
Un plauso a uomini e donne che ogni giorno rappresentano il Paese, lo promuovono e lo difendono, per quello che è un vero e proprio inno all’Europa e all’europeismo. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, apre la sua visita istituzionale a Bruxelles rivolgendo il saluto ai funzionari italiani, con cui condivide entusiasmo e soddisfazione per “questa straordinaria avventura di integrazione che stiamo continuando a vivere di anno in anno“.
E’ questo il richiamo all’attenzione per i temi europei, sempre più importanti. Perché, sottolinea il capo dello Stato, oggi più che mai “emerge quanto sia ormai strettamente intrecciata sotto ogni profilo la vita del nostro Paese con quella dell’Unione europea“. L’Italia, che dell’Unione europea è fondatrice, è e deve rimanere centrale nel processo di integrazione perché il progetto a dodici stelle “è il punto di collegamento, di intersezione più importante per la protezione del nostro Paese”.
Dal processo di allargamento alle sfide più recenti, che si tratti di clima, tensioni commerciali e rimescolamenti geopolitici, “questa interlocuzione, questa interconnessione è crescente sotto ogni aspetto“, prosegue Mattarella. Essere in Europa e investire nell’Europa è dunque ancor più fondamentale e strategico. Una visione che il capo dello Stato ha condiviso con le Camere già nel 2022, in occasione del giuramento per il suo secondo mandato, dove ha ricordato che “rafforzare l’Italia significa metterla in grado di orientare il processo per rilanciare l’Europa, affinché questa divenga più efficiente e giusta”.
La visita del capo dello Stato intende dare risalto a tutto questo: la “straordinaria avventura di integrazione” qual è il progetto comunitario con l’Italia al centro. Il viaggio a Bruxelles, capitale dell’Ue, non è casuale. “Questa città – afferma Mattarella – raccoglie dentro di sé, ospitandola, una quantità di presenza che vengono da tutti i 27 paesi dell’Unione e questo è in sé un pregio, un ulteriore patrimonio che dimostra quale sia il futuro della nostra interlocuzione“.
La rotta viene tracciata anche in occasione dell’incontro che il presidente della Repubblica tiene con il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, il componente italiano del collegio dei commissari. E viene ancor più condivisa con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, che a Mattarella porge i ringraziamenti per il contributo dell’Italia per il rafforzamento dell’Unione europea, quanto più prezioso in un momento di incertezze globali.
Il presidente della Repubblica risponde ribadendo la centralità dell’Unione europea e delle sue istituzioni, a partire da quella che Costa rappresenta. “Il ruolo del Consiglio europeo è cruciale in questo momento in cui la comunità internazionale è in cerca di nuovi equilibri che garantiscano pace e serenità nel mondo”, scandisce ancora il capo dello Stato, che ricorda come in Italia, e in Europa, “siamo per una comunità internazionale basata su regole e sulla cooperazione e in una situazione critica dobbiamo essere protagonisti“.
Mattarella invita quindi l’interlocutore e partner a lavorare per “recuperare il rapporto euro-Atlantico”, ritenuto “fondamentale”, e promuovere un’Europa più a misura di protagonismo europeo. “Occorrono riforme capaci di assicurare un ascolto reciproco all’interno dell’Ue ma anche di dare risposte rapide per impedire che le lentezze dei processi decisionali facciano accodare l’Europa a decisioni prese da altre”.
Visita istituzionale e parole del presidente della Repubblica sono anche un monito per le forze politiche nazionali, prima fra tutte quelle al governo e per questo con l’onore e l’onere di guidare il Paese. Europeismo e atlantismo sono e restano il faro illuminante per l’Italia di ieri, di oggi e di domani.
Ripensare all’Europa, e lavorare per renderla sempre più vicina ai popoli e alle persone. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sprona il collegio dei commissari ad essere “efficaci nel fornire risposte rapide e razionali alle esigenze e alle fondate preoccupazioni dei nostri cittadini dell’Unione”. Perchè è qui, che si gioca il futuro del progetto a dodici stelle. “Tanto più le istituzioni comunitarie si dimostrano trasparenti ed efficienti, tanto più se ne rafforza l’indispensabile consenso sociale“, il messaggio che il capo dello Stato rivolge all’intera Commissione europea e alla sua presidente, Ursula von der Leyen, in occasione del secondo giorno di visite istituzionali nella capitale dell’Ue.
La legittimazione dell’Europa e il senso dell’Europa sono per Mattarella elementi essenziali per l’avvenire. Serve europeismo, perché quello che si sta vivendo è “un momento storico davvero decisivo per la nostra unione”, il monito del capo dello Stato, convinto che “questo momento induce a ripercorre la strada compiuta in questi decenni, e pur consapevoli di lacune e ritardi, avvertire l’orgoglio della costruzione europea che tutti abbiamo contribuito a edificare”.
Nessun ripensamento o tentennamento, l’Ue non è e non può essere messa in discussione. Al contrario, dice il presidente della Repubblica a tutti i membri del collegio della Commissione, “occorre partire da questa consapevolezza per riflettere sul futuro del progetto di integrazione continentale in un frangente storico così inquieto ed esposto a molteplici e anche impreviste perturbazioni dell’ordine internazionale”, un ordine che deve continuare a poggiare su regole ed essere “rispettoso dei popoli e della pari dignità tra le nazioni”. La riflessione che si rende necessaria Mattarella esorta a fare in modo che sia “orientata all’azione alla concretezza, per salvaguardare l’autorevolezza e il prestigio dell’Unione europea nel mondo, e di promuoverne interessi e valori”.
Sul rilancio dell’Ue in chiave globale Mattarella può già contare sulle intenzioni di von der Leyen, decisa a dare un ruolo tutto nuovo all’Unione europea nel mondo. Anche la presidente dell’esecutivo comunitario è consapevole dell’importanza di credere e insistere sulla centralità europea, e ci tiene a ringraziare Mattarella per la sua natura e il suo impegno in tal senso. “Oggi la accogliamo non solo in veste di capo di Stato, ma anche come sentito europeista”, le parole di von der Leyen, che tesse lodi e ringraziamenti: “Nel corso della sua attività ha sempre lavorato per mettere l’Italia al centro dell’Europa”.
La centralità italiana nel contesto europeista è anche ciò su cui Mattarella ha voluto insistere incontrando tutti gli europarlamentari europei: “Il vostro compito è avvertito in Italia come compito a cui è affidata gran parte delle prospettive e delle speranze del nostro Paese dentro l’Unione europeea e dell’Unione”, scandisce il capo dello Stato, che invita i rappresentanti di tutti gli schieramenti al senso di responsabilità e al rispetto per le istituzioni e il loro compiuto: “Il ruolo del Parlamento europeo è decisivo, sempre di più”, afferma, perché “il Parlamento è il punto baricentrico tra istituzioni e cittadini europei”. Soprattutto in un momento di incertezze e cambiamenti, “il contributo dell’Italia al Parlamento europeo è prezioso e importante“.
Italia e Parlamento europeo, un sodalizio che la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, ha voluto valorizzare con un’accoglienza di tutto rispetto per il presidente della Repubblica. Mattarella è stato accolto con la diffusione dell’inno di Mameli, seguito subito dopo dall’inno alla gioia di Beethoven, inno ufficiale dell’Unione europea.
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