Questa Finanziaria non piace agli industriali? Bene, allora il taglio dell’ Irap, tanto annunciato quanto rimandato, potrebbe essere «ripensato». Maurizio Sacconi, sottosegretario al Welfare, lancia un avvertimento, che è quasi una minaccia. A fargli perdere le staffe è Innocenzo Cipolletta, presidente del Sole 24Ore, quotidiano di Confindustria, reo di aver criticato l’ impianto della manovra. Cipolletta bolla come «immorale» sia il ricorso alla lotta all’ evasione – che, spiega, dovrebbe essere la costante di un governo – sia i condoni. Quindi chiarisce che bisogna ridurre la spesa pubblica e il disavanzo. Al contrario, dichiara Cipolletta, la manovra economica rischia di essere soltanto «un’ operazione illusoria». E pur concedendo a Siniscalco la buona fede «sta cercando di fare il meglio possibile», il presidente del Sole24Ore si dice convinto che le misure annunciate non sono quelle che servono agli industriali. Cipolletta si esprime a titolo personale e lo fa al meeting della Confesercenti a Perugia. Tanto basta a Sacconi per accusarlo di parlare «dal palco di un’ associazione di sinistra dei commercianti» e dunque di apparire «e non per la prima volta, molto coinvolto dalla campagna elettorale». Insomma l’ accusa che piove sul presidente del Sole 24Ore è di fare politica. Ma non basta. «Invece di indicare quali spese tagliare – detta Sacconi alle agenzie – Cipolletta invoca solo la riduzione delle tasse per le grandi imprese e arriva a definire immorale la copertura attraverso la lotta all’ evasione». Bene, conclude il sottosegretario «se è questa l’ accoglienza della riduzione dell’ Irap da parte del vertice confindustriale potremmo anche ripensare quanto meno ai modi con cui ridurre l’ Irap». Dimentica Sacconi che a chiedere l’ abolizione della tassa sulle attività produttive è stata la Corte di giustizia europea. Scaramucce, in vista di una settimana cruciale per la definizione della Finanziaria che oggi Siniscalco inizierà a discutere con tecnici e ministri. Oltre al ricco ventaglio di sforbiciate per contenere la spesa pubblica, la manovra potrebbe contenere un’ accelerazione del processo di aumento contributivo per i lavoratori autonomi e la riconferma dello sconto del 36% sulle ristrutturazioni edilizie, magari allargandole agli affittuari. Sul pubblico impiego il ministero dell’ Economia ha invece chiarito che «per quanto riguarda i contratti pubblici le risorse sono già comprese nei tendenziali di finanza pubblica». Traballa invece l’ ipotesi del condono fiscale e si allontana l’ idea di un anticipo della riforma pensionistica. Sul questionario antievasione immaginato dal governo arriva intanto un primo altolà di Franco Pizzetti, garante dell’ Autorità per la Privacy: «così com’ è ci sembra un po’ eccessivo e fatto artigianalmente». Centrare l’ obiettivo fissato in 21,3 miliardi di euro, stoppare le richieste che piovono dai ministeri, evitare di essere tirati per le orecchie a causa delle troppe una tantum, malviste in sede europea. Queste le prove che attendono Siniscalco. Una prima verifica il ministro l’ avrà a Washington nel fine settimana, all’ assemblea annuale del Fondo monetario e della Banca mondiale.
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Le canzoni spiegate
Per volerti bene non è mai troppo tardi

Per ottenere qualunque cosa nella vita bisogna volersi bene. Perchè se non ci si crede da soli a se stessi; la credibilità verso gli altri sarà zero.
Mi manca pagare qualcosa con le figurine

Canzone simbolo della generazione degli anni novanta, di chi cioè era adolescente in quel decennio. Si canta la pesantezza di essere diventati grandi, le responsabilità e la perdita della gioia e dell’innocenza. “Avevo voglia di parlare con te, non so nemmeno per dirti cosa; delle porte fatte con le magliette o di Sergio che non si sposa. Avevo voglia di giocare con te, a chi sputa più lontano. Rompere i vetri delle fabbriche, farci sgridare da qualcuno. Ah, che noia essere grandi, andare ai compleanni, parlare di soldi e dei figli degli altri. Ah, è tardi e devo già andare”. Sono belli invece i ricordi dell’adolescenza. “E mi manca aspettare l’estate, comprare le caramelle colorate. E mi manca la strada in due in bici; mi manco io, mi manchi tu. E mi manca una bella canzone; pagare qualcosa con le figurine. E mi manca la biro tra i denti; mi manco io, mi manchi tu. Ti manco io, e ti manchi tu”. “Avevo voglia di parlare con te, te lo ricordi il tuo primo pallone. Finiva sotto le macchine; però col vento sapeva volare. Lo sai che voglia di giocare che ho, anche di piangere e soffiarmi il naso; poi sprofondare nell’erba più alta. Tornare a casa sporco di prato”. La disillusione di un tempo che non potrà più tornare indietro. “Ah, e invece siamo già grandi, con il dovere di dare risposte e firmare e non lanciare sassi. Ah, ti voglio ancora bene”.
Grazie per avermi spezzato il cuore

Una storia è finita e lei quasi lo ringrazia di averla fatta soffrire; perchè in questo modo ha trovato la forza di uscire da questa situazione e dimenticarlo. “Grazie per avermi spezzato il cuore, finalmente la luce riesce a entrare. Strano a dirsi ho trovato pace in questa palude; mentre una sera scagliava invece musicali promesse di apocalisse”. L’intento di dimenticarsi è comune. “Grazie per l’invito a dimenticare le notti. Alle porte del sogno (le albe) incontrarti e parlare (il vino, le lotte). Dimenticare (i giorni). Alle porte del sogno (le luci) invitarti a ballare (le stande d’albergo, le voci). Dimenticare ai bordi del cielo toccarti e suonare. Dimenticare il vento, gli scherzi, le foglie, le ombre, l’odio”. “Dimenticare alle porte del sogno incontrarti e parlare. Dimenticare alle porte del sogno invitarti a ballare. Dimenticare ai bordi del cielo toccarti e volare. Dimenticare alle porte del sogno baciarti e restare”. E infine, la beatitudine di essersi lasciati. “Strano a dirti ho trovato pace alle porte del sogno. Rivedo i porti, le nebbie, gli inverni le ombre, le inutili piogge. Le albe, le lotte, le luci, i giorni. Le notte, le stanze d’albergo. L’orgoglio”.
Il cielo limpido non fa per me

Marjorie Biondo – Le margherite (2000) Il suo primo singolo, “Quello che tu hai”, è stato pubblicato nel novembre 1999 e contiene tutti i riferimenti musicali della giovane artista. Partecipa al Festival di Sanremo 2000 nella sezione “Giovani”, classificandosi nona, e subito dopo esce il suo album di esordio omonimo. L’album, un mix di rock dalle sfumature forti irlandesi […]
Non lo posso sopportare questo silenzio innaturale

Problemi di coppia. Una coppia cerca di superarli e lui la invita al dialogo. “Sai che cosa penso che non dovrei pensare, che se poi penso sono un animale e se ti penso tu sei un’anima. Forse è questo temporale che mi porta da te e lo so non dovrei farmi trovare senza un ombrello anche se ho capito che per quanto io fugga torno sempre a te”. “E me ne vado in giro senza parlare senza un posto a cui arrivare. Consumo le mie scarpe e forse le mie scarpe sanno bene dove andare. Che mi ritrovo negli stessi posti; proprio quei posti che dovevo evitare. E faccio finta di non ricordare e faccio finta di dimenticare. Ma capisco che per quanto io fugga torno sempre a te”. Anche se hanno provato a lasciarsi, ma finiscono sempre per ritrovarsi insieme. Lui, però le dice anche di non stare insieme per abitudine, ma di lottare per il loro amore. “Che fai rumore qui e non lo so se mi fa bene, se il tuo rumore mi conviene. Ma fai rumore, sì che non lo posso sopportare questo silenzio innaturale tra me e te”. Anche se talvolta questo vuol dire litigare. “Ma fai rumore sì, che non lo posso sopportare questo silenzio innaturale e non ne voglio fare a meno oramai di quel bellissimo rumore che fai”.







































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