L’opposizione di destra nel Consiglio regionale della Toscana ha fatto ricorso al collegio di garanzia statutaria contro la legge per regolare il suicidio assistito, la procedura con cui a determinate condizioni ci si autosomministra un farmaco letale. La legge regionale era stata approvata martedì, e la Toscana è la prima regione italiana a essersi dotata di una legge di questo tipo.
Secondo i componenti del Consiglio regionale di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia – che nella votazione per l’approvazione della legge avevano votato contro – la regione non avrebbe le competenze per regolare una materia del genere, in mancanza di una legge nazionale: per questo hanno chiesto la verifica di conformità della legge rispetto allo statuto della regione, una verifica di cui si occupa proprio il collegio di garanzia a cui si sono rivolti. Questo dovrà decidere entro 30 giorni, periodo di tempo in cui la legge non può essere promulgata ed è di fatto sospesa.
In Italia il suicidio assistito è legale dal 2019 grazie a una sentenza della Corte costituzionale, eppure non esiste una legge nazionale che definisca come questo debba avvenire, a quali condizioni e con che tempi, nonostante la Corte stessa abbia ripetutamente invitato il parlamento a farla. Per questa ragione, ed essendo la sanità in parte una competenza regionale, negli ultimi anni la responsabilità di come regolamentare il suicidio assistito si è spostata soprattutto sulle regioni, che devono comunque gestire i casi di persone che legittimamente chiedono di avere accesso alle procedure per somministrarsi un farmaco letale.
Categorie:Politica locale, Sanità











































Il collegio di garanzia statutaria della Regione Toscana ha respinto il ricorso contro la legge regionale per regolare il suicidio assistito, la procedura con cui a determinate condizioni ci si autosomministra un farmaco letale, che era stata approvata l’11 febbraio. Il ricorso era stato presentato dai membri del Consiglio regionale toscano che appartengono a Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, che in Toscana sono all’opposizione e avevano votato contro la legge: secondo loro la regione non avrebbe avuto le competenze per regolare il suicidio assistito, in mancanza di una legge nazionale, dunque avevano chiesto una verifica di conformità rispetto allo statuto della regione. Il collegio di garanzia ha stabilito che la legge regionale è conforme.
Il ricorso dei partiti di destra ne aveva bloccato la promulgazione, che ora potrà avvenire. Una volta che il presidente della Regione Eugenio Giani avrà firmato la legge, questa sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana (BURT): dopo 15 giorni entrerà in vigore. Il governo nazionale potrebbe però decidere di fare ricorso contro la legge rivolgendosi alla Corte costituzionale.
In Italia il suicidio assistito è di fatto legale dal 2019 grazie a una sentenza della Corte costituzionale, ma il parlamento non ha mai approvato una legge nazionale che definisca come debba avvenire, a quali condizioni e con che tempi, nonostante le ripetute richieste della Corte e le esigenze di molti cittadini. In tutto ciò, dato che la sanità è parzialmente una competenza regionale, sono state le regioni che in molti casi si sono trovate a dover gestire i casi di persone che chiedono legittimamente di avere accesso alle procedure per somministrarsi un farmaco letale. Alcune hanno cercato di trovare delle soluzioni, e la Toscana è stata la prima regione ad approvare una legge che regola la pratica.
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