Centrodestra

Cesa: «La Cdl non esiste più»

Cesa: «La Cdl non esiste più»

Lorenzo Cesa

Berlusconi è fuori luogo. Non si può parlare adesso di leadership: il tema non esiste. E non esiste nemmeno la Casa delle libertà. Ci sono solo i partiti che di volta in volta si ritrovano su determinati argomenti». Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, si ferma, assapora il contenuto della rivelazione e continua: «Nel momento in cui abbiamo approvato una legge proporzionale in cui ogni panilo ha la sua autonomia, diventa fuori luogo parlare di chi fa il leader. Le elezioni sono lontane: quando ci sarà l’esigenza di sceglierlo, lo faremo. Adesso, c’è l’Udc, c’è Alleanza nazionale, c’è la Lega e c’è Forza Italia. E il Cavaliere è il leader di Forza Italia».

Che voi pensate di logorare, secondo qualcuno, dando la corda a Prodi.
«Sciocchezze. Noi abbiamo fatto certe battaglie in questi giorni perché ci credevamo, non per smarcarci da Berlusconi. Un mese fa, quando abbiamo detto che avremmo votato il decreto di rifinanziamento della missione in Afghanistan pensavamo di dire un’owietà, visto che il governo del centrodestra aveva fatto sul tema una politica lineare. Pensavamo che ci sarebbero subito venuti tutti dietro, non che avremmo dovuto aspettare un mese. Certo: vedere che il Cavaliere prima ci critica e poi ci segue è politicamente una bella soddisfazione».

Come pensate di condurre ayesta legislatura se voi siete dialoganti con il governo e Berlusconi duro.
«Fa parte delle caratteristiche dei partiti: il dialogo è nel nostro Dna. Anche la conduzione dell’Udc è ben diversa da quella di Forza Italia. Noi, per dire, facciamo ogni settimana un ufficio politico: siamo abituati a confrontarci su tutto».

Più di un confronto è in otto una scontro continuo tra Berlusconi e Casini. Non pensa che alla lunga logori il centrodestra.
«No. La politica è fatta anche di azioni concrete, di decisioni da assumere in Parlamento: su questo c’è convergenza. Lo dimostra il coordinamento dei capigruppo che abbiamo deciso di fare su questioni concrete come il decreto sulle liberalizzazioni. L’abbiamo esaminato insieme e abbiamo visto che è una solenne fregatura. Le liberalizzazioni sono finte, e nella parte che riguarda una serie di provvedimenti fiscali si mettono in conto circa 5 miliardi e mezzo di nuove tasse, penalizzando dunque il consumatore».

E’ un modo per dimostrare che non fate un’opposizione troppo morbida?
«Noi sappiamo distinguere. Su alcuni piani occorre dialogare — penso ad esempio alle riforme — su altri no. E stiamo conducendo un’opposizione senza sconti, duri e motivata».

E se il centrosinistra dovesse cedere? Pronti al soccorso bianco?
«Ma vuole scherzare? Non esiste. La premessa obbligata di ogni evoluzione del quadro politico è che il centrosinistra collassi e dichiari il fallimento. Solo allora si potrebbero aprire nuovi scenari, al momento del tutto prematuri».

La maggioranza durerà?
«Il collante del potere è fortissimo ed è chiaro che il centrosinistra farà di tutto per restare unito».

E il centrodestra? Il partito dei moderati è morto e sepolto?
«Più che altro congelato e poco attuale. L’ho detto: questo è il momento di rafforzare ruolo e identità dei singoli partiti. Se ne sono accorti anche nel centrosinistra, dove mi pare che la strada del partito democratico sia tutta in salita. E poi, sa cosa le dico? In Italia il partito dei moderati c’è già: è l’Udc che è cresciuto costantemente negli ultimi anni e che oggi, attestato sul 7% ha ampiamente superato la soglia della maturità».

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