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Amato: «Da cambiare la Bossi-Fini»

Amato: «Da cambiare la Bossi-Fini»

Giuliano Amato

Nella sua relazione, il ministro ha anche detto che “esistono anche problemi di cambiamento della legge” che porta il nome del leader della Lega Nord Umberto Bossi e di quello di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini, a partire dal “presupposto impossibile” che l’immigrato dovrebbe risiedere nel suo paese d’origine per essere poi chiamato in Italia tramite assunzione dal datore di lavoro.

“Occorre rivedere il punto base della Bossi-Fini. la domanda è regolare se il lavoratore è nel suo paese. Ma è vero, accade davvero così? E’ così che è stata applicata la legge?”, si è chiesto il ministro.

“Non rischiamo con una disciplina del genere di fare una serie di regolarizzazioni dicendo che siamo contrari alle regolarizzazioni?”, ha detto ancora il ministro ipotizzando che “ci sia un margine di finzione nella legge”, e cioè che le richieste di permesso di soggiorno vengano in realtà da immigrati già presenti come clandestini in Italia, dove trovano poi un lavoro.

Amato ha anche detto che intende “adottare finalmente una disciplina appropriata del diritto di asilo” — come del resto chiedono da tempo diverse associazioni per i diritti umani — e rivedere almeno in parte la legge sulla cittadinanza, consentendo di concederla anche ai bambini che nascono sul suolo italiano da genitori stranieri.

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