Centrosinistra

[Storia] Il partito di De Magistris

Il 3 febbraio 2017 la lista civica Democrazia e Autonomia (DemA), che lo aveva già sostenuto alle elezioni comunali del 2016, diventa un partito con obiettivo la partecipazione del popolo alla vita politica, ponendo un particolare accento alle elezioni europee del 2019 (scelta appoggiata anche da altre sigle della sinistra radicale, come ad esempio Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista).

Il sindaco non appoggerà nessuna lista alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, pur essendo stato considerato vicino al movimento Potere al Popolo!.

A gennaio 2019, in vista di un accordo per le elezioni europee, la maggioranza degli iscritti di Potere al Popolo vota a favore del tentativo di verificare punti di convergenza con il movimento di de Magistris. Il progetto elettorale unitario però tramonterà poche settimane dopo.

Alle elezioni politiche suppletive del 2020 per il collegio di Napoli-Arenella, DemA inizialmente decide di candidare Annamaria Palmieri, assessore all’istruzione e alla scuola del comune di Napoli, ma poi decide di unirsi alla coalizione civica di centro-sinistra “Napoli con Ruotolo” (dove c’è anche il PD, Art. 1 e SI) che appoggierà come candidato Sandro Ruotolo, il giornalista e politicamente un indipendente di sinistra che poi verrà eletto.

L’anno seguente De Magistris lascerà la carica di sindaco dopo i due mandati avanzando la candidatura di Alessandra Clemente, ex assessore appoggiata anche da Potere al Popolo! e due liste civiche in cui confluiscono esponenti di Rifondazione Comunista e Partito Comunista italiano, mentre diversi assessori e consiglieri della lista di De Magistris con la lista Napoli Solidale appoggiano il candidato del centro-sinistra Gaetano Manfredi, che verrà eletto successore di De Magistris a Palazzo San Giacomo. La Clemente si piazzerà quarta con il 5,5% risultando eletta in consiglio comunale.

In scadenza di mandato come sindaco di Napoli, il 19 gennaio 2021 si candida alla presidenza della regione Calabria alle elezioni, originariamente previste per l’11 aprile, ma calendarizzate ad ottobre, a causa dell’emergenza sanitaria, conseguente alla pandemia di COVID-19.

Il 7 febbraio stringe un’alleanza con Carlo Tansi, già candidato alle elezioni del 2020, e ottiene il sostegno dalle sue liste civiche “Calabria Libera”, “Tesoro Calabria” e “Calabria Pulita”.

Tuttavia a giugno si interrompe l’alleanza con Tansi il quale si alleerà con il centro-sinistra. In definitiva De Magistris sarà sostenuto da sei liste: “demA” (democrazia autonomia), “De Magistris Presidente”, “Uniti con De Magistris” (lista cui aderisce Rifondazione Comunista), “Per la Calabria con De Magistris”, “Calabria Resistente e Solidale” (lista che riunisce pezzi importanti della diaspora comunista e della sinistra radicale), “Un’altra Calabria è possibile” (lista promossa dall’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, candidato capolista in tutte le circoscrizioni, e sostenuta da Sinistra Italiana) oltreché dalle associazioni “LiberaMente Progressisti” e “Primavera Calabria” che non diventeranno liste.

Alle elezioni regionali, la sua coalizione si classifica al terzo posto, quindi De Magistris risulta non eletto presidente e neppure eletto come consigliere regionale, in quanto la sua coalizione ottiene poco più del 16% dei voti.[153][154] De Magistris, commentando alla stampa l’esito delle elezioni, si dichiara amareggiato e deluso per il risultato “sotto le aspettative“, quindi afferma di voler prendere un periodo di riflessione.

Nel gennaio 2022, durante l’assemblea nazionale di DemA, De Magistris annuncia l’intenzione di creare una nuova coalizione di partiti di sinistra, a partire dal suo stesso partito.

A seguito della crisi del Governo Draghi e all’annuncio delle elezioni politiche anticipate del 25 settembre 2022, De Magistris è uno dei promotori della lista Unione Popolare che comprende il suo partito Democrazia e Autonomia, Potere al Popolo!, Rifondazione Comunista, la componente parlamentare ManifestA ed altre organizzazioni, venendo indicato come capo politico come richiesto dalla legge elettorale. UP alle elezioni politiche non riuscirà a superare la soglia di sbarramento necessaria per entrare in Parlamento, raccogliendo l’1,43% alla Camera e l’1,36% al Senato.

Il 4 marzo 2024 Luigi de Magistris, dopo aver rifiutato l’offerta di Michele Santoro di candidarsi alle europee di giugno nella sua lista per la pace, lascia la guida di Unione Popolare «per ragioni di natura professionale e personale, su cui si sono aggiunte riflessioni anche politiche».

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