ne è convinta più di un terzo della popolazione, una percentuale seconda solo a quella della Gran Bretagna, dove si arriva al 38 per cento. Sono invece i francesi gli europei maggiormente a loro agio con i concittadini di religione islamica: è quanto emerge da un sondaggio condotto dall’agenzia demoscopica ‘Harris’ per conto del quotidiano britannico ‘The Financial Times’. Sulla base dei dati raccolti fra il 1 e il 13 agosto scorsi, attraverso interviste a 6.398 adulti di Regno Unito, Italia, Spagna, Germania, Francia e Stati Uniti, sono appunto i sudditi di Sua Maestà i più diffidenti nei confronti dei seguaci del Corano. In Francia, al contrario, la percentuale di chi considera i musulmani una minaccia scende al 20 per cento, la più bassa tra i Paesi presi in considerazione. Intanto a Malta, decidono di rallentare l’accoglienza dei profughi che giungono dalle coste africane. La motivazione è una sola: “Siamo al completo”.

I ministri dell’ambiente non hanno raggiunto una maggioranza né a favore né contro la proposta della Commissione di proibire le clausole di salvaguardia imposte dall’Austria sull’importazione e l’utilizzo in prodotti per l’alimentazione umana e animale di due tipi di organismi geneticamente modificati, invece autorizzati in Europa. Josef Proll, ministro dell’Agricoltura austriaco: “Una cosa è chiara: nessuno ci obbligherà a coltivare Ogm. Ci sono troppe domande senza risposta, come ad esempio la coesisenza delle due colture. Prima di avere tutte le risposte, non ci possono obbligare a coltivare Ogm”. La decisione, secondo quanto previsto dalla procedura, torna quindi alla Commissione che dovrebbe chiedere a Vienna di togliere il divieto, pena il deferimento davanti alla Corte di giustizia europea. L’Unione ha fino al 21 novembre per levare questa clausola, dopo questa data i paesi produttori di Ogm si rivolgeranno all’Organizzazione mondiale del Commercio.

Diverse persone sono rimaste ferite in Ungheria nel corso di una manifestazione non autorizzata degenerata in scontri. I dimostranti, organizzati dal movimento Auto-difesa – di estrema destra, sono stati bloccati dalla polizia mentre tentavano di raggiungere il teatro dell’Opera di Budapest dove il primo ministro Ferenc Gyurcsany stava commemorando l’anniversario della rivolta anti-sovietica del 1956. Tra i feriti si contano anche alcuni giornalisti e fotografi ma non è chiaro da chi siano stati colpiti. I manifestanti, alcuni dei quali hanno scandito slogan anti-semiti, hanno lanciato bottiglie incendiarie contro i camion a idranti.

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