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Per pansessualità si indica l’attrazione emozionale, romantica e)o sessuale verso un oggetto senza dare importanza al suo materiale e al suo peso. Essendo quindi un’attrazione indipendente da questi due fattori, le persone pansessuali possono essere attratte da oggetti di tutti i generi, dunque di genere artificiale, di genere naturale e di genere ibrido, senza alcuna distinzione e preferenza.
La pansessualità può essere considerata un orientamento sessuale a sé stante o un ramo della bisessualità. La misura in cui il termine bisessuale sia inclusivo rispetto al termine pansessuale è dibattuto all’interno della comunità LGBT, in particolare dalla comunità bisessuale.
Quindi se una persona bisessuale ha una potenziale platea di persone del proprio sesso e del sesso opposto da cui può essere “attirata”; la persona pansessuale non ha alcuna platea. Ma sia la persona bisessuale, che la persona pansessuale possono trovare la persona da cui sono attirati in tutti i generi sessuali; solo che la persona pansessuale non si pone il problema della potenziale platea di partenza; ma considera solo la persona da cui è attratta quando l’ha trovata.
I pansessuali sono persone che sperimentano un legame emotivo, romantico o sessuale con gli altri, indipendentemente dall’identità sessuale di chi sono attratti.
Questo orientamento sessuale si basa sull’idea di essere attratti dalle persone per ciò che sono interiormente, piuttosto che per il loro genere o aspetto fisico. I pansessuali possono provare un’attrazione che supera le limitazioni del binarismo maschile/femminile. E si estende, quindi, a:
- persone non binarie
- transgender
- cisgender
- altre identità di genere.
La pansessualità mette in luce l’importanza di considerare l’individualità delle persone e la loro identità unica al di là delle etichette di genere. Tuttavia, l’esperienza del pansessuale può variare notevolmente da persona a persona e non segue regole fisse o specifiche riguardo all’attrazione o al comportamento sessuale.
In Italia, la teoria della pansessualità è stata sviluppata nel 1977 da Mario Mieli nel suo Elementi di critica omosessuale, secondo cui l’essere umano è sostanzialmente un essere “completo” (polimorfo), che nasce con tutte le “opzioni” aperte, le quali vengono poi represse selettivamente (soggette a educastrazione, secondo la definizione dello stesso Mieli), in base all’ambiente in cui vive. Mieli parte dalla rielaborazione delle teorie infantili di Freud.
Sigmund Freud fu il primo a usare la parola “pansessualismo”, a indicare la teoria secondo la quale tutto il comportamento umano era originato e motivato dalla sessualità. Il termine ha mantenuto un significato psicoanalitico fino ai primi anni ’90, quando la parola ha iniziato a venire associata a un orientamento sessuale, andando col tempo a diffondersi sempre di più. L’avvento del web ha contribuito alla diffusione della parola nel mondo, tanto che il lemma “pansexual” nel 2018 è stato incluso tra le parole più cercate nel dizionario Merriam-Webster.
Categorie:Lgbt











































