
Onu: il seggio sudamericano
Non era poi così difficile immaginare che alla fine fra Venezuela e Guatemala, candidati entrambi per un seggio nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sarebbe spuntato un terzo paese (e forse un quarto). Ed è quello che è successo.
Polemiche. Dopo le polemiche scaturite dal rifiuto esplicito statunitense di avere il Venezuela nel Consiglio di Sicurezza (polemiche che hanno investito anche l’Italia, ‘rea’, secondo il Segretario di Stato Usa, Condoleeza Rice, di essersi astenuta alla votazione riguardante il seggio per l’America Latina) adesso un nuovo spiraglio sembra aprirsi all’orizzonte. Il presidente della Repubblica Bolivariana di Venezuela, Hugo Chavez, considerata difficile l’elezione del suo paese (pur mantenendone la candidatura), ha infatti espresso la volontà di proporre la Bolivia per il seggio non permanente, incassando subito una risposta positiva dal presidente Evo Morales. Lo stesso ha fatto il Guatemala, che ha fatto sapere di essere disposto a agevolare la candidatura della Costa Rica. Ma è ancora tutto in alto mare, le votazioni e le trattative si sono arenate.
La Bolivia e il Costa Rica. Sarà dunque la Bolivia il paese che raggiungerà i due terzi dei voti dell’Assemblea necessari per prendere posto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite? O la Costa Rica? A un certo punto, dopo innumerevoli votazioni (ben 36) sembrava, infatti, che il Venezuela e il Guatemala avessero deciso di fare un passo indietro. Il Venezuela appoggiava la candidatura della Bolivia, il Guatemala quella della Costa Rica, ma dopo una veloce riunione la trattativa è saltata.
Lo stesso leader boliviano, Morales, sembrava essere molto soddisfatto della candidatura proposta da Chavez. “Magari potessimo ottenere il consenso, sicuramente i nostri ambasciatori si mobiliteranno per vedere se la cosa sarà perseguibile”, ha fatto sapere Morales che ha anche voluto sottolineare che la Bolivia manterrà la sua posizione favorevole al Venezuela “fino alla morte”. Comunque la diplomazia venezuelana aveva precisato di non aver mai parlato del ritiro della sua candidatura, ma del fatto che il nome della Bolivia poteva essere inserito nelle eventuali trattative.
Le votazioni (giunte alla 41° tornata) riprenderanno il 31 ottobre prossimo.