Centrosinistra

Governo Prodi II: quindicesimo mese


Governo Prodi II: quindicesimo mese

Massimo D’Alema e Clemente Mastella

L’ agosto di fuoco dei candidati leader del Pd è stato aperto ieri da Rosy Bindi, sbarcata a Catania per illustrare la sua sfida a Veltroni. Ad accoglierla, il deputato nazionale della Margherita Giovanni Burtone, big sponsor e anche unico sostenitore di spicco, per ora, del ministro della Famiglia in Sicilia. Fra qualche giorno toccherà ad Enrico Letta. Sarà a Isola delle Femmine il 21 agosto, nel quadro del tour in 7 spiagge italiane che anima la sua campagna elettorale. A lavorare per Letta, a Palermo, è Giuseppe Bruno, ex segretario provinciale del Ppi e assessore della giunta Orlando. In campo per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ci sono tra gli altri i sindaci di Caltanissetta (Salvatore Messana), Bagheria (Biagio Sciortino) e Isola delle Femmine (Gaspare Portobello).

“Hamas è stato protagonista di atti terroristici ma è anche un movimento popolare”. Lo ha detto Massimo D’Alema in un suo intervento alla Festa dell’Unità di San Miniato, vicino Pisa. “Non riconoscere – da parte dell’Occidente –  un governo eletto democraticamente non è una grande lezione di democrazia”, ha proseguito il Ministro degli Esteri. Incontro di riscaldamento per Tony Blair. A Roma ha visto il ministro degli Esteri Massimo D’Alema. In attesa del vertice di Lisbona che oggi vede impegnato l’ex Premier britannico nella sua nuova veste d’inviato speciale per il Medio Oriente. La mini-crisi di San Miniato (dalla festa dell’ Unità dove D’ Alema lunedì scorso sdoganò definitivamente i palestinesi di Hamas) perlomeno un obiettivo l’ ha raggiunto: da ieri la posizione del governo italiano sul dialogo col movimento integralista palestinese è più chiara, e se non proprio univoca almeno convergente. Romano Prodi «copre» il suo ministro degli Esteri, con Hamas bisogna parlare, perché se gli integralisti rappresentano metà del popolo palestinese «non è possibile arrivare ad una pace con due popoli palestinesi in opposizione tra di loro». Il premier parla dalla Slovacchia, prima di rientrare a Roma dove ieri sera ha cenato con Tony Blair, neo-inviato del Quartetto per il Medio Oriente. «La posizione italiana su Hamas è chiarissima: non si può pensare di arrivare ad una pace con due popoli palestinesi in opposizione tra loro. Bisogna dialogare con tutte le parti in causa». E secondo Prodi Hamas andrebbe in qualche modo coinvolta anche nella conferenza di pace internazionale che Bush ha chiesto alla Rice di organizzare per il prossimo autunno. D’ Alema lunedì sera aveva detto che «Hamas si è reso protagonista di atti terroristici ma è anche un movimento popolare, una forza reale che rappresenta tanta parte del popolo palestinese e quindi sarebbe sbagliato regalarlo ad al Qaeda».

Il ministro per le Politiche comunitarie Emma Bonino si richiama al documento programmatico del governo e all’annuncio di una proposta sulla riforma delle pensioni proprio da parte di Prodi per ribadire di aver ritenuto “corretto necessario e urgente non minacciare alcunché, ma semplicemente rimettere nelle mani del presidente Prodi l’incarico perché sia il presidente a decidere se il mio permanere al governo sia opportuno o compatibile con le ragioni stesse del suo compito e mandato o se lo siano le posizioni conservatrici o reazionarie della sinistra comunista e sindacale”. Dopo una notte di trattative a Palazzo Chigi, sede del governo italiano, alla fine l’accordo con i sindacati è stata raggiunto. Un’intesa che modifica sostanzialmente l’attuale meccanismo per le pensioni italiane. Alle sei del mattino Romano Prodi è soddisfatto: “E’ stata dura, ma ce l’abbiamo fatta. La riforma ha come obiettivo una ripartizione piu’ equa e apre nuove prospettive ai giovani”. Un’intesa che trova soddisfatti sia il ministro del Lavoro che i sindacati che definiscono il compromesso proficuo. Prossimo appuntamento é fissato per lunedi’ con una convocazione del governo a tutte le parti sociali per chiudere i tavoli di concertazione aperti sul Welfare. Obiettivo dell’incontro, ha spiegato il ministro del Lavoro Cesare Damiano, non è solo la rivalutazione delle pensioni basse, ma anche amortizzatori sociali che troveranno spazio in un protocollo.

La Camera approva in via definitiva (con 281 sì, 25 no e 13 astenuti) il ddl Mastella. L’opposizione non partecipa al voto, ad eccezione dell’UdC, che vota contro. Quando gli danno il via libera, ed è notte fonda dopo una giornata di scaramucce alla Camera, Clemente Mastella è seduto sul banco del governo ed è visibilmente soddisfatto per aver condotto in porto, prima della scadenza tagliola del 31 luglio, la riforma dell’ ordinamento giudiziario.

Una idea di società che troppo spesso la polìtica usa per rifarsi il look, senza farla diventare risposte concrete. E la manifestazione l’Arcigay l’ha fatta nel quasi totale silenzio della politica, tranne di qualcuno. Invece noi crediamo che tutta la politica, di destra, di sinistra, di centro, si debba ribellare ad una idea barbara della società e dei rapporti umani. A maggior ragione lo deve fare chi vuole costruire un partito nuovo che si definisce «democratico». Chi si appresta a lanciare una nuova sfida nella politica e nella società, chi si appresta a lanciare una nuova speranza. E in particolare chi si candida alla guida di questo partito. Tante donne e tanti uomini di questo Paese hanno bisogno di sapere con chiarezza come la pensano Veltroni, Bindi e Letta sui problemi della nostra società. E lo vogliono sapere limpidamente, senza giri di parole anche i cittadini e le cittadine omosessuali, contro i quali uomini delle istituzioni, possono permettersi di invocare la pulizia etnica, nel silenzio assordante di quasi tutti i promotori del futuro Pd.

Clemente Mastella sollecita l’ intervento di Romano Prodi, al quale scriverà, oggi, una lettera, con la quale chiederà le dimissioni di Antonio Di Pietro. Sul caso Forleo è resa dei conti fra il ministro della Giustizia – che nei giorni scorsi ha accusato il gip milanese di comportamento anticostituzionale per aver fatto il pm e non il giudice – e quello delle Infrastrutture, che ha definito l’ iniziativa del Guardasigilli «un intervento a gamba tesa che mina l’ indipendenza della magistratura». La schermaglia fra Mastella e Di Pietro sulla richiesta del gip di Milano Clementina Forleo di utilizzare le intercettazioni contro alcuni politici non indagati diventerà, oggi, con la lettera al premier del ministro della Giustizia, ufficialmente una questione di governo. Un intervento di Prodi era già stato invocato dall’ opposizione, in particolare il senatori di An, Altero Matteoli, aveva chiesto al presidente del consiglio di «dire se concorda con Di Pietro o con Mastella». «Chiederò a Prodi – ha dichiarato Mastella – che intervenga sulle interferenze del ministro delle Infrastrutture: se Di Pietro ha qualche dubbio di moralità su alcuni partner di Governo, si dimetta».

Centrosinistra e centrodestra dicono no a Pier Ferdinando Casini. La disponibilità al dialogo del leader Udc sul welfare ha fatto irritare la Casa delle libertà e l’ ipotesi di un governo di «responsabilità nazionale» lanciata nell’ intervista a Repubblica è stata respinta dall’ Unione. In particolare dalla sinistra radicale. «Il protocollo sul welfare – puntualizza il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Enrico Letta – deve essere approvato da questa maggioranza, però mi auguro che su punti qualificanti ci siano voti aggiuntivi». Appunto «voti aggiuntivi» e non sostitutivi di altre forze, nella fattispecie Prc, Pdci e Verdi. Come dice il ministro della pubblica Istruzione, Beppe Fioroni, «l’ Unione ce la farà da sola».

Corsa contro il tempo per sistemare gli ultimi tasselli di politica economica prima della pausa estiva: ieri la Camera (il Senato lo aveva fatto la scorsa settimana) ha dato il semaforo verde alla «risoluzione» sul Documento di programmazione economica 2008-2011 impegnando il governo a tentare di vendere l’ oro di Bankitalia per ridurre il debito. L’ operazione potrebbe contare su circa 155 tonnellate di metallo giallo «cedibili» in base alle norme entro il 2009, ma la proposta contenuta nel documento parlamentare sembra scontrarsi nelle ultime ore, come del resto è già avvenuto in passato, con la «freddezza» della Banca d’ Italia e con l’ orientamento della Banca centrale europea, preoccupata che queste risorse finiscano indirettamente ad alimentare il calderone della spesa pubblica. Ieri intanto Prodi, in una intervista a «Famiglia cristiana», ha ribadito che «bisogna abbassare le tasse».

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