Arianna Meloni, sorella della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dirigente di Fratelli d’Italia, ha detto in un’intervista al Foglio che la sua relazione col ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida è finita. I due non erano sposati ma stavano insieme da anni e hanno due figlie. Il virgolettato di Meloni riportato dal Foglio sulla questione è: «sì, è vero: io e Lollobrigida ci siamo separati. La stima resta, ma l’amore è un’altra cosa».
I due, ammette Arianna Meloni, sono separati in casa da tempo. «Per Lollo mi butterei nel Tevere — assicura — ci vogliamo bene, so quanto vale, conosco di che pasta politica sia fatto». La fine del rapporto personale, però, non compromette il progetto politico: «Il nostro progetto politico va avanti, i nostri rapporti personali sono ancora solidi, poi l’amore è un’altra cosa». La rivelazione arriva dopo una crisi che perdura da un anno e mezzo, assicurano le voci dei palazzi romani. E a dissipare le ombre nei mesi scorsi, non sono bastate la querela a difesa dell’ormai ex compagno Lollobrigida nei confronti di un vignettista del Fatto che aveva ironizzato sulla sua fedeltà, o la smentita di una presunta maternità con “Lollo” da parte di un’esponente FdI, ex 5stelle, a mezzo di una lettera al Corriere con notizia di prova del dna acclusa.
Ma la vicenda non va relegata al gossip. Piuttosto, considerato il ruolo dei protagonisti, investe in pieno la dimensione politica e il cuore del potere del partito di maggioranza in Parlamento, fino a lambire le porte di palazzo Chigi. Ecco dunque la necessità di sgombrare il campo da ogni sospetto. Non è un mistero che Arianna Meloni aspettasse il momento più opportuno per rendere pubblica la rottura. Per fare chiarezza: parola chiave. La stessa usata qualche giorno fa per dare la sua versione sul suo presunto ruolo nelle nomine decise dal governo con, sullo sfondo, un temuto avviso di garanzia per traffico di influenze.
«È stata fatta chiarezza, perché c’è un metodo che mi lascia incredula», aveva detto dalla masseria pugliese dove aveva deciso di trascorrere le vacanze con la sorella Giorgia. Un luogo di riposo che si è trasformato nell’epicentro di una crisi politica e ora — si scopre — anche familiare. Così, in un registro che alternava attacco e difesa, aveva provato a fugare ogni sospetto. Nessuna regia, assicurava, dietro la levata di scudi degli esponenti del suo partito, che avevano messo nel mirino opposizione, media e pm dietro il presunto complotto.
Ma la bufera politica sulla responsabile della segretaria di FdI è destinata a non scemare. Passano pochi giorni e finisce di nuovo nel mirino. Il suo nome rimbalza nella vicenda dei fondi FdI per acquistare la sede di Acca Larentia, luogo simbolo dei neofascisti, tra manifesti di Mussolini, croci celtiche e saluti romani. Si parla di un’elargizione da 30 mila euro all’associazione vicina a CasaPound da parte della Fondazione di An, nel cui cda oltre ad altri esponenti vicini alla premier siede proprio lei, Arianna Meloni.
Lei prova col Foglio ad allontanare da sè le polemiche. Confessa che vorrebbe occuparsi soltanto del tesseramento, dei territori, come «una che fa politica a Roma da una vita» e che conosce «davvero molte persone da molto tempo a destra, che è il mio mondo, come a sinistra». Ammette di non ritenersi perseguitata né paragonabile a Berlusconi — «ho senso della misura». Ma è lei che in quest’estate rovente passata tra gli ulivi salentini e le coste della Sardegna, sta rischiando di diventare un peso notevole per la sorella presidente del Consiglio.
Categorie:Governo, Sovranisti











































1 risposta »