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[Storia] La sinistra populista

Il centro sociale Je so’ pazzo di Napoli dà il via alla fondazione di Potere al Popolo nel marzo 2015, quando un gruppo di studenti, lavoratori e disoccupati decide di realizzare, in un ex ospedale psichiatrico giudiziario abbandonato, laboratori per i ragazzi del quartiere, doposcuola, un asilo nido e spazi gioco per le famiglie con bambini della zona, accanto alle attività ludiche di autosostentamento, concerti e cineforum, il tutto completamente gratuito, basato sul mutualismo solidale. Negli anni le loro attività si allargano e diversificano nel sociale (arrivando a comprendere anche un ambulatorio sociale e attività di controllo popolare sui centri d’accoglienza e sulla regolarità del voto ai seggi) e l’idea di costituire un partito e/o una lista era già in gestazione da anni nelle idee degli attivisti del centro sociale, tanto che già lo Je so’ pazzo Festival 2016, tenutosi a Napoli a settembre, aveva come titolo «Costruire il potere popolare».  L’anno successivo lo stesso festival aveva come titolo «Potere al Popolo!», il nome del futuro movimento.

In vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 Je so’ pazzo accoglie l’appello lanciato nel giugno 2017 da Anna Falcone e Tomaso Montanari per la creazione di un nuovo polo alternativo alla sinistra del Partito Democratico che aggregasse più realtà possibili. E’ stata chiamata l’Alleanza Popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza, giornalisticamente ribattezzata come «percorso del Brancaccio», dal nome dell’omonimo teatro romano dove si sono riunite 1 500 persone in occasione dell’assemblea nazionale per la formazione di una lista civica nazionale della sinistra; tale progetto è stato interrotto nel novembre 2017.

All’assemblea del 18 giugno 2017 al Teatro Brancaccio di Roma però si consuma la rottura tra gli esponenti più moderati di Sinistra Italiana, Possibile, e Articolo Uno, e l’ala più radicale rappresentata dai collettivi, tra i quali quello del centro sociale napoletano Je so’ pazzo, del Partito Comunista Italiano, e altri. In seguito all’accordo elettorale raggiunto tra i vertici di Sinistra Italiana, Possibile e Articolo Uno per formare una lista comune, poi nota come Liberi e Uguali, siglato al di fuori del processo costituente del Brancaccio, Falcone e Montanari decidono di annullare l’assemblea nazionale prevista il 18 novembre 2017, terminando il cosiddetto “percorso del Brancaccio”.

Gli attivisti di Je so’ pazzo decidono quindi di indire una nuova assemblea nazionale il 18 novembre 2017 per la costruzione di un movimento che desse rappresentanza alle battaglie sociali e alle idee di singoli, centri sociali, associazioni e partiti che si sentivano senza rappresentanza. All’appello si presentano quasi 800 persone, tra cui rappresentanti di molte associazioni (come Eurostop e Clash City Workers) e partiti (come il Partito della Rifondazione Comunista, il Partito Comunista Italiano e Sinistra Anticapitalista), gettando le basi per la presentazione della futura lista. All’assemblea nazionale del 17 dicembre 2017 viene ufficializzato il nome della lista e una struttura organizzativa per costruire un movimento che andasse oltre la scadenza elettorale. All’assemblea Viola Carofalo (ricercatrice di filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e attivista di lungo periodo di Je so’ pazzo) viene scelta come portavoce e poi nominata ufficialmente quale capo del movimento il 6 gennaio 2018.

La lista viene quindi infine appoggiata da diversi partiti politici: Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano, Sinistra Anticapitalista, Partito del Sud, Rete dei Comunisti, Risorgimento Socialista, Democrazia Atea e Movimento RadicalSocialista. La lista include o ha incluso anche altri piccoli partiti, movimenti politici, centri sociali, sindacati, associazioni e comitati locali, tra cui Clash City Workers, Movimento Pirata Rivoluzionario, Eurostop (piattaforma sociale a sua volta composta, tra gli altri, da Rete dei Comunisti, dal PCI e dall’Unione Sindacale di Base) e membri dei movimenti No TAV, No TAP, No MUOS e No TRIV.

Alle elezioni la lista ottiene l’1,13% dei voti per la Camera e l’1,05% per il Senato, non riuscendo a conquistare alcun seggio parlamentare. Alle elezioni regionali in Lazio candida alla Presidenza della Regione la ginecologa femminista Elisabetta Canitano, che ottiene l’1,41% mentre la lista l’1,31%, non eleggendo alcun consigliere.

Il 18 marzo 2018 si tiene al Teatro Italia di Roma l’assemblea nazionale del movimento in cui decide di portare avanti il proprio programma. Dal 6 all’8 luglio 2018 si svolge a Orvieto il primo congresso del Partito Comunista Italiano, che in tale occasione abbandona ufficialmente Potere al Popolo!. Il 4 ottobre 2018 la Direzione Nazionale di Sinistra Anticapitalista annuncia con un documento di non aderire alla seguente fase di strutturazione di Potere al Popolo!, pur manifestando l’intenzione di mantenere un rapporto tra organizzazioni diverse.

Dal 6 al 9 ottobre 2018 si svolgono le votazioni su piattaforma LiquidFeedback per la scelta dello statuto. Sono sottoposte al voto due proposte di statuto elaborate dai membri del coordinamento nazionale, successivamente emendate tramite la discussione nelle assemblee territoriali. Le due proposte sono sostenute una dall’Ex-Opg ed Eurostop, l’altra da Rifondazione, e risulta vincitrice la prima con l’82% dei voti. L’assemblea nazionale che fa seguito alla votazione dello statuto è convocata a Roma per il 20-21 ottobre 2018.

Il 28 ottobre 2018 il Comitato Politico Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista approva un documento con cui decide di abbandonare il percorso di costituzione di Potere al Popolo! modificando la linea politica precedentemente intrapresa. La rottura tra Rifondazione da una parte, ed Ex-Opg ed Eurostop dall’altra, si consumò sulle strategie future del partito: Rifondazione puntava a fare di Potere al Popolo un’alleanza e un cartello elettorale delle diverse sigle della sinistra politica alternativa al PD, mentre Ex-Opg ed Eurostop spinsero per trasformare Potere al Popolo in un soggetto politico unitario e autonomo che rappresentasse i movimenti sociali radicali e di opposizione.

Con un documento del Consiglio Direttivo Nazionale del 29 ottobre seguente anche il Partito del Sud–Meridionalisti Progressisti esce dal processo costitutivo di Potere al Popolo!.

Potere al Popolo! si struttura e dopo una votazione degli iscritti sulla piattaforma in rete il 12 gennaio 2019 elegge come portavoce nazionali Viola Carofalo e Giorgio Cremaschi. Contestualmente la base di Potere al Popolo! viene interpellata su cosa fare in previsione delle elezioni europee del 2019 e, con il 73% dei votanti, decide che il movimento deve partecipare a tale appuntamento elettorale. Tramite un’ulteriore votazione svolta in rete tra il 24 e il 26 gennaio si decide di continuare il percorso verso le europee cercando dei punti di convergenza con la coalizione lanciata dal movimento di Luigi de Magistris, bocciando invece la proposta di collaborazione con il Partito Comunista Italiano. Potere al Popolo! ha invece partecipato ai tavoli programmatici portando quattro punti ossia: rottura dei trattati dell’Unione europea, rottura della NATO, rottura col Partito Democratico anche a livello locale e protagonismo femminile. In seguito all’impossibilità di trovare un accordo con gli altri soggetti della sinistra e al conseguente ritiro di De Magistris, il Coordinamento Nazionale di Potere al Popolo! ha deciso di non partecipare alle elezioni europee, concentrandosi invece sul lavoro di radicamento territoriale e su alcune elezioni locali.

Rispetto alla crisi politica che porta alla nascita del governo Conte II, Potere al Popolo si dichiara da subito all’opposizione. Alle elezioni regionali in Umbria del 2019, presenta la candidatura di Emiliano Camuzzi in alleanza col PCI. A causa degli scarsi risultati elettorali (0,32% Potere al Popolo e 0,87% candidato presidente), PaP non eleggerà alcun rappresentante in consiglio regionale. Alle elezioni comunali del 2019 a Livorno, Potere al Popolo presenta una lista in appoggio alla candidatura a sindaco di Marco Bruciati insieme alla lista civica Buongiorno Livorno. Il candidato ottiene il 14,30% dei voti, mentre la lista di PaP ottiene il 4,99% e in totale vengono eletti tre consiglieri: un seggio per Buongiorno Livorno, uno per Potere al Popolo e uno al candidato Bruciati.

Il 4 novembre 2019, con decisione all’unanimità del Consiglio Direttivo Nazionale, il Movimento RadicalSocialista abbandona Potere al Popolo!.

Potere al Popolo! partecipa all’Assemblea nazionale della Sinistra di Opposizione lanciata da PCI, Sinistra Anticapitalista e PCL, insieme a PRC e altri partiti.

Alle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2020 presenta la candidatura autonoma di Marta Collot, proponendo un salario minimo di 9 euro l’ora per i lavoratori del pubblico e in appalto e l’abolizione della legge regionale urbanistica accusata di favorire la cementificazione. Potere al Popolo, in questa tornata elettorale, si ferma allo 0,37%.

Alle elezioni regionali in Campania Potere al Popolo corre da solo candidando Giuliano Granato, proponendosi come forza di controllo popolare sulla spesa in regione e criticando la gestione della pandemia di Covid19 da parte dell’amministrazione di De Luca. A queste elezioni ottiene l’1,2% dei voti.

L’8 maggio 2021 Viola Carofalo e Giorgio Cremaschi annunciano di non voler ricandidarsi come portavoce. A seguito delle elezioni per la scelta dei nuovi portavoce avvenute tra il 7 e l’11 maggio vengono eletti Giuliano Granato e Marta Collot.

Il 13 maggio 2021 Democrazia Atea annuncia l’uscita dalla formazione.

Il 20 luglio 2021 il senatore Matteo Mantero aderisce al partito, costituendo nel gruppo misto la componente “Potere al Popolo (PaP)“. Nel settembre 2021 Potere al Popolo è fra i promotori del referendum per la cannabis legale.

Alle elezioni amministrative di ottobre 2021 Potere al Popolo entra a far parte delle coalizioni di sinistra (mantenendo liste separate) che sostengono Angelo d’Orsi a Torino e Alessandra Clemente a Napoli, presentando propri candidati sindaco a Milano, Roma e Bologna. Nelle contemporanee elezioni regionali in Calabria sostiene la candidatura di Luigi de Magistris, all’interno di una lista con altre sigle della sinistra e della sinistra radicale. Ottiene il suo miglior risultato a Bologna, dove la candidata sindaca Marta Collot arriva al 2,49% delle preferenze (e la lista arriva al 2,29%).

Durante l’assemblea nazionale del movimento Democrazia e Autonomia (DemA) nel gennaio 2022 Luigi de Magistris, leader di DemA ed ex sindaco di Napoli, annuncia l’intenzione di creare una nuova coalizione di partiti di sinistra, a partire dal suo stesso partito.

 L’8 febbraio 2022 nasce la componente del Gruppo misto alla Camera “Manifesta-PaP!-PRC-SE”, formata da quattro deputate indipendenti fuoriuscite dal M5S e a cui il PRC e PaP! hanno prestato il simbolo, ovvero Simona Suriano, Doriana Sarli, Silvia Benedetti e Yana Chiara Ehm e si federano con un’analoga componente del gruppo mista del Senato, che raccoglie anch’egli ex-M5S (Matteo Mantero, Paola Nugnes) ma vicini o facenti parte di Potere al Popolo o Rifondazione Comunista.

Il 28 aprile 2022 de Magistris e le quattro deputate di ManifestA, durante una conferenza stampa congiunta a Montecitorio, lanciano una coalizione di partiti contrari alla guerra russo-ucraina e al governo di Mario Draghi, pacifista, alternativa al liberismo, all’economia di guerra, alle disuguaglianze e alle discriminazioni per le prossime elezioni politiche, non volendo far parte della coalizione di centro-sinistra.

A partire dall’invasione russa dell’Ucraina del 2022 un composito schieramento di personalità italiane, sia politiche che della società civile, si è dimostrato perplesso, se non nettamente contrario, circa l’invio di armi al governo ucraino. Anche nell’opinione pubblica italiana, con oscillamenti lievi, si è mantenuta costante negli anni del conflitto la contrarietà all’invio di armi in Ucraina di circa il 50% della popolazione e la contrarietà all’invio di truppe italiane di circa il 90%. Michele Santoro pubblicherà nel 2022 un libro, Non nel mio nome, dove espone la sua posizione di contrarietà alla politica estera italiana ed europea e la sua perplessità e rammarico rispetto alle posizioni dei maggiori partiti politici italiani, criticandone l’inettitudine e le contraddizioni. Sul suo media online, Servizio pubblico, Santoro inizia a dare voce a diverse personalità e associazioni contrarie alla guerra in Ucraina, creando così con Raniero La Valle il germe del futuro progetto politico.

Il 9 luglio 2022 si tiene l’assemblea nazionale di lancio di Unione Popolare, intitolata Verso l’Unione popolare, tenutasi a Roma presso l’hotel The Hive sulla base di un appello sottoscritto da decine di attivisti sociali, ambientali e sindacali e personalità della cultura, tra i quali: Moni Ovadia, Angelo d’Orsi, Mimmo Lucano, Guido Viale, Vauro, Giovanni Impastato e Haidi Giuliani.

L’iniziativa coinvolse esponenti politici come Luigi de Magistris, il segretario di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, i portavoce di Potere al Popolo Marta Collot e Giuliano Granato, l’europarlamentare de La France insoumise e co-presidente della Sinistra Europea Manon Aubry, le deputate di ManifestA Suriano, Benedetti, Ehm, Sarli e la deputata indipendente Piera Aiello.

In vista delle elezioni politiche anticipate del 2022 Unione Popolare lancia un appello al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte e Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) per costituire un polo di sinistra alternativo alla coalizione di centro-destra e il centro-sinistra di Enrico Letta del Partito Democratico (PD). Ma in seguito alla decisione del M5S di non allearsi con altri partiti e all’accordo raggiunto tra AVS e PD, UP presenta le liste per correre in solitaria alle elezioni. Alla lista partecipano Potere al Popolo!, Dema, Rifondazione Comunista e la componente parlamentare ManifestA. Luigi De Magistris è indicato come capo politico. Il successivo 21 agosto viene annunciato il successo della raccolta firme e la partecipazione alle elezioni.

A meno di un mese dalle elezioni del 25 settembre 2022 Jean-Luc Mélenchon, leader della Nouvelle Union populaire écologique et sociale (coalizione di sinistra francese), dichiara il suo sostegno a Unione Popolare di de Magistris, incontrando quest’ultimo e altri militanti di UP a Roma.

La lista otterrà l’1,43% alla Camera e l’1,36% al Senato, rimanendo al di sotto della soglia di sbarramento (del 3%) e non eleggendo pertanto propri esponenti al Parlamento.

Il 4 dicembre 2022 si è tenuta a Roma un’assemblea nazionale di Unione Popolare, trasmessa anche in streaming. L’assemblea ha dato inizio a una fase costituente che dovrebbe concludersi entro marzo 2023 con un congresso.

Il 16 dicembre 2022 il Movimento 4 Ottobre, gruppo locale piemontese derivante dal Movimento 5 Stelle, annuncia la sua adesione a Unione Popolare, insieme alla consigliera regionale Francesca Frediani e all’ex consigliere comunale di Torino Damiano Carretto.

Alle elezioni regionali del febbraio 2023 Unione Popolare si presenta con proprie liste nel Lazio e in Lombardia, candidando alle presidenze delle due Regioni rispettivamente Rosa Rinaldi, ex sindacalista della FIOM e già sottosegretaria al Lavoro nel governo Prodi II, e Mara Ghidorzi, sociologa e ricercatrice. Nel Lazio la lista ottiene lo 0,67% (la candidata presidente si attesta allo 0,88%), in Lombardia invece la lista prende l’1,39% (con la candidata presidente che ottiene l’1,53% dei voti); in nessuno dei due casi viene superato lo sbarramento elettorale.

L’8 marzo 2023 Filippo Degasperi, già consigliere provinciale, si candida alle elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 22 ottobre come Presidente della Provincia autonoma di Trento con una coalizione composta da Unione Popolare, Onda (movimento dello stesso Degasperi) e La me Val. Degasperi ottiene il 3,81% dei voti, arrivando terzo e venendo rieletto al Consiglio provinciale.

Unione Popolare partecipa alla “Staffetta per la pace” dell’8 maggio organizzata da Michele Santoro.

Unione Popolare è presente anche in diverse elezioni comunali del 14 e 15 maggio. Tra i risultati di maggior rilievo vi furono Bussoleno, dove sarà eletta consigliera comunale con il 13% dei voti la candidata sindaco Nicoletta Dosio, figura di spicco del Movimento No TAV e coordinatrice nazionale di Potere al Popolo!.

Il 19 maggio 2023 UP presenta in Corte di cassazione una proposta di legge d’iniziativa popolare per introdurre un salario minimo di 10 euro lordi l’ora con adeguamento annuale automatico all’inflazione.  Il 28 novembre vengono consegnate al senato 70.000 firme a sostegno della legge.

Sul finire del 2023 diviene progressivamente esplicito l’intento di costruire una lista trasversale per la pace in vista delle elezioni europee del 2024. Si riunirà un’assemblea il 30 settembre a Roma, a cui partecipano come relatori, tra gli altri, Maurizio Acerbo, Ginevra Bompiani, Donatella Di Cesare, Luigi de Magistris, Fiorella Mannoia, Mimmo Lucano, Piergiorgio Odifreddi, Vauro, Jorit e i portavoce di Fridays for Future e Ultima Generazione.

Tra il 4 e il 14 gennaio 2024 si tengono le elezioni per il rinnovo del coordinamento nazionale, che vedono la riconferma di Collot e Granato a portavoce nazionali.

In occasione di una conferenza stampa il 14 febbraio 2024, presso la sede della FNSI in Via delle Botteghe Oscure a Roma, alla presenza di Santoro, La Valle e la politologa e giornalista di Servizio pubblico Benedetta Sabene, viene formalizzata la creazione della lista col nome Pace Terra Dignità. Un mese più tardi viene pubblicata la lista dei candidati, tra i quali figurano Santoro, La Valle, Sabene, Acerbo, Bompiani, Odifreddi, Vauro, Alì Rashid, Angelo d’Orsi e Nicolai Lilin.

Alle elezioni regionali in Sardegna del 2024, PaP è inizialmente parte di un tentativo di creare una lista comune e alternativa con Rifondazione Comunista, PCI, ProgReS, Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna e RossoMori. Tuttavia la decisione di Rifondazione, ProgReS e iRS di appoggiare la candidatura di Renato Soru con i partiti centristi Azione, Italia Viva e +Europa e quella dei RossoMori di presentare la candidatura autonoma di Lucia Chessa porta Potere al Popolo a ritirarsi dalla corsa alle regionali. Anche Unione Popolare non partecipa, visto che Prc ha preso una decisione che non tutta la coalizione condivide.

Il 4 marzo 2024 Luigi de Magistris, dopo aver rifiutato l’offerta di Michele Santoro di candidarsi alle europee di giugno nella sua lista Pace Terra Dignità, lascia la guida di Unione Popolare «per ragioni di natura professionale e personale, su cui si sono aggiunte riflessioni anche politiche».

Potere al Popolo! decide di non correre alle elezioni europee del 2024 a differenza di Rifondazione, che invece aderisce alla lista promossa da Santoro Pace Terra Dignità, e perciò il 29 marzo PaP dichiara sospesa l’esperienza di Unione Popolare. Il 28 aprile in un comunicato il coordinamento nazionale chiede agli elettori di Potere al Popolo di votare a favore di Ilaria Salis, antifascista incarcerata in Ungheria, nelle circoscrizioni in cui si sarebbe presentata con Alleanza Verdi e Sinistra, nonostante permanga l’opposizione di PaP alla stessa AVS. 

Alle europee Pace Terra Dignità ottiene oltre 513.000 voti e Santoro, con circa 160.000 preferenze, è il più votato della lista che però con il 2,2% non supera la soglia di sbarramento del 4%.

In sostituzione alla partecipazione elettorale il 1º giugno Potere al Popolo, insieme a varie realtà studentesche, sociali, lavorative e pro-Palestina, tra cui Unione Sindacale di Base e Partito della Rifondazione Comunista, dà vita a Roma alla manifestazione “Contro il Governo Meloni – Basta sfruttamento, fascismo e guerre” con un corteo di migliaia di persone per protestare contro il concomitante comizio di Fratelli d’Italia e l’operato del Governo Meloni in campo economico, sociale e internazionale.

Alle regionali in Piemonte del 2024 Rifondazione e Potere al Popolo! con  Sinistra Anticapitalista, ManifestA e una componente di indipendenti rappresentanti della società civile sostengono Francesca Frediani, consigliere regionale del gruppo Movimento 4 Ottobre – Unione Popolare ed eletta per due volte con il Movimento 5 Stelle, nella lista Piemonte Popolare. La lista ottiene l’1,5% dei vori, non eleggendo nessun consigliere.

Alle regionali in Liguria ed Emilia-Romagna dell’autunno dello stesso anno PaP, Rifondazione e PCI si presentano con un’unica lista a sostegno di Nicola Rollando (Per l’Alternativa, 0,87%) e Federico Serra (Emilia-Romagna per la Pace, l’Ambiente e il Lavoro, 1,94%), mentre in Umbria PaP e PCI si presentano con una lista unica per Martina Leonardi (Insieme per un’Umbria Resistente, 0,53%) senza Rifondazione. Unione Popolare si presenta in pochi comuni, tra i quali Modena dove ottiene l’1,75%.

In un documento approvato il 29-30 giugno 2024 dal Comitato Politico Nazionale di Rifondazione Comunista, il segretario Maurizio Acerbo afferma che il progetto di Unione Popolare sia da ritenersi esaurito. Verso la fine dell’estate viene anche abbandonato il dominio del sito web dell’organizzazione.

Dopo queste tornate elettorali Unione Popolare non si ripresenterà più alle elezioni: alle successive elezioni regionali in Liguria ed Emilia Romagna, infatti, Potere al Popolo e Rifondazione si presenteranno insieme al PCI in delle coalizioni con nuovo nome e simbolo.

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