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Il 28 gennaio 2025, il governo slovacco guidato dal primo ministro Robert Fico ha presentato una proposta di modifica costituzionale che mira a limitare i diritti delle coppie omosessuali e a inasprire le procedure per il cambio di sesso. La proposta, pubblicata sul sito ufficiale del governo, mette in discussione anche la supremazia del diritto dell’Unione Europea rispetto a quello nazionale, e determina un passo in avanti nella strategia della Russia di Putin di sottomettere la Slovacchia all’influenza anti-liberale del Cremlino.
Fico ha giustificato queste iniziative appellandosi alle “tradizioni, al patrimonio culturale e spirituale dei nostri antenati“, con l’obiettivo di erigere “una barriera costituzionale contro il progressismo” e ripristinare il “buon senso“. La proposta definisce il sesso come “maschio e femmina“, determinato alla nascita, e stabilisce che “il sesso può essere cambiato solo per gravi motivi, secondo procedure da stabilire per legge“. Inoltre, riserva l’adozione di bambini alle sole coppie sposate, con rare eccezioni.
È bene precisare che attualmente, in Slovacchia, le coppie omosessuali non hanno il diritto legale di adottare bambini. La legislazione slovacca non prevede né il matrimonio tra persone dello stesso sesso né le unioni civili, escludendo così le coppie omosessuali dalla possibilità di adozione congiunta. Nel 2014, il Parlamento slovacco ha approvato un emendamento costituzionale che definisce il matrimonio esclusivamente come l’unione tra un uomo e una donna, rafforzando il divieto di matrimonio egualitario. Nel 2015, si è tenuto un referendum per vietare ulteriormente il matrimonio e l’adozione per le coppie omosessuali; tuttavia, il referendum non ha raggiunto il quorum necessario per essere valido. Con questa nuova proposta di legge il governo Fico vuole mandare un segnale di vicinanza a Putin e insidiare l’Unione Europea che in questo momento appare debole davanti all’onda d’urto della nuova destra USA di Donald Trump.
Le tensioni intorno alla comunità LGBTIAQ+ in Slovacchia nascono già nel 2022, nel pieno della lotta politica che vedrà infine prevalere Fico. All’epoca il primo ministro era il democratico Eduard Heger, quando Juraj Krajcik, 19enne radicalizzato neonazista, aveva sparato fuori da un locale LGBTQ a Bratislava, uccidendo due ragazzi gay e ferendo una donna, prima di suicidarsi. Il premier slovacco Heger aveva condannato l’attacco, ribadendo il diritto delle persone LGBTQ a vivere libere e la lotta contro l’odio e il Parlamento – all’epoca non ancora occupato dai filo-russi – aveva approvato una mozione di lotta all’ odio omobitransfobico.
Preoccupate le organizzazioni per i diritti umani. Martin Macko, direttore dell’ong LGBTIAQ+ Iniciativa Inakost (Diversità ndt), ha dichiarato che, se adottata, la modifica “introdurrebbe nuovi ostacoli al trattamento di transizione delle persone transgender“.
In questi giorni la Slovacchia è teatro di massicce proteste contro il governo di Fico. Il 24 gennaio 2025, decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Bratislava e in altre città del paese per manifestare contro le politiche filo-russe del primo ministro e la sua crescente vicinanza al Cremlino. Secondo gli organizzatori, nella capitale hanno partecipato tra i 40.000 e i 60.000 manifestanti, mentre oltre 100.000 persone hanno preso parte alle proteste a livello nazionale. Sulla pagina Facebook di Iniciativa Inakost, l’associazione LGBTIAQ+ slovacca riporta il proprio supporto alla più ampia “Piattaforma per la Democrazia“:
“Riteniamo nostro dovere civico opporsi fortemente alle vostre azioni contro i principi di governance aperta, trasparenza nel potere del potere pubblico, libero accesso all’informazione, partecipazione dei cittadini alla legislazione e al processo decisionale, nonché misure discriminatorie in materia di sovvenzioni e supporti finanziari. Occorre inoltre obiettare fortemente agli attacchi verbali grossi e dispregiativi dei funzionari governativi rivolti al settore civico nel suo complesso, a specifiche organizzazioni non governative senza scopo di lucro, nonché ad alcuni dei loro leader. “
Le manifestazioni sono state organizzate da gruppi di opposizione e organizzazioni civiche, tra cui “Pace per l’Ucraina“, che accusano Fico di allontanare la Slovacchia dall’Unione Europea e dalla NATO, avvicinandola invece alla Russia. I manifestanti hanno scandito slogan come “La Slovacchia è Europa” e “Fico vattene in Russia“, esprimendo il loro dissenso verso l’orientamento politico del governo (come riporta Linkiesta.it).
In risposta, Fico ha accusato l’opposizione di pianificare un colpo di Stato, basandosi su un rapporto dei servizi di intelligence che non è stato reso pubblico. Il presidente, populista sedicente di sinistra, afferma in queste ore – secondo quanto riportato da Reuters – che gli organizzatori delle proteste, in collaborazione con l’opposizione, starebbero preparando azioni illegali per rovesciare il governo, inclusi blocchi stradali e occupazioni di edifici governativi. Accuse respinte dai leader dell’opposizione e dagli organizzatori delle proteste, che le hanno definite tentativi di intimidazione.











































