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La Corte Suprema di Porto Rico ha ufficialmente imposto al governo di includere un indicatore di genere “X” come terza opzione sui certificati di nascita.
Una sentenza storica per gli attivisti lgbt dell’arcipelago caraibico, territorio non incorporato degli Stati Uniti d’America. La decisione della Corte è figlia di un’azione legale portata avanti da un gruppo di sei persone non binarie che avevano intentato causa contro il governatore di Porto Rico, il suo segretario alla salute e altri funzionari. “La loro richiesta è semplice: poter avere sul certificato di nascita un indicatore di genere che rifletta la loro vera identità di genere, come tutti gli altri“, hanno scritto i giudici. “In particolare, i querelanti chiedono alla Corte di ordinare al Registro Demografico di Porto Rico di cambiare la sua richiesta di modifica di un certificato di nascita portoricano, includendo un’opzione per modificare il proprio indicatore di genere con una ‘X’”.
“L’attuale politica di Porto Rico sui certificati di nascita non è supportata da una base razionale e pertanto viola la clausola di uguale protezione del XIV Emendamento“, hanno scritto i giudici nella loro sentenza lunga 19 pagine. La corte ha stabilito che, sebbene il governo possa avere un legittimo interesse a mantenere un registro accurato del sesso assegnato alla nascita relativo a ciascun cittadino, i legali “non sono riusciti a spiegare perché questo particolare interesse sia promosso trattando gli individui non binari in modo diverso dagli individui binari“. Pura e semplice discriminazione.
“L’attuale politica sui certificati di nascita del Commonwealth di Porto Rico distingue arbitrariamente tra individui binari e non binari e sottopone gli individui non binari a un trattamento sfavorevole, senza alcuna giustificazione”, hanno concluso i giudici nella loro sentenza. “In tali casi, è dovere delle corti federali intervenire per garantire la parità di protezione di tutte le persone di fronte alla legge”.
Pedro Julio Serrano, presidente della Federazione lbgtdi Porto Rico, ha definito la sentenza come “storica”, perché a tutela dell’uguaglianza. La governatrice Jennifer González Colón si è invece definita “in attesa” di raccomandazioni da parte del Dipartimento di Giustizia in merito alla sentenza. Il deputato Jorge “Georgie” Navarro Suárez ha invece annunciato che presenterà una risoluzione non vincolante contro la sentenza, che a suo dire “rappresenta una sfida alla stabilità amministrativa e sociale di Porto Rico”. “Pur rispettando pienamente la dignità e i diritti umani, crediamo fermamente che l’identificazione di genere tradizionale basata su maschile e femminile fornisca chiarezza e coerenza essenziali nei processi amministrativi del Registro Demografico“. Navarro Suárez, i cui fratelli Edgardo e Ricardo sono stati arrestati due mesi fa con l’accusa di frode finanziaria e riciclaggio di denaro con fondi federali destinati agli aiuti in pieno Covid-19, è membro del Nuovo Partito Progressista (PNP), che si batte per l’annessione agli Stati Uniti.
Sette anni fa un tribunale federale statunitense aveva ordinato al governo di Porto Rico di consentire alle persone transgender di cambiare i propri indicatori di genere sui certificati di nascita, ma alle persone non binarie non era stata data la possibilità di riflettere accuratamente la propria identità di genere.
Sette anni dopo siamo arrivati ad una decisione a lungo agognata da tutta la popolazione non binaria dell’Arcipelago. Da un punto di vista politico la situazione di Porto Rico è a dir poco particolare. A seguito di un referendum popolare “non vincolante” del 2012,il 61,15% dei votanti scelse di far diventare Porto Rico uno Stato federato degli Stati Uniti. È stata così depositata presso il Congresso degli Stati Uniti una richiesta ufficiale di avvio dell’iter legislativo che potrebbe trasformare l’isola in uno Stato dell’Unione. Ad oggi Portorico è dotato di una propria autonomia di governo, ma non è né indipendente (perché è pienamente soggetto alla legislazione federale statunitense) né considerato uno degli Stati federati degli Stati Uniti d’America. Gli abitanti di Portorico posseggono la cittadinanza statunitense dal 1917, ma i residenti non possono votare per eleggere il presidente degli Stati Uniti d’America né i membri del Congresso.
Ricky Martin è nato a Porto Rico. Nel 2019 il cantante prese parte alla protesta popolare contro il governo Ricardo Rosselló Nevares, che lo definì “un macho che va con gli uomini perché non è all’altezza delle donne”, sventolando un bandierone rainbow che divenne presto virale.
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