Centrodestra

Alessandra Mussolini passa alla Lega

Con l’ex europarlamentare azzurra, anche il consigliere capitolino Roberto Cantiani: nei prossimi giorni l’incontro con il leader Matteo Salvini per formalizzare le adesioni

La vendetta della Lega: il partito di Matteo Salvini si riprende lo smacco dei due consiglieri regionali scippati da Forza Italia, Giuseppe Gangemi e Angelo Tripodi. Alessandra Mussolini, ex europarlamentare azzurra, e Roberto Cantiani, storico consigliere comunale in Campidoglio, passeranno al Carroccio. Lo hanno annunciato Claudio Durigon e Mario Abbruzzese, della segreteria laziale della Lega, in una nota. Nei prossimi giorni Mussolini e Cantiani incontreranno il leader Matteo Salvini per formalizzare le adesioni, insieme al segretario regionale del Lazio Davide Bordoni.

 Alessandra Mussolini lascia Forza Italia ed entra nella Lega, come comunicato dalla Segreteria Lega Lazio. Da parte della diretta interessata non ci sono ancora state dichiarazioni, ma il passaggio a destra sorprende per i tanti virgolettati espressi da Mussolini a sostegno dei diritti LGBTQIA+ nel corso degli ultimi anni, che fanno a pugni con l’attuale Lega del segretario Matteo Salvini, del neoeletto vice Roberto Vannacci e del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’istruzione Rossano Sasso.

Nel 2021 sostiene pubblicamente il DDL Zan, le adozioni per le coppie gay, il Pride e il matrimonio egualitario, posando vestita d’arcobaleno per il settimanale Chi. Un’intervista, quella rilasciata da Mussolini, che fa rumore, tra chi plaude per la svolta presunta e chi l’accusa di rainbow washing.

Nel 2022, in diretta Rai, Mussolini fa mea culpa, dichiarando di aver “toppato con la comunità LGBTQ. Ognuno deve poter essere fluido come vuole”, per poi protestare contro il passaporto europeo perché “non considera il genere neutro”.

Nel 2023 Mussolini si scaglia contro il governo Meloni in cui Matteo Salvini è vice-premier per la guerra dichiarata alle famiglie arcobaleno, sostenendo che “quanto è avvenuto a Padova è indegno di un Paese civile. Bombardano le famiglie”. L’ex parlamentare si riferiva alla decisione della Questura di impugnare tutti e 33 gli atti di nascita registrati dal sindaco Sergio Giordani relativi ai figli delle coppie omogenitoriali dopo la circolare emessa dal ministro Piantedosi.

Pochi mesi dopo, da europarlamentare, Mussolini presenta un emendamento a sostegno della registrazione dei figli “di tutte le famiglie”, per poi litigare in diretta tv con l’ex leghista Simone Pillon che criticava i Pride al grido “Ma a te cosa importa? Chiuditi dentro casa a leggere la Bibbia”.

Un anno fa, era giugno, nuovo attacco al governo Meloni da parte di Mussolini, che chiede all’esecutivo di fare “passi avanti sui diritti“, definendo “inverocondo” quanto detto sull’aborto.

Dopo l’approvazione del DDL Varchi che ha reso la GPA “reato universale”, Mussolini parla di “crimine assurdo“, perché sostenitrice della famiglia “in tutte le sue forme e diversità”.

Sempre nel 2024, via X Mussolini punta il dito contro Vannacci e il suo mondo, in cui “un bambino vivrebbe meglio in un istituto che in una famiglia omoaffettiva. “Tutelare i minori”, ci spiegano, “significa farli crescere in un ambiente dove vengono amati da un uomo e una donna”. Quindi, secondo questi signori, meglio che un bambino non sia amato da nessuno piuttosto che da due genitori dello stesso sesso“, scrive Mussolini, parlando di “polverose e ottuse convinzioni” da parte di chi è contro le adozioni nelle famiglie omoaffettive.

Eppure al termine di questo lustro che l’aveva ridipinta come donna di destra sorprendentemente progressista Alessandra Mussolini ha salutato Forza Italia per accasarsi in quella Lega dove troverà un segretario (Matteo Salvini) dichiaratamente convinto che le famiglie omogenitoriali non dovrebbero esistere perché un bambino “deve avere una mamma e un papà”, un vicesegretario (Roberto Vannacci) che se avesse una figlia lesbica cercherebbe “di indirizzarla verso l’eterosessualità” e un collega di partito (Rossano Sasso) ossessionato dalla fantomatica “ideologia gender” tanto da voler trasformare l’Italia nella nuova Ungheria.

Speriamo che Alessandra Mussolini nella Lega possa consolidare l’importante lavoro di sensibilizzazione a favore dei diritti lgbt e contro l’omofobia che da qualche anno sta meritoriamente portando avanti in diversi ambiti, dal sociale al mondo dello spettacolo”.
Così in una nota l’associazione GayLib saluta l’ingresso dell’ex eurodeputata di Forza Italia nel partito di Matteo Salvini.
Indubbiamente condividere il partito col neotesserato generale Vannacci potrà essere impegnativo ma anche formativo – aggiunge il presidente di GayLib, Luca Maggioni. “Occasione per Alessandra di dimostrare come anche una donna di destra quale lei indubitabilmente è, può dare quella spinta necessaria a portare le forze attualmente al governo in Italia su posizioni di maggiore apertura e dialogo con la minoranza più numerosa del Paese”.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.