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Reato Universale: cosa significa e quali sono gli altri reati universali oltre alla Gpa

Reato Universale: cosa significa e quali sono gli altri reati universali oltre alla GPA

La GPA è reato universale: con il DDL Varchi, approvato in Senato poche ore fa, la gestazione per altri, già vietata in Italia, diviene reato per i cittadini italiani che vi ricorrono anche in paesi esteri dove questa pratica è legale.

È una misura drastica che oggi viene festeggiata dalla destra come una vittoria, ma che in realtà rappresenta la pietra tombale su un millantato posizionamento neo conservatore, “alla Merkel”, della premier Giorgia Meloni, che si lega mani e piedi all’estrema destra con una misura ideologica che marchia il nostro paese come nemico dei diritti e retrogrado e che, ne siamo convinti, peserà sulla sua carriera politica.

Non si sono fatte attendere le reazioni delle associazioni ma anche da parte della stampa internazionale, come New York Times e Washington Post, che hanno seguito la vicenda in tempo reale.

La gestazione per altri diviene infatti reato universalecosa significa reato universale? quali pene sono previste? quali sono gli altri reati universali? vediamolo insieme

Reato universale: cos’è

Iniziamo col dire che nel nostro ordinamento non esiste una definizione di “reato universale” ma si tratta di una sintesi giornalistica che indica il superamento del principio di territorialità nel perseguire i comportamenti illeciti dei cittadini di uno Stato.

I reati “ordinari” sono  infatti perseguibili o meno in base al luogo in cui sono perpetrati, per l’appunto secondo il principio di territorialità:  lo Stato che emana la norma ha infatti potere impositivo solo all’interno della propria giurisdizione, ovvero nei confini dello Stato.

Ad esempio se sono cittadin* di un paese in cui è vietato il consumo di alcool, ma mi trovo all’estero e consumo alcool in un paese dove questo è consentito, nessuno potrà perseguirmi al ritorno nel mio paese.

Il reato universale vuole indicare un crimine di una gravità tale da travalicare i principi di territorialità dei diversi ordinamenti nazionali e rendere sempre perseguibile chi trasgredisce. E parliamo di crimine non a caso.

Quali sono gli altri reati universali?

Il DDL Varchi equipara la gestazione per altri (GPA) a reati, o meglio, crimini, come:

  • pedofilia
  • genocidio
  • crimini di guerra
  • crimini contro l’umanità
  • pirateria in acque internazionali
  • terrorismo internazionale
  • narcotraffico
  • tratta di esseri umani
  • traffico d’organi
  • schiavitù

per citarne alcuni.

Lo Stato Italiano sta dunque equiparando un terrorista, un genocida, un pedofilo a persone, coppie o single, che desiderando avere un figlio, e non potendo averlo, si recano all’estero nei paesi in cui la gestazione per altri (GPA) è legale e normata con  tutele in punta di diritto a protezione delle madri surrogate.

Un mostro giuridico, una misura manifesto con scarsissima applicabilità secondo molti giuristi, che presuppone la collaborazione di uno stato estero, in cui la GPA sia legale, che dovrebber fornire dati e prove attraverso rogatorie internazionali da parte dello Stato Italiano.

Immaginiamo quindi un magistrato spagnolo, ad esempio, che si veda sottoporre una richiesta di rogatoria internazionale per qualcosa che in quel paese non è reato: verrebbe quasi da sorridere se la situazione non fosse tragica.

https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fangelo.schillaci1%2Fposts%2Fpfbid02ZdBTYTKRkdw3MwA6XcRftRvnhdUd4Xe5nAuLhSjEohEem6MKbVHp72iscnV5T9zjl&show_text=true&width=500

Il giurista Angelo Schillaci evidenzia un altro punto inquietante dal punto di vista legale: per la prima volta viene introdotto nel nostro ordinamento il principio che lo Stato può perseguire i propri cittadini anche fuori dalla propria giurisdizione. Posto che l’applicabilità di questo principio è tutta da dimostrare, a livello astratto questo può evocare scenari inquietanti sul piano del diritto internazionale. Basti pensare a paesi in cui l’omosessualità è reato che decidano di perseguire i propri cittadini LGBTQIA+ a prescindere da dove si trovano.

La GPA in Italia era già vietata e la pena per  chi vi ricorreva nel nostro paese prevedeva la reclusione da 3 mesi a 2 anni e multa da 600.000 a un milione di euro.

Se effettuata all’estero, la gestazione per altri poteva, in via teorica, essere ugualmente perseguibile anche prima dell’entrata in vigore del DDL Varchi, ora Legge Varchi, ma solo su richiesta del ministro per la Giustizia, e se vi era corrispondenza tra l’ordinamento italiano e quello del paese in cui era stata messa in atto, ovvero se era vietata in entrambi i paesi..

Il DDL Varchi fa mancare la necessità della concordanza tra gli ordinamenti: il “reato” è perseguibile anche se nel paese estero la pratica è consentita.

La pratica della GPA, anche dopo il DDL Varchinon può mai essere perseguita, come per tutti i reati nel nostro ordinamento, retroattivamente.

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