Hina Saleem aveva 21 anni, era pakistana e viveva da tempo in Italia. Il suo corpo, segnato da diverse coltellate e avvolto in alcuni sacchetti di plastica, è stato trovato oggi pomeriggio sepolto nel giardino della casa dei suoi genitori a Sarezzo, in provincia di Brescia. Nella sua morte potrebbe aver avuto un ruolo l’integralismo islamico.
I carabinieri della compagnia di Gardone Valtrompia, non sono arrivati per caso al giardino dell’orrore. Erano infatti impegnati nelle ricerche della ragazza di cui, da due giorni, era stata denunciata la scomparsa. La denuncia era stata presentata nella caserma dei carabinieri di San Faustino, in città, dal fidanzato della ragazza, un italiano 33enne che vive a Brescia. E da allora i carabinieri hanno iniziato le ricerche, gli accertamenti, le indagini.
Un testimone ha detto ai carabinieri che un familiare, forse il padre, era stato visto scavare nel giardino dell’abitazione. I carabinieri hanno voluto subito approfondire questa pista investigativa. Nel pomeriggio di oggi, quindi, sono iniziati gli scavi nel punto indicato dalla persona che ha visto.
A rendere la vicenda ancora più inquietante è stato il fatto che tutti i familiari della ragazza sono scomparsi. Impossibile non vedere un legame tra l’assassinio della ragazza e l’assenza dei parenti. I carabinieri stanno indagando a fondo sul rapporto tra la ventenne e i familiari. Ed è già emerso che recentemente c’erano dei dissapori tra il padre e la figlia. I vicini avrebbero infatti riferito di rimproveri mossi dal padre alla ragazza, accusata di vestirsi in modo troppo occidentale. Pare inoltre che la famiglia avesse già deciso il futuro sentimentale della 20enne, un futuro assolutamente diverso dal presente, rappresentato dal legame con il fidanzato bresciano. Nelle intenzioni della famiglia ci sarebbe stato, in sostanza, il matrimonio con un’altra persona.











































