Né Sarkozy né la Royal potranno trionfare senza l’appoggio del centrista. E in attesa della conferenza stampa di domani molti si chiedono chi sceglierà. Per molti il suo cuore batte socialista, ma 12 deputati stanno per Sarkozy
Come si qualifica adesso il centrista Francois Bayrou? Più a destra o più a sinistra? Domanda cruciale, visto che sulla spartizione dei voti che ha raccolto al primo turno delle presidenziali, quasi il 19%, si gioca la possibilità di vincere l’Eliseo per i due candidati del ballottaggio del 6 maggio, il conservatore Nicolas Sarkozy e la socialista Segolene Royal.
Il primo è in vantaggio, ma nessuno dei due potrà trionfare senza conquistare la maggioranza degli elettori bayrouisti; e l’argomento, come si sa, è molto dibattuto anche in Italia.
Bayrou ha compiuto un’operazione politica geniale: attorno alla sua persona, invocando l’importanza del centro in un paese bipolarista per tradizionale, ha coagulato voti di elettori delusi di ambo gli spettri politici. I sondaggi a gennaio gli davano quanto prende di solito l’Udf, il suo partito liberale, attorno al 6%. Ha triplicato i consensi. La gente ha votato per una idea nuova: ora il sistema francese fa venire i nodi al pettine.
Domani Bayrou terrà una conferenza stampa, ma è difficile capire se darà indicazioni di voto, anche velate. Ha lungamente attaccato nelle scorse settimane sia Sarkozy, sia Royal, sia la tradizionale divisione fra destra e sinistra.
Il mese prossimo ci sono le legislative, e il piccolo Udf ha bisogno di alleanze per ottenere deputati. Il sistema è maggioritario a doppio turno; in mancanza di una maggioranza assoluta, al secondo turno passano tutti i candidati con più del 12,5%.
Si creano così i cosiddetti ‘triangolari’ e in passato un candidato si è spesso ritirato per favorirne un altro. Per esempio, un candidato Ump, per ordine del partito, può ritirarsi e lasciare spazio a un Udf. I candidati Udf sarebbero schiacciati quasi ovunque se non facessero alleanze precise. I deputati del partito hanno molta paura di quello che Bayrou potrebbe fare.
Storicamente, appunto, l’Udf si allea con i conservatori dell’Ump. Ma “L’Udf non è più un partito di centro destra” suggerisce oggi il politologo Xavier Jardin intervistato dal quotidiano Metro. “Si è spostato a sinistra. Sull’Europa o la riforma istituzionale sembra più semplice una alleanza coi socialisti”.
Ma attenzione, i sondaggi “dimostrano l’eterogeneità dell’elettorato di Bayrou: dare consegne di voto per il secondo turno delle presidenziali significa negare questa eterogeneità”.
E poi, “Bayrou si gioca il suo avvenire politico, soprattutto alle legislative. O lascia che si creino alleanze collegio per collegio, o resta sordo agli appelli degli altri partitià e rischia di non avere nemmeno un deputato”.
La complessità di questo sistema elettorale che rinnova presidente e parlamento con quattro turni in due mesi di elezioni insomma dovrebbe immobilizzare Bayrou. Ma sia Royal che Sarkozy ci sperano e fin da ieri hanno lanciato messaggi chiari. La socialista ha addirittura invitato Bayrou a un vero “dibattito sul patto presidenziale” disegnando il profilo di un possibile centro sinistra in Francia.
Oggi ci sono nuovi appelli da parte di socialisti e simpatizzanti. Il verde tedesco Daniel Cohn Bendit ha dichiarato alla radio France Inter che “Bayrou è l’avversario politico di Nicolas Sarkozy”. Il socialista Bernard Kouchner (che da prima del primo turno è favorevole a un accordo col centrista) ha detto alla radio Rtl che la proposta di Royal per un dialogo diretto è “un movimento storico”, “‘un’apertura che ricorda quanto hanno fatto altri partiti socialdemocratici europei”.
L’eurodeputato socialista Pierre Moscovici parla al Nouvel Observateur e si dice convinto che Bayrou personalmente voterà Royal: “nell’urna deporrà la scheda col suo nome, ma sarebbe più chiaro che lo dicesse”.
Da parte Ump continuano a giungere velate minacce. Il partito di Sarkozy si era già portato dietro parecchi papaveri Udf che si erano schierati contro Bayrou (Valery Giscard d’Estaing, Gilles de Robienà).
Adesso André Santini, Udf anche lui, sindaco di Issy e intimo di Sarkozy, dice, “Bayrou ha ramazzato di tutto ma il 6 maggio dietro di lui non ci sarà più nessuno”. E invece, parla di “una dozzina di deputati Udf già pronti a sostenere Sarkozy”.
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