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Ed ero contentissimo è il secondo singolo estratto del cd Nessuno è solo.
Il brano è uno dei pochi che abbandona lo stile di una lettera o pagina di diario dedicata a una persona neutra, né esplicitamente maschile né femminile, ma si presenta come un racconto al presente con vari richiami di frammenti di vita passati, e si rivolge ad una ragazza.
Nel complesso dunque è un racconto suggestivo di una storia d’amore appena finita, che mette in parallelo le reazioni diverse dei due partner e infine, nel ritornello, li riunisce per un’ultima volta usando i flashback della loro storia. Infatti lo scopo della canzone sembra quella di poter dire, per l’ultima volta, addio alla persona lasciata, e in questo caso l’intenzione è evidenziata dalla struttura del testo: lei e lui sono separati, ma vorrebbero per un ultima volta rincontrarsi e dirsi qualcosa. Ciò succede nel ritornello, dopo si lasceranno per sempre e di loro rimarrà soltanto il ricordo.
Lui era contentissimo quando la aspettava sotto casa, quando non partiva prima di averle stretto la mano, un piccolo gesto che però rappresenta l’affetto e l’amore grande. E d’altronde anche lei era contentissima quando ad Amsterdam pioveva, ma chi se ne importava perché c’erano solo loro, la città e una candela a fare atmosfera, assieme al ricordo delle esperienze passate e al ricordo di altre sere in cui ancora ricordavano altri episodi. E questi ricordi nel ricordo principale, portano lui a capire che con lei era veramente contentissimo, ma non gliel’ha mai detto, pregava dio perché di loro momenti da aggiungere ai ricordi felici ce ne fossero ancora, ma senza dirlo mai ad alta voce. C’è, sottinteso, il rimorso di non aver mai espresso il sentimento: se l’avesse fatto, starebbero ancora assieme?
I due non sono tuttavia ancora uniti, nemmeno per dirsi addio. È come se non osassero rivedersi nel presente o nella dimensione reale, loro due sono ormai solo un ricordo ed esistono solo e soltanto nel passato o, appunto, nei ricordi. Infatti sono assieme, nel brano, solo quando si parla del passato. Addirittura, le loro vite sono descritte in strofe separate, a marcare la loro distanza.
Lui dice chiaramente che non la vedrà più, ma quando vorrà e ne avrà bisogno, lei potrà ricordarsi senza sentirsi stupida o in colpa. Lui è disposto a presentarsi da lei sotto forma di ricordo, ma solo e soltanto quando starà troppo male da non farcela, altrimenti lascerà che vada avanti, vuole che vada avanti dal momento che lui non ci riesce. È una dichiarazione d’amore fortissima, d’altronde quando amiamo una persona il gesto d’amore più grande che si possa fare è proprio quello di riuscire a lasciarla libera.
Lui si mette da parte in cambio della felicità di lei, disposto ad esserci nel momento del bisogno, mentre si limiterà a guardare nei momenti di felicità, quasi spiandola. Sembra come se restarla ad osservare quando è felice sia il premio che lui si dà per essere riuscito a lasciarla andare. Infatti dalle parole e dalla narrazione si capisce che a volerla fare finita sia stata lei, mentre lui forse non era d’accordo, la amava, ma non avendoglielo mai detto si fa da parte e resta a guardare.
Una storia d’addio dunque, in cui resta il bruciore di un rimorso, e che non riesce a spegnere l’amore che il protagonista provava e continua, nonostante tutto, a provare.
Categorie:Musica














































