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Dopo aver vietato la diffusione televisiva di contenuti legati all’omosessualità, il consiglio dei ministri del Burkina Faso ha reso illegale l’omosessualità. A deciderlo il leader della giunta militare Ibrahim Traoré, alla guida di un governo militare dopo due colpi di stato consecutivi. L’omosessualità non era mai stata ufficialmente dichiarata “illegale”.
Il ministero della Giustizia e dei diritti umani ha proposto e fatto approvare un disegno di legge che prevede “la criminalizzazione dell’omosessualità e di atti e pratiche simili”. Il DDL passerà ora all’Assemblea nazionale. In Burkina Faso non sono mai esistite leggi di alcun tipo a tutela della comunità queer. Niente unione civile, nessuna legge contro l’omobitransfobia. Dal 1991 è costituzionalmente vietato il matrimonio egualitario. Ma non si finiva in galera perché omosessuali.
Esattamente un anno fa il Consiglio superiore delle comunicazioni (Csc), ente regolatorio dei media, aveva vietato la trasmissione di contenuti televisivi che mostrano scene di omosessualità. Tutto questo per “tutelare i minori”. Come avviene in Russia, in Ungheria e in Florida. Passato un anno siamo ora passati alla criminalizzazione dell’omosessualità, come riportato da Reuters.
Traoré, 35 anni, ex ufficiale dell’esercito, ha assunto il ruolo di Presidente ad interim dopo aver rovesciato il precedente leader della giunta, Paul-Henri Sandaogo Damiba, a causa della sua incapacità di contenere l’insurrezione jihadista nel paese. Traoré è spesso stato associato al gruppo mercenario russo Wagner
“D’ora in poi, l’omosessualità e le pratiche correlate saranno proibite e punibili dalla legge”, ha dichiarato il ministro ad interim della Giustizia Edasso Rodrique Bayala. Fino ad oggi il Burkina Faso era solo uno dei 22 Paesi del continente africano (su 55) che non punivano per legge le relazioni tra persone dello stesso sesso.











































