Governo

Accordo fatto per la riforma delle pensioni

I dodici punti «non negoziabili»

I dodici punti «non negoziabili»

Dopo una notte di trattative a Palazzo Chigi, sede del governo italiano, alla fine l’accordo con i sindacati è stata raggiunto. Un’intesa che modifica sostanzialmente l’attuale meccanismo per le pensioni italiane. Alle sei del mattino Romano Prodi è soddisfatto: “E’ stata dura, ma ce l’abbiamo fatta. La riforma ha come obiettivo una ripartizione piu’ equa e apre nuove prospettive ai giovani”.

L’intesa prevede l’andata in pensione a 58 dal primo gennaio 2008, a 59 anni un anno dopo, nel 2011, invece, l’età minima per andare in pensione sarà di 60 anni, una soglia destinata ad arrivare ai 61 anni a partire pero dal primo gennaio del 2013. Inalterato il meccansimo di pensionamento di anzianità per le donne. Diverso invece il sistema per i lavoratori autonomi che andranno in pensione con un anno in piu’: dal 2008 a 59 anni e 35 di contributi.

Un’intesa che trova soddisfatti sia il ministro del Lavoro che i sindacati che definiscono il compromesso proficuo. Prossimo appuntamento é fissato per lunedi’ con una convocazione del governo a tutte le parti sociali per chiudere i tavoli di concertazione aperti sul Welfare. Obiettivo dell’incontro, ha spiegato il ministro del Lavoro Cesare Damiano, non è solo la rivalutazione delle pensioni basse, ma anche amortizzatori sociali che troveranno spazio in un protocollo.

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