Unione Europea

Unione Europea, Metsola rieletta presidente del Pe con una maggioranza record

Europarlamento, Roberta Metsola nuova presidente

Roberta Metsola

La votazione (a scrutinio segreto) dell’Eurocamera ha confermato presidente Roberta Metsola con una maggioranza record della Plenaria. È stata rieletta con 562 sì su 699 votanti. L’altra candidata, Irene Montero del gruppo The Left, ha preso 61 preferenze. “Grazie della vostra fiducia. Sarà un parlamento per tutti in Europa, che vuole costruire, non distruggere e rispettare le promesse dei padri fondatori – le parole di Metsola, dopo la sua rielelezione – La nostra dev’essere un’Europa di cui sarebbero orgogliosi Falcone e Borsellino. La nostra dev’essere un’Europa che li onora”. Cita Alcide de Gasperi, ex primo ministro italiano, fondatore della Democrazia cristiana ed ex presidente del Parlamento europeo: “L’Europa è una delle costanti della storia”. E ricorda Giulia Cecchettin, uccisa dal suo ex fidanzato nel novembre del 2023, e altre donne vittime di femminicidio.

In mattinata si è svolto l’incontro tra la presidente uscente della Commissione europea incaricata per un secondo mandato, Ursula von der Leyen, e il gruppo Ecr: “È stata un’ora intensa”, commenta la leader. La giornata di trattative in previsione del voto di giovedì continua.

Nel suo discorso dopo la rielezione Roberta Metsola cita il caso italiano di femminicidio di Giulia Cecchettin, quello spagnolo di Ana Vanessa, e l’assassinio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. “Se troppe donne sono ancora vittime di abusi, vengono uccise e lottano per rivendicare i propri diritti, non possiamo rendere l’Europa migliore. Dobbiamo costruire l’Europa sognata da Simon Weil e Nicole Fontaine. Un’Europa che Giulia, Vanessa e Daphne non potranno mai vedere ma che sarà costruita sulle loro lotte”.

Le trattative sulla riconferma di von der Leyen alla guida della Commissione europea vanno avanti. La delegazione del Pis, a quanto riferito da alcune fonti, ha confermato il suo voto contro. “La scorsa volta avevamo votato a favore, ma in questi cinque anni ci ha mentito, quindi non lo rifaremo”, ha precisato un membro del Pis. Aggiungendo che con ogni probabilità, “la maggior parte delle delegazioni voterà contro”. Un eurodeputato polacco è uscito protestando perché a suo dire durante l’incontro von der Leyen non avrebbe risposto ad alcune questioni e ha tentato ripetutamente di consegnarle un fascicolo di fogli: “Mi risponda, per favore, risponda alle mie domande. Questo è per lei”, ha detto. Alla fine von der Leyen ha preso il fascicolo.

Il gruppo dei Conservatori in Europa che fa capo a Giorgia Meloni giovedì si presenterà nell’emiciclo di Strasburgo spaccato. I belgi di N-Va e i cechi di Ods sono già passati al fronte pro-Ursula. Cosa che non si può dire, appunto, dei polacchi del Pis. Quello con Ecr è stato l’ultimo dei gruppi che la leader tedesca ha incontrato prima del voto di conferma di giovedì prossimo. “Non vi aspettate che usciamo con una decisione”, ha detto entrando il co-presidente del gruppo Nicola Procaccini, precisando che ci saranno altre due riunioni del gruppo nel corso della giornata. Il capodelegazione di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza, a chi fa notare che ormai l’Ecr nel Parlamento è la sinistra della destra, avendo due gruppi alla propria destra, risponde: “Stiamo calmi. Sinistra a me non me l’ha mai detto nessuno”.

Johan van Overtveldt dell’N-Va fiammingo, alla domanda se il suo partito sia pronto a votare von der Leyen, spiega che “prima dobbiamo ascoltarla. Il mood sta andando nella direzione giusta. Le risposte” di Ursula “non sono state veramente soddisfacenti, ma andavano nella giusta direzione”, prosegue Johan van Overtveldt, dell’N-Va, dopo l’incontro a Strasburgo tra il gruppo dei Conservatori e la presidente della Commissione, in corsa per la riconferma. Finora, oltre all’N-va, l’unico tra le fila di Ecr ad avere preannunciato un voto positivo è stato il premier ceco Petr Fiala che può portare in dote i 3 eurodeputati del suo Ods. Le delegazioni di Polonia, Romania e Francia hanno invece indicato che si esprimeranno contro il bis della tedesca.

Ora resta da capire che farà Meloni. La presidente uscente è arrivata puntuale, intorno alle 9. L’eurodeputato Sergio Berlato, di FdI, dice che “la posizione ufficiale la esprimeremo con la riunione di gruppo”. Mario Mantovani, eurodeputato di Fratelli d’Italia, riferisce che durante l’incontro con la presidente della Commissione europea “ha presentato il proprio programma e i propri progetti. Quindi, ora faremo le nostre debite valutazioni”. E, al momento, non è previsto un punto stampa del partito di Meloni a Strasburgo post-incontro con Ursula. Ma in una nota del partito riporta che Fidanza ha chiesto durante l’incontro con von der Leyen un “radicale cambio di passo sul Green Deal, il superamento dell’approccio ideologico che ha caratterizzato la legislatura appena conclusa, il rispetto della neutralità tecnologica, la salvaguardia della competitività delle nostre imprese”. Fidanza, parlando di immigrazione, ha poi dato atto alla leader di “aver saputo resistere alle pressioni delle sinistre che hanno cercato di boicottare gli accordi con la Tunisia e con l’Egitto” e ha auspicato che si prosegua “sulla strada tracciata da Giorgia Meloni, con nuovi accordi con i Paesi africani per fermare le partenze e sconfiggere le mafie dei trafficanti”.

Gli europarlamentari di Ecr, che hanno sostenuto la popolare Roberta Metsola, hanno indicato due candidati a vicepresidente. Un polacco del Pis, Roberts Zile, e la meloniana Antonella Sberna. Nelle ultime ore circola l’idea di provare a far votare Sberna da tutto l’arco a destra dei Liberali (Popolari, Patrioti e i sovranisti capeggiati da Afd). La manovra che se riuscisse dimostrerebbe che un asse tra Ppe ed Ecr può saldarsi. E potrebbe poi condizionare FdI sull’Ursula Bis giovedì.

Il Parlamento europeo ha eletto i primi 11 dei 14 vice presidenti. I tre rimanenti verranno eletti in una nuova votazione alle 18.

Gli eurodeputati eletti vice presidenti sono: Sabine Verheyen (Ppe, Germania; 604 voti); Ewa Kopacz (Ppe, Polonia; 572); Esteban Gonzàlez Pons (Ppe, Spagna; 478); Katarina Barley (S&d, Germania; 450); Pina Picierno (S&d, Italia; 405); Victor Negrescu (S&d, Romania; 394); Martin Hojsik (Renew, Slovacchia; 393); Christel Schaldemose (S&d, Dinamarca; 378); Javi Lòpez (S&d, Spagna; 377); Sophie Wilmès (Renew, Belgio; 371); Nicolae Stefanuta (Verdi, Romania; 347).

lI Parlamento europeo ha eletto i restanti 3 dei 14 vicepresidenti che comporranno l’ufficio di presidenza del nuovo emiciclo. Al secondo turno di voto sono stati eletti due eurodeputati di Ecr, il polacco Roberts Zile con 490 preferenze e l’italiana Antonella Sberna con 314 preferenze, e l’eurodeputato francese della Sinistra (The Left), Younous Omarjee, con 311 preferenze.

Regge quindi il ‘cordone sanitario’ attuato da popolari, socialisti e liberali per escludere dalla carica di vicepresidenze i due nuovi gruppi sovranisti dei Patrioti per l’Europa e dell’Europa delle Nazioni Sovrane.

2 risposte »

  1. È densissimo il primo discorso di insediamento di Roberta Metsola, rieletta oggi (16 luglio) presidente del Parlamento Europeo. Un discorso di unità, di inclusione e di conferma dello sforzo di affermare la leadership dell’intera istituzione Ue nei suoi valori più alti, che – come è facile notare dalle parole scelte dalla stessa eurodeputata maltese in carica dal gennaio 2022 – affonda ampiamente le mani nella storia recente italiana e in alcune delle sue figure migliori. Per l’impegno di memoria, per le fonti di ispirazione nel lavoro quotidiano, per la spinta a rendere l’Unione Europea un luogo più giusto ed equo.

    Due anni e mezzo fa ero qui in piedi di fronte a voi dopo che il mio predecessore, David Sassoli, era appena mancato“, è stato il primo riferimento ‘italiano’ di Metsola ancora prima di essere eletta (ma già con la certezza dei numeri della maggioranza), tracciando le priorità della sua candidatura. Dopo due anni e mezzo alla guida del Parlamento Ue, l’ex-presidente italiano era deceduto l’11 gennaio 2022, a pochi giorni dall’elezione di Metsola alla sua successione. Proprio l’eurodeputata maltese aveva dato l’addio commosso a Sassoli nello stesso emiciclo di Strasburgo in cui oggi ha voluto dedicargli un ricordo: “È stato un presidente che metteva al primo posto la dignità delle persone, allora avevo promesso che avrei reso onore alla sua memoria e oggi rinnovo quella promessa“, ha rivendicato la numero uno dell’Eurocamera.

    Tra i passaggi più forti del discorso di Metsola c’è quello relativo all’uguaglianza di genere, alla parità dei diritti e alla lotta sociale e culturale contro la violenza di genere e i femminicidi. “Non possiamo lasciare l’Europa un posto migliore se ancora troppe donne non riescono a sentirsi parte di essa, troppe donne vengono ancora maltrattate, picchiate e uccise nella nostra Europa”, e il pensiero corre subito all’Europa ancora da costruire che “Giulia, Pelin, Ana Vanessa, Daphne e tante altre donne non potranno mai vedere”. Quella “Giulia” è Giulia Cecchettin, la studentessa 22enne di Ingegneria biomedica all’Università di Padova il cui corpo, massacrato, è stato ritrovato sabato 18 novembre 2023 nei pressi del Lago di Barcis in Nord Italia. Vittima di femminicidio del suo ex-fidanzato e della “cecità istituzionale che ancora permane nei confronti di questa epidemia sulle donne”, aveva denunciato due giorni più tardi dall’emiciclo di Strasburgo la stessa presidente Metsola, che oggi ha promesso un’Europa migliore “per loro, per tutte quelle che non hanno potuto parlare e per tutte quelle che verranno dopo”.

    E poi c’è “l’Europa che ricorda”, che “impara dalle lotte del passato e riconosce la lotta di tanti che si sono battuti per gli ideali che a volte diamo per scontati”, di coloro che “hanno creduto in un futuro migliore e che hanno osato sognare”. Metsola ha richiamato al dovere di costruire un’Unione di cui “Adenauer, Mitterand, Wałęsa, Fenech Adami, Havel, Veil, Falcone, Borsellino sarebbero orgogliosi“. I due magistrati uccisi nel 1992 dalla mafia sono sempre stati un punto di riferimento per la numero uno dell’Eurocamera, così come Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori del progetto europeo, ricordato in un vibrante passaggio finale (letto in italiano) del discorso di insediamento di Metsola: “La tendenza all’essere uniti è una delle costanti della storia – disse Alcide de Gasperi 70 anni fa – Parliamo, scriviamo, insistiamo, non lasciamo un istante di respiro, che l’Europa rimanga l’argomento del giorno. Mi faccio eco delle sue parole che dobbiamo ricordare in questa legislatura“. Inizia così il secondo mandato della maltese Metsola alla guida del Parlamento Europeo, con il cuore e la mente un po’ italiani.

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