
Giancarlo Giorgetti (8 1/2), ministro dell’Economia e Finanze *
L’evoluzione rapidissima degli scenari internazionali e del quadro economico e finanziario a livello globale “impone uno sforzo particolarmente intenso di costante aggiornamento che chiama in causa in primo luogo le Istituzioni e le Amministrazioni più direttamente esposte alle sfide da fronteggiare, un lavoro impegnativo che investe tutti gli apparati di eccellenza tra cui la Guardia di Finanza”. Così il ministro Giancarlo Giorgetti oggi alla cerimonia di inaugurazione dell’anno di studi 2024/2025 della Scuola Polizia Economico-Finanziaria. I bitcoin e le altre cripto valute rappresentano la nuova frontiera della tecnologia informatica applicata all’economia e alla finanza, strumenti che offrono grandi opportunità, ma “dobbiamo aver ben chiaro che presentano anche un alto rischio per l’estrema volatilità e decentralizzazione che li caratterizzano. Sono diventati anche uno mezzo per riciclare denaro – avverte Giorgetti – per transazioni illegali via web da parte di criminali e terroristi, persino utilizzato da alcuni Paesi come valuta alternativa per allentare o eludere le sanzioni che opprimono le loro economie”.
Giorgia Meloni (8), presidente del Consiglio dei ministri
Dal 25 al 27 gennaio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata in visita ufficiale in Arabia Saudita, dove ha incontrato il principe e primo ministro del paese Mohammed bin Salman e ha firmato con lui un accordo di cooperazione tra Italia e Arabia Saudita. Non è chiarissimo cosa preveda l’accordo, i cui contenuti per ora sono stati annunciati in modo un po’ vago, ma in sostanza favorirà una maggiore collaborazione tra i due paesi, che si sono impegnati a organizzare insieme incontri internazionali e a definire nei prossimi tempi un piano di priorità condivise.
La premier Giorgia Meloni è indagatadalla procura di Roma per favoreggiamento e peculato per il rimpatrio del Comandante della prigione libica di Mittiga, Osama Njeem Almasri. Lo ha comunicato lei stessa sui social nel pomeriggio di martedì 28 gennaio, aggiugendo anche che ad essere indagati sono anche i ministri della Giustizia Carlo Nordio e dell’Interno Matteo Piantedosi, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. «La notizia è questa», ha detto Meloni in un video. «Il procuratore della repubblica Lo Voi, lo stesso del – diciamolo – fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona, mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione al relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino libico Almasri; avviso di garanzia che è stato inviato anche ai ministri Nordio, Piantedosi e Mantovano».
Venerdì un portavoce di WhatsApp, il servizio di chat più popolare al mondo di proprietà di Meta, ha detto che negli ultimi mesi la società israeliana di spyware Paragon Solutions ha attaccato una novantina di persone che usano la sua applicazione, tra cui attivisti e giornalisti, con un software di nome Graphite. Meta non ha condiviso l’identità precisa delle persone spiate, ma il direttore del sito italiano di news Fanpage, Francesco Cancellato, ha raccontato di aver ricevuto un messaggio ufficiale con scritto: «A dicembre WhatsApp ha interrotto le attività di una società di spyware che riteniamo abbia attaccato il tuo dispositivo. Le nostre indagini indicano che potresti aver ricevuto un file dannoso tramite WhatsApp e che lo spyware potrebbe aver comportato l’accesso ai tuoi dati, inclusi i messaggi salvati nel dispositivo». Al momento non si sa quali governi siano responsabili delle attività di spionaggio.
Sembra che tutto sia iniziato la sera del 17 luglio scorso, allo stadio Gran Sasso dell’Aquila. Al 79° minuto della “Partita del cuore” tra Nazionale dei cantanti e dei politici, coi primi in vantaggio 7 a 4, Matteo Renzi fece l’assist che consentì a Elly Schlein di segnare il momentaneo 7-5. Il gol venne poi annullato per evidente fuorigioco, ma l’esultanza dell’ex presidente del Consiglio insieme alla segretaria del Partito Democratico, il loro abbraccio, apparve subito un’immagine emblematica di una riconciliazione per certi versi inaspettata. Due giorni dopo, Renzi disse di voler abbandonare l’idea di un “Terzo Polo” di centro per tornare stabilmente nel centrosinistra. La partita di calcio di beneficenza era solo una scusa. Renzi e Schlein erano tornati a parlarsi già da qualche settimana, e per Renzi la scelta era maturata ben prima e per motivi più seri. Sta di fatto che da allora Renzi ha contribuito ad alimentare in maniera sempre più determinata l’opposizione a Giorgia Meloni e al suo governo, fino a diventarne uno dei principali avversari, in certi momenti senza dubbio il più preso di mira da Meloni stessa e dai dirigenti di Fratelli d’Italia.
Carlo Nordio (7 1/2), ministro della Giustizia
La premier Giorgia Meloni è indagatadalla procura di Roma per favoreggiamento e peculato per il rimpatrio del Comandante della prigione libica di Mittiga, Osama Njeem Almasri. Lo ha comunicato lei stessa sui social nel pomeriggio di martedì 28 gennaio, aggiugendo anche che ad essere indagati sono anche i ministri della Giustizia Carlo Nordio e dell’Interno Matteo Piantedosi, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. «La notizia è questa», ha detto Meloni in un video. «Il procuratore della repubblica Lo Voi, lo stesso del – diciamolo – fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona, mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione al relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino libico Almasri; avviso di garanzia che è stato inviato anche ai ministri Nordio, Piantedosi e Mantovano».
Alla Camera si svolgerà il question time: alcuni ministri saranno chiamati a rispondere a domande presentate dai deputati. In programma ci sono dieci interrogazioni. In realtà però solo otto verranno effettivamente trattate nella loro forma originale, a due delle quattro domande che sono state rivolte al ministro della Giustizia Carlo Nordio il governo aveva inizialmente detto di non voler rispondere, poi ha deciso di farlo dopo che erano state modificate. Un’interrogazione l’ha fatta il Partito Democratico e l’altra Italia Viva, ed entrambe riguardano il caso Paragon, ovvero i sospetti sull’uso illegittimo da parte delle istituzioni italiane di un sistema di spionaggio fornito da una società israeliana (Paragon Solutions, appunto) e utilizzato, con ogni probabilità contro la legge e in violazione del contratto di fornitura, per controllare attivisti politici e almeno un giornalista, il direttore di Fanpage Francesco Cancellato. Nordio, dopo una lunga polemica tra il governo e le opposizioni, risponderà: ma PD e Italia Viva hanno dovuto eliminare qualsiasi riferimento specifico a Paragon nel testo delle loro domande. È un segno del fatto che il governo sta avendo grosse difficoltà a gestire la faccenda.
Matteo Piantedosi (7 1/2), ministro degli Interni
La premier Giorgia Meloni è indagatadalla procura di Roma per favoreggiamento e peculato per il rimpatrio del Comandante della prigione libica di Mittiga, Osama Njeem Almasri. Lo ha comunicato lei stessa sui social nel pomeriggio di martedì 28 gennaio, aggiugendo anche che ad essere indagati sono anche i ministri della Giustizia Carlo Nordio e dell’Interno Matteo Piantedosi, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. «La notizia è questa», ha detto Meloni in un video. «Il procuratore della repubblica Lo Voi, lo stesso del – diciamolo – fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona, mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione al relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino libico Almasri; avviso di garanzia che è stato inviato anche ai ministri Nordio, Piantedosi e Mantovano».
Orazio Schillaci (7 1/2), ministro della Salute
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legislativo che adegua la normativa italiana a un regolamento europeo sulla tracciatura dei farmaci, cioè il sistema per identificare le confezioni evitando contraffazioni. Il decreto era molto atteso nel settore perché l’Italia aveva tempo di adeguarsi al sistema in vigore negli altri stati dell’Unione Europea fino al 9 febbraio: finora però non erano arrivate indicazioni su come fare e le principali associazioni dei produttori di farmaci erano preoccupate che farmaci usati da milioni di persone dovessero essere messi fuori commercio. Il decreto non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dunque non è ancora entrato in vigore. Secondo la bozza pubblicata da Quotidiano Sanità, tra le altre cose introduce sanzioni fino a 140mila euro per produttori, grossisti e farmacisti che non rispetteranno le nuove regole o falsificheranno le nuove etichette. Tuttavia è previsto un periodo di “stabilizzazione” in cui le aziende e le farmacie dovranno adeguarsi alle istruzioni operative che saranno fornite dal ministero della Salute: è di fatto una sorta di deroga, che varrà dal 9 febbraio del 2025 all’8 febbraio del 2027. In questi due anni, si legge nella bozza, non saranno applicate molte delle sanzioni previste. È comunque necessario leggere il testo definitivo per avere certezze.
Gilberto Pichetto Fratin (7), ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica
Il governo riapre la porta all’energia nucleare. Il disegno di legge delega per autorizzare nuovi reattori sul territorio nazionale, anticipato pochi giorni fa, è stato trasmesso dal ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, al Consiglio dei ministri con la richiesta di mettere il tema all’ordine del giorno alla prima riunione utile. Sono quattro articoli che rinviano a decreti attuativi da licenziare entro due anni. I decreti stabiliranno il quadro normativo per l’autorizzazione di nuovi impianti e per la vigilanza sulla sicurezza dell’intero ciclo. Le norme dovranno disciplinare lo smantellamento delle vecchie centrali dismesse negli anni Ottanta, la realizzazione e l’esercizio delle nuove centrali e degli impianti di fabbricazione e riprocessamento del combustibile e l’individuazione dei siti per lo «stoccaggio temporaneo» e lo «smaltimento definitivo» del combustibile esaurito, che rimane radioattivo per decine di migliaia di anni. Rimane aperta la questione del deposito nazionale per le scorie radioattive, che nessun governo finora ha avuto la forza politica di affrontare in modo definitivo.
Francesco Lollobrigida (7), ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste *
“È semplicemente una follia, questo tentativo di criminalizzazione del vino che non ha alcun tipo di senso”. Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, interviene sul tema delle etichette sanitarie sulle bottiglie di vino su cui la Commissione europea non molla. Nei giorni scorsi l’Ue aveva proposto di imporre avvertenze sanitarie sulle etichette delle bevande alcoliche come il vino, simili a quelle presenti sui pacchetti di sigarette, per informare i consumatori sui potenziali rischi per la salute associati al consumo di alcol. Un tema di cui si dibatte da anni e su cui la discussione – dopo alcuni mesi di silenzio – ha ripreso a imperversare. La reazione delle cantine italiane è ferma e c’è molta preoccupazione, si temono ripercussioni per il settore, già provato dal calo di consumi e dalla crisi internazionale.
Antonio Tajani (7), vice-Premier e ministro degli Esteri e Cooperazione Internazionale *
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani è oggi in missione a Belgrado per partecipare al Forum Imprenditoriale Italia-Serbia. Nell’ambito della missione, sono previsti incontri istituzionali con il Presidente della Repubblica serba, Aleksandar Vučić, e il Ministro degli esteri serbo, Marko Djuric. Il Forum Imprenditoriale si colloca nel quadro della strategia italiana di diplomazia della crescita e vede la partecipazione di oltre 400 imprese italiane e serbe, segno del crescente interesse a potenziare i legami tra il mercato italiano e quello serbo, avvicinando le comunità imprenditoriali dei due Paesi e generando nuove opportunità di investimento.
Eugenia Roccella (7), ministro della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità
Si è tenuto presso la Presidenza del Consiglio un incontro a porte chiuse tra Natascia Maesi e Gabriele Piazzoni, rispettivamente presidente e segretario generale di Arcigay, e la Ministra alle Pari Opportunità Eugenia Roccella. L’incontro era stato chiesto pubblicamente dall’associazione a metà gennaio, nei giorni in cui le cronache riportavano numerose notizie di aggressioni e violenze ai danni di persone lgbt. Nove in un mese e mezzo in questo inizio 2025. Da Roma a Milano, passando per Bologna, Napoli, Torino. Da nord a sud, odio ovunque. Per contrastare l’omotransfobia Maesi e Piazzoni hanno ribadito alla Ministra come sia necessario innanzitutto introdurre programmi nelle scuole che promuovano l’educazione sessuale, all’affettività e al consenso. Dal punto di vista legislativo, occorre estendere la legge Mancino-Reale per includere crimini d’odio motivati da orientamento sessuale, identità di genere, sesso e disabilità. Bisogna poi continuare a supportare i centri antidiscriminazione, in maniera crescente, e garantire sostegno psicologico e legale alle vittime, avviare campagne nazionali per combattere stereotipi e pregiudizi, preparare gli agenti delle forze dell’ordine a riconoscere e gestire i crimini d’odio, rafforzare le normative contro le discriminazioni sul lavoro e incentivare politiche aziendali inclusive.
Tommaso Foti (6), ministro degli Affari europei, politiche di coesione e PNRR **
Tommaso Foti è nel suo ufficio di Largo Chigi. Due mesi fa ha accettato di sostituire Raffaele Fitto nell’incarico più complicato del governo Meloni: i rapporti con l’Europa e la gestione del Recovery Plan. Ha appena ricevuto un gruppo di ragazzi che gli chiedono se c’è da essere preoccupati per le mosse di Donald Trump. «Una premessa indispensabile: il PNRR è la somma di due cose: c’è da far avanzare la spesa, ma anche da attuare le riforme, per le quali dopo attente verifiche ci sono state concesse sei rate su dieci. La settima, ora sottoposta alla valutazione della Commissione europea, ha ben 67 obiettivi. Una volta conclusa, avremo altri 18 miliardi. Di qui al 2026 abbiamo da aggiudicarci complessivamente altri 54 miliardi».
Marina Elvira Calderone (6), ministro del Lavoro e Politiche Sociali **
Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone ha ricevuto la Assistant Director General e Direttrice Regionale per l’Europa e l’Asia Centrale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) Beate Andrees. Al centro dell’incontro i temi relativi alle competenze nel mondo del lavoro, le possibili applicazioni dell’AI e le transizioni energetiche e tecnologiche.
Alessandro Giuli (5 1/2), ministro della Cultura **
«Un nuovo Ministero della Cultura». È questo, nelle parole del ministro Alessandro Giuli, il senso del Decreto Cultura, approvato nel mese di dicembre, e per il quale è attualmente in corso l’iter di conversione in legge ordinaria. Come preannunciato dallo stesso Giuli lo scorso ottobre illustrando le linee programmatiche del suo dicastero, il cuore del Decreto è il Piano Olivetti per la Cultura. Valorizzazione delle biblioteche intese come «mezzo di educazione intellettuale e civica e di connessione con il tessuto sociale», promozione della filiera dell’editoria libraria, potenziamento del ruolo degli archivi e degli istituti storici e culturali, «quali custodi della storia e della memoria della Nazione». Per tradurre tutto questo in azione, il Decreto Cultura, che reca misure urgenti in materia di editoria, di biblioteche e di librerie, prevede un intervento complessivo di 44 milioni di euro. Quattro milioni di euro, per l’anno 2024, al fine di favorire l’apertura di nuove librerie sul territorio nazionale da parte di giovani fino a 35 anni di età, 25 milioni di euro per l’anno 2025 e cinque milioni per il 2026, attraverso l’acquisto di libri per le biblioteche, anche in formato digitale.
Roberto Calderoli (5 1/2), ministro degli Affari regionali e Autonomie *
Il governo proseguirà con le interlocuzioni e i negoziati in corso con le Regioni in tema di Autonomia differenziata. Lo ha detto il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, intervenendo in Senato in risposta alla mozione Avs che chiedeva di interrompere “senza indugio ogni interlocuzione o negoziato in corso con le Regioni”.
“Contrariamente a quanto sostenuto nella mozione in discussione, la sentenza” della Consulta “non produce effetti ostativi al proseguimento dei negoziati già avviati con le quattro Regioni richiedenti, con riguardo alle funzioni relative alle materie non LEP, nel rispetto delle indicazioni contenute nella sentenza, tra cui il divieto di trasferimento, in materie non LEP, di funzioni che attengano a prestazioni concernenti i diritti civili e sociali”, ha spiegato Calderoli.
Adolfo Urso (5), ministro delle Imprese e Made in Italy
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato oggi a Istanbul, presso il Palazzo Dolmabahçe, il Ministro dell’Industria e della Tecnologia della Turchia, Mehmet Fatih Kacır. All’incontro hanno preso parte anche il Sottosegretario Fausta Bergamotto, il Presidente di Leonardo Stefano Pontecorvo, il Presidente dell’ICE Matteo Zoppas e il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Teodoro Valente.
Daniela Santanchè (5), ministro del Turismo *
Il passo indietro non intende farlo e nemmeno ci sta riflettendo, ma intorno è sempre più isolata. Nel governo e nel suo partito. Daniela Santanchè non arretra di un centimetro, ribadisce che sarebbe pronta a dimettersi in caso di rinvio a giudizio per il procedimento sulla cassa Covid, ma non ora, dopo quello per falso in bilancio. Eppure da giorni prosegue il pressing sulla ministra affinché valuti una scelta diversa. «Credo che stia comunque in una fase di valutazione, credo stia valutando e sono sicuro che valuterà bene» ha detto ieri Ignazio La Russa, uno degli esponenti di FdI a lei più vicini. Parole che nel partito vengono lette come un segnale chiaro: il tema delle dimissioni c’è. È difficile prevedere svolte nelle prossime ore, con la premier Giorgia Meloni in partenza per l’Arabia Saudita, dove nei prossimi giorni è attesa la stessa Santanchè. Le due non si incroceranno a Gedda ma potrebbero farlo al ritorno a Roma. Mercoledì la Cassazione deciderà se spostare il processo sulla cassa Covid da Milano a Roma. Intanto arriveranno da Report nuove rivelazioni sul caso Visibilia.
Guido Crosetto (4), ministro della Difesa *
Il Ministro Guido Crosetto è giunto a #Bruxelles per partecipare alla riunione NATO dei Ministri della #Difesa dell’Alleanza Atlantica #DefMin, del Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina e per una serie di incontri istituzionali.
Giuseppe Valditara (3 1/2), ministro dell’Istruzione e Merito *
“In ordine all’inchiesta giornalistica condotta da Fanpage e rilanciata dalla trasmissione televisiva “Piazzapulita”, relativa alle certificazioni utili per l’accesso e l’aggiornamento delle graduatorie provinciali di supplenza (GPS), è importante fare alcune precisazioni per testimoniare l’impegno del Ministero dell’Istruzione e del Merito per il contrasto a tutti i fenomeni di illegalità che danneggiano il sistema scolastico e vanno a detrimento della qualità dell’insegnamento nel nostro Paese. Ricordo, in primo luogo, il piano di vigilanza straordinario messo in atto nello scorso anno scolastico per contrastare il fenomeno dei cosiddetti “diplomifici” che ha prodotto un’estesa azione ispettiva sfociata nella revoca della parità scolastica ad un alto numero di istituzioni scolastiche coinvolte. Il piano è stato rafforzato mediante il protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza che ha permesso una più proficua attività di collaborazione con gli Uffici scolastici regionali impegnati negli accertamenti ispettivi. Per la lotta ai diplomifici è stato anche predisposto un pacchetto di norme inserite in uno specifico disegno di legge, attualmente in discussione in Parlamento.
Matteo Salvini (3 1/2), vice-Premier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti
Il giornalista del Fatto Quotidiano Giacomo Salvini ha pubblicato in un libro molte conversazioni private avvenute tra il 2018 e il 2024 su tre diverse chat di WhatsApp, a cui partecipavano alcuni dirigenti di Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il libro, uscito venerdì 7 febbraio, si intitola Fratelli di chat. Storia segreta del partito di Giorgia Meloni. Dalle conversazioni emerge parte del percorso che ha portato Fratelli d’Italia a diventare il primo partito del paese e la principale forza politica di governo – in questi anni con consensi tra il 25 e il 30 per cento – dal piccolo partito che era ancora nel 2018 (con consensi intorno al 4 per cento). Il dato principale che emerge dal libro sono le frequenti critiche a Matteo Salvini e al partito di cui è leader, la Lega, alleato di governo di Fratelli d’Italia. Giacomo Salvini (che non è parente del ministro) ha scritto che le chat arrivano da fonti interne al partito che erano in quelle chat. Dalle conversazioni, per quanto prive almeno di una parte di contesto, si capisce che molti dei più importanti esponenti di FdI non sembrano avere grande stima di Salvini, sia umanamente che politicamente. Negli anni lo hanno più volte attaccato per le sue dichiarazioni pubbliche, per le sue scelte in politica estera e per il suo operato da ministro in vari governi. Anche quello da ministro dei Trasporti nel governo attuale.
Maria Elisabetta Alberti Casellati (3), ministro delle Riforme Istituzionali e Semplificazione Normativa **
A ribadirlo la ministra per le Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati (Forza Italia) a margine di una iniziativa svoltasi venerdì 7 a Potenza, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulle alleanze a Matera in vista delle prossime elezioni comunali, che dovrebbero tenersi tra aprile a e maggio 2025. E Matera è diventato un laboratorio di civiche che, nella gran parte dei casi, sono state ”croce e delizia” delle diverse consiliature caratterizzate da non poche fibrillazioni in corso d’opera. Il ruolo dei partiti è quello che è e non ”mancano mal di pancia” tra quanti hanno ambizioni rimaste al palo o in lista di attesa. Si guarda anche ad Azione, guidato dal presidente del consiglio regionale Marcello Pittella, che nella Città dei Sassi- stando ai rumors- potrebbe avere contatti con pezzi del centro sinistra o con la stessa potenziale coalizione. E sono voti, come accaduto a livello regionale, che potrebbero pesare da una parte o dall’altra a meno di corse in solitaria con civiche e poi vedersela al ballottaggio… Ipotesi. Del resto i confronti palesi o per prendersi un caffè, tra un convegno e l’altro, ci posso stare. La ministra Casellati, che è anche segretaria regionale di Forza Italia, si esprime con chiarezza sui rapporti con Marcello Pittella.
Luca Ciriani (2 1/2), ministro dei Rapporti con il Parlamento
“Va dato atto che la società Paragon Solutions ha garantito la fornitura del servizio, in ottemperanza alle clausole contrattuali, con massima professionalità e serietà. Nessuno ha rescisso in questi giorni alcun contratto nei confronti dell’intelligence. Tutti i sistemi sono stati e sono pienamente operativi contro chi attenta agli interessi e alla sicurezza della nazione”. Lo ha detto in question time alla Camera il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, rispondendo al question time in merito alla questione dello spyware nei telefoni di 90 tra giornalisti e attivisti in diversi Paesi, il quotidiano inglese The Guardian aveva scritto che l’azienda produttrice del software avrebbe interrotto i rapporti con l’Italia.
Nello Mesumeci (2 1/2), ministro della Protezione Civile e Politiche del Mare *
Il governo Meloni “punta sulla prevenzione, ed è un tema non scontato”. Lo ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, intervenendo al convegno ‘La riduzione del rischio da disastri come strumento di crescita e cooperazione’. La prevenzione è stato un tema che “nel passato in Italia non è stato considerato prioritario, ma non per disattenzione di chi aveva un ruolo di responsabilità ma per la consapevolezza di chi deve lavorare in un contesto sociale e culturale dove la prevenzione rimane un arnese sconosciuto”. Per il ministro c’è “troppa diffidenza, troppo fatalismo”, per questo serve una “seria campagna di sensibilizzazione che deve partire dalle scuole, dalle prime classi della scuola primaria”. Serve una “prevenzione verbale oltre a quella strutturale”, ha spiegato Musumeci.
Anna Maria Bernini (1 1/2), ministro dell’Università e della Ricerca *
“Montecitorio ha approvato il disegno di legge delega che rivoluziona l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria e Medicina veterinaria. Ora manca solo il via libera dell’Aula. Stiamo lavorando affinché le nuove regole entrino in vigore già dal prossimo anno accademico, mettendo al centro trasparenza, equità e merito. Superiamo un sistema di selezione ingiusto e iniquo e costruiamo un percorso che valorizzi davvero le competenze, puntando all’eccellenza formativa. Governare significa scegliere, con responsabilità e concretezza. Il nostro obiettivo? Dare a studentesse e studenti tutti gli strumenti per coltivare il loro talento, senza dover andare all’estero per realizzare il proprio sogno. Nei prossimi anni potremo formare almeno 30.000 nuovi medici in più, garantendo una preparazione di qualità e rispondendo al bisogno di professionisti nel nostro sistema sanitario. Abbiamo una grande responsabilità: non deludere le aspettative, i sogni e le ambizioni di migliaia di giovani. E noi siamo pronti a mantenere l’impegno”.
Paolo Zangrillo (0 1/2), ministro della Pubblica Amministrazione *
«Il sindaco Stefano Lo Russo dovrebbe avere come priorità le periferie della città, non il recupero di Askatasuna». Non le manda certo a dire, Paolo Zangrillo, 63 anni, senatore, ministro per la Pubblica amministrazione, coordinatore di Forza Italia in Piemonte. Ospite della redazione del Corriere Torino, l’esponente del governo Meloni si dice «sbalordito» del progetto di legalizzazione del centro sociale messo in piedi dalla giunta torinese di centrosinistra.
Alessandra Locatelli (0 1/2), Ministero della Disabilità **
«La riforma è un obiettivo del Pnrr e questo di per sé è garanzia di tempi certi, insieme alla mia ferma volontà di cambiare un sistema ormai vecchio e rigido, che non funziona più»: la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, prende un impegno chiaro rispetto ai tempi per l’attuazione della riforma della disabilità e l’introduzione sull’intero territorio nazionale del tanto atteso passaggio da da una welfare basato su servizi e prestazioni standard a uno che metta al centro i progetti di vita delle singole persone con disabilità.
Andrea Abodi (n.c.), ministro dello Sport e Giovani ***
“Il mandato di Malagò finisce con questo, non c’è rinnovo perché la legge non lo prevede”. Le parole di Abodi sembrano chiudere definitivamente ogni possibilità di modificare le norme per consentire al dirigente romano, che compirà 66 anni a marzo, di svolgere un quarto mandato quadriennale o di andare comunque oltre la scadenza naturale di maggio 2025.
Alfredo Mantovano (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ***
La premier Giorgia Meloni è indagatadalla procura di Roma per favoreggiamento e peculato per il rimpatrio del Comandante della prigione libica di Mittiga, Osama Njeem Almasri. Lo ha comunicato lei stessa sui social nel pomeriggio di martedì 28 gennaio, aggiugendo anche che ad essere indagati sono anche i ministri della Giustizia Carlo Nordio e dell’Interno Matteo Piantedosi, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. «La notizia è questa», ha detto Meloni in un video. «Il procuratore della repubblica Lo Voi, lo stesso del – diciamolo – fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona, mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione al relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino libico Almasri; avviso di garanzia che è stato inviato anche ai ministri Nordio, Piantedosi e Mantovano».
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