Governo

Governo Meloni: sedicesimo mese

Giorgia Meloni (8 1/2), presidente del Consiglio dei ministri

L’espressione è stata scelta dal governo di Giorgia Meloni per sintetizzare un piano strategico per la costruzione di un nuovo partenariato tra Italia e Stati africani, un piano energetico e sociale per il continente che richiama il nome dell’ex presidente Eni scomparso nel 1962. Di Mattei si vuole emulare l’approccio “non predatorio” nei confronti dell’Africa da parte europea, volto alla promozione di uno sviluppo sostenibile e duraturo. Piano Mattei è l’espressione scelta dall’esecutivo capeggiato da Giorgia Meloni per sintetizzare un piano strategico per la costruzione di un nuovo partenariato tra Italia e Stati del Continente africano, un piano energetico e sociale per il continente che richiama il nome dell’ex presidente Eni scomparso nel 1962. Proprio di Mattei si cerca di emulare quello che viene deifinito un approccio “non predatorio” nei confronti dell’Africa da parte europea, volto alla promozione di uno sviluppo sostenibile e duraturo.

L’accordo in questione era stato presentato a inizio novembre dalla presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e dal suo omologo albanese Edi Rama, e prevede che l’Albania ospiti nel proprio territorio due centri italiani per la gestione dei migranti. L’Italia si farebbe carico di tutti i costi legati alla costruzione dei centri, al trasporto e alla sistemazione dei migranti, pagando anche eventuali spese mediche; le autorità italiane dovrebbero essere responsabili dell’interno delle strutture, mentre le autorità albanesi della sicurezza all’esterno dei centri e durante il trasferimento dei migranti. Sull’accordo erano stati avanzati molti dubbi, relativi sia a problemi logistici che alla costituzionalità di alcune sue parti.

In effetti, in questo caso il significato politico più importante della votazione su un atto in fin dei conti marginale sta forse nel fatto che Meloni ha in qualche modo approfittato dell’iniziativa del PD per prendere anche lei, come capo del governo, una posizione critica nei confronti di Israele. Nei mesi scorsi, Meloni ha più volte espresso una condanna risoluta nei confronti delle stragi compiute da Hamas il 7 ottobre. Il 21 ottobre è volata a Tel Aviv per ribadire la vicinanza del governo italiano al primo ministro Benjamin Netanyahu, un leader di destra radicale con cui del resto Meloni è da tempo in grande sintonia. Di fronte al prolungarsi delle operazioni di guerra dell’esercito israeliano a Gaza, però, il governo italiano ha progressivamente maturato alcune perplessità, come anche molti altri paesi alleati di Israele. Il primo nel governo a esprimerle, sia pure in maniera molto misurata, è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Con tale atto l’Albania riconosce all’Italia il diritto all’utilizzo – secondo i criteri stabiliti dal Protocollo – di determinate aree, concesse a titolo gratuito per la durata del Protocollo, destinate alla realizzazione di strutture per effettuare le procedure di frontiera o di rimpatrio dei migranti non aventi diritto all’ingresso e alla permanenza nel territorio italiano. Il provvedimento reca, inoltre, alcune norme di coordinamento con l’ordinamento interno. La ratifica del protocollo d’intesa tra Italia e Albania in materia di gestione dei flussi migratori è stata approvata dal Parlamento italiano il 15 febbraio 2024. Il protocollo, firmato il 6 novembre 2023, prevede la creazione di centri di prima accoglienza in Albania per migranti soccorsi in mare dalle autorità italiane. L’obiettivo è quello di contrastare il traffico di esseri umani e prevenire i flussi migratori irregolari, offrendo un sistema di gestione più efficace. 

Giancarlo Giorgetti (8 1/2), ministro dell’Economia e Finanze **

Quando si parla di intelligenza artificiale «stare fermi vuol dire stare indietro». L’ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti intervenuto a un convegno presso la sede di Borsa italiana a Milano organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler. Durante l’evento il nuovo presidente Ferruccio Resta ha raccontato il piano di mandato della fondazione di Trento – centro di eccellenza per la ricerca italiane ed europea – per i prossimi tre anni che vede i suoi capisaldi proprio nello sviluppo di tecnologie innovative e nell’intelligenza artificiale.

Matteo Piantedosi (8), ministro degli Interni +

Giovedì il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che modifica il numero di mandati consecutivi consentiti ai sindaci dei comuni medio-piccoli. I sindaci dei comuni fra i 5 e i 15mila abitanti potranno fare tre mandati consecutivi (attualmente erano al massimo due) mentre nei centri sotto i 5mila abitanti viene eliminato ogni limite. La decisione del governo è stata accolta positivamente dall’ANCI, l’associazione dei comuni italiani, ma anche dalla Lega, che negli ultimi tempi aveva fortemente sostenuto questa misura. Il partito di Matteo Salvini vorrebbe estendere i mandati anche per tutti gli altri sindaci e per i governatori delle Regioni, ma le altre forze della maggioranza di governo, Fratelli d’Italia e Forza Italia, si sono finora mostrate meno propense ad approvare questa modifica.

Orazio Schillaci (7 1/2), ministro della Salute *

“Prosegue l’operazione umanitaria dell’Italia per l’accoglienza e la cura dei bambini provenienti da Gaza. Dopo l’assistenza sanitaria prestata ai bambini feriti arrivati in Italia il 29 gennaio, lunedì un altro gruppo di profughi trasportati dalla nave Vulcano sbarcherà a La Spezia e i piccoli feriti saranno trasferiti al Rizzoli di Bologna, al Buzzi di Milano, al Gaslini di Genova, al Meyer di Firenze e al Pini di Milano dove riceveranno tutte le cure necessarie e dove è garantito anche il supporto di mediazione culturale in collaborazione con Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà. Il Ministero della Salute si è attivato da subito per l’avvio di questa missione umanitaria e per assicurare la predisposizione della migliore assistenza da parte delle strutture individuate per l’accoglienza dei piccoli pazienti. Ringrazio ancora una volta le strutture, i medici e i professionisti sanitari che si stanno occupando dei bambini, e degli altri che arriveranno nei prossimi giorni, ai quali continueremo ad assicurare tutto il nostro sostegno”. È quanto dichiara il Ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Antonio Tajani (7 1/2), vice-Premier e ministro degli Esteri e Cooperazione Internazionale 

L’intervento del premier ha dato la possibilità all’esecutivo di esprimere la sua linea nella politica estera, a cui si aggiungono anche le dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, sempre ai Med Dialogues. “Dalla stabilità del Mediterraneo dipendono tante cose: la pace, il contrasto alla migrazione illegale, la lotta al terrorismo. L’Italia vuole fare di più con questo nuovo governo”. Questo “piano” prende il nome dal fondatore dell’Eni, Enrico Mattei (1906-1962), che prevedeva un virtuoso schema di cooperazione nel mercato petrolifero, all’epoca di Mattei dominato dalle grandi compagnie petrolifere (le cosiddette “sette sorelle”). ” L’Eni ha iniziato una nuova formula: dovrà esserci un rapporto diretto tra Paese produttore e Paese consumatore”, dichiarava Mattei (in foto un incontro tra lo Mattei e il presidente egiziano Nasser, anno 1962)

Del fatto in Italia si è parlato poco, ma oggi le immagini della ragazza in catene (il cui processo, dopo questa prima udienza, è stato rinviato a fine maggio) hanno scatenato scandalo e repulsione. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha commentato su X: “Chiediamo al governo ungherese di vigilare e di intervenire affinché vengano rispettati i diritti, previsti dalle normative comunitarie, della cittadina italiana Ilaria Salis detenuta in attesa di giudizio”. Il capo delegazione del Pd, Brando Benifei, anche lui su X ha affermato che “le immagini che arrivano dall’udienza di Ilaria Salis sono sconcertanti, con catene a mani e piedi. Ilaria si è dichiarata non colpevole, ma il processo è stato rinviato a maggio. Il Governo italiano riporti subito a casa Ilaria. Non è accettabile ciò che sta succedendo!”.

L’agenda di Antonio Tajani è abbastanza frenetica anche per un ministro degli Esteri. Può capitare che lui e il suo staff, nello stesso giorno, debbano andare prima in una qualche capitale europea a ora di pranzo per discutere di crisi internazionali, e poi nel pomeriggio a Nocera Inferiore (Campania) per il congresso provinciale di Forza Italia: perché in effetti il suo è un ruolo doppio, anzi triplo. «Uno e trino», disse di lui Giorgio Mulè, suo collega in Forza Italia ma appartenente a una corrente dissidente, che non ama granché Tajani. «Vicepresidente del Consiglio, ministro degli Esteri, segretario del partito: manco Maciste sopporterebbe tutti questi pesi».

Marina Elvira Calderone (7), ministro del Lavoro e Politiche Sociali *

Per sapere come gli ispettori del Lavoro hanno intenzione di combattere lavoro nero e grigio, caporalato, morti bianche e sfruttamento chiedete ai consulenti del lavoro. È noto da tempo il cortocircuito fra gli ispettori del Lavoro, che sono dipendenti dell’Inl, Ispettorato Nazionale del Lavoro, un ente che dipende dal Ministero del Lavoro, ovvero dalla ministra Marina Calderone, e l’Ordine dei Consulenti del Lavoro, ovvero l’organo dei professionisti che si occupano di amministrazione del personale subordinato e parasubordinato per conto delle imprese ed enti, ed è presieduta da Rosario De Luca, cioè il marito della Ministra Calderone. In passato la stessa Marina Calderone è stata il capo dell’Ordine dei Consulenti, incarico poi ceduto al marito. Insomma, un Ordine tutto in famiglia. 

Francesco Lollobrigida (7), ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste 

Da venerdì 16 febbraio sono state aperte le domande per accedere al fondo da 10 milioni di euro messo a disposizione dallo Stato per limitare l’invasione del granchio blu. Negli ultimi anni il granchio blu si è diffuso in molte regioni italiane, in particolare nelle lagune: tra l’Emilia-Romagna e il Veneto, dove si concentra la metà degli allevamenti di vongole, ha causato un calo significativo della produzione nazionale. Lo scorso anno nella zona di Porto Tolle l’allevamento delle vongole è diminuito del 95 per cento. L’unico modo per limitarne la proliferazione è pescarlo, ma è un lavoro poco redditizio e per questo i pescatori hanno chiesto un contributo allo Stato. Il governo ha stanziato in totale 10 milioni di euro per rimborsare le spese sostenute durante tutto il 2023. Le domande potranno essere presentate fino al 22 marzo. Ai soldi messi a disposizione dallo Stato vanno aggiunti i fondi istituiti dalle regioni, soprattutto Veneto ed Emilia-Romagna, che erano già intervenute nei mesi scorsi per garantire un sostegno economico ai pescatori.

Gilberto Pichetto Fratin (7), ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica 

La stretta dell’Ue sui valori consentiti d’inquinamento dell’aria è arrivata proprio mentre in pianura Padana diverse città stanno superando da giorni i limiti massimi previsti attualmente. Ma per l’accordo politico raggiunto dal Consiglio dell’Ue e dall’Eurocamera – che punta a dimezzare le sostanze più inquinanti entro il 2030 – il Nord Italia avrà più tempo: dieci anni in più, a causa delle “specifiche condizioni climatiche e orografiche”. Le nuove norme stabiliscono limiti e valori obiettivo più severi per diversi inquinanti, che si avvicinano alle linee guida più recenti dettate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Particelle fini e particolati, il biossido di azoto (NO2) e il biossido di zolfo (SO2). Per i due inquinanti più dannosi sulla salute umana, PM2,5 e NO2, i valori limite annuali dovranno essere più che dimezzati entro la fine del decennio, passando rispettivamente da 25 µg/m³ a 10 µg/m³ e da 40 µg/m³ a 20 µg/m³.

Raffaele Fitto (6), ministro degli Affari europei, politiche di coesione e PNRR *

La delegazione di Anci Campania era guidata dal presidente Carlo Marino, con la partecipazione dei vicepresidenti – Antonio Del Giudice, Massimo Pelliccia e Luigi Carbone – del segretario generale Nello D’Auria, del coordinatore Piccoli Comuni, Stefano Pisani e del sindaco di Benevento, Clemente Mastella. Anci Campania ha apprezzato la cortesia istituzionale del ministro Fitto e la sua intenzione di ricevere in modo sollecito la delegazione dei sindaci campani. Nel corso di un lungo e pacato incontro il presidente Marino ha ribadito la richiesta al Governo di garantire le risorse del FSC, fondamentali per chiudere le opere della programmazione 2014-2020, per avviare il Programma 2021-2027, per finanziare le infrastrutture stradali e le attività culturali. Anci Campania ha ricordato al ministro Fitto che i ritardi nell’erogazione del FSC rendono particolarmente sofferenti centinaia di Comuni, soprattutto piccoli, che rischiano il dissesto e contenzioni con le ditte.

Carlo Nordio (6 ), ministro della Giustizia *

Il 2024 è l’anno giudiziario delle conferme “dei buoni risultati che cominciamo a registrare, degli sforzi che non smettiamo di assicurare, delle opportunità che abbiamo di entrare in una nuova fase”. Con questa prospettiva il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, apre l’intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario nell’aula magna della Corte di cassazione. Conferme dei risultati per andare avanti nella inversione di tendenza, impossibile senza l’aiuto degli operatori del settore. “Magistrati, cancellieri, personale amministrativo tutto”, cui Nordio si rivolge direttamente: “conosco i vostri sforzi e le vostre condizioni di lavoro e per questo vi sono ancor di più grato”. Il Ministro non dimentica l’avvocatura, “consustanziale al concetto di giurisdizione”.

Eugenia Roccella (6), ministro della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità *

‘Di cosa parliamo quando parliamo di consenso’ è un libro scritto dalla filosofa francese Manon Garcia per parafrasare il titolo di un altro autore – Raymond Carver – e cercare di tirare le fila di tutti i discorsi relativi a un concetto quanto mai attuale nel dibattito femminista: appunto, il consenso. Da frasi come: “L’aborto non è un diritto, anche in caso di stupro” (fil rouge di un convegno organizzato meno di un mese fa a Montecitorio dal deputato leghista Simone Billi) alle uscite infelici del presidente del Senato Ignazio La Russa che nel difendere il figlio accusato di stupro da una sua ex compagna di scuola ha affermato: “Lascia molti interrogativi una denuncia presentata quaranta giorni dopo”, in Italia, va detto, sulla cultura del consenso c’è un bel po’ di lavoro da fare. Complici un substrato patriarcale, come molti sostengono, ma anche una difficoltà comunicativa e di ascolto da parte sia di maschi che di femmine. Eppure qualcosa nel nostro Paese (e non solo) si sta muovendo. E a incidere è la mano di Bruxelles. I rappresentanti del Consiglio e del Parlamento europeo sono infatti giunti a un accordo sulla direttiva concernente la violenza sulle donne e la violenza domestica. Nel documento, elaborato dopo complesse trattative tra gli Stati, è stato introdotto il principio secondo cui un atto sessuale privo di consenso costituisce uno stupro.

Daniela Santanchè (5 1/2), ministro del Turismo 

Il giudice delle indagini preliminari di Milano, Angela Minerva, ha archiviato, su richiesta della stessa Procura, l’accusa all’attuale ministro del turismo Daniela Santanchè d’aver aiutato nel 2019, come imprenditrice presidente e legale rappresentante della società Biofood Italia srl, l’ex compagno Canio Giovanni Mazzaro a sottrarre al Fisco i 393 mila euro incamerati dall’uomo con la vendita di una barca a un acquirente maltese per interposta Biofood srl. Durante l’inchiesta la parlamentare di Fratelli d’Italia, assistita all’epoca dall’avvocato Ignazio La Russa, si era difesa spiegando al pm Paolo Filippini di essere stata sì con quei ruoli formali ma «senza alcun ruolo gestionale, operativo, strategico».

Giuseppe Valditara (5), ministro dell’Istruzione e Merito 

La scuola come luogo di pena. Il ministro dell’Istruzione (e merito) Valditara è tornato a parlare delle occupazioni non solo per ribadire la sua linea punitiva ma per rilanciare: «Chi occupa una scuola e la danneggia va bocciato». Evidentemente per il governo di destra sono ancora insufficienti le misure pensate fino a ora per reprimere le occupazioni, tra richieste ai dirigenti di denunciare alle forze dell’ordine gli studenti, il «danno di immagine», la riforma della condotta e i processi sommari nelle scuole. Vogliono di più: la bocciatura certa.

Gennaro Sangiuliano (5), ministro della Cultura 

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha annunciato che si dimetterà da sottosegretario alla Cultura. Sgarbi lo ha detto durante un evento a Milano organizzato dal giornalista Nicola Porro, specificando che nelle prossime ore lo comunicherà formalmente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Mi dimetto e lo faccio per voi», ha detto durante l’evento, in cui poi ha aggiunto di non doversi «scusare con nessuno»: probabilmente un riferimento ad alcune imprecazioni e volgarità rivolte qualche giorno fa a un inviato della trasmissione televisiva Report. «L’Antitrust [Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ndr] ha mandato una molto complessa e confusa lettera dicendo che aveva accolto due lettere anonime, che ha inviato all’Antitrust il ministro della Cultura, in cui c’era scritto che io non posso fare una conferenza da Porro» ha aggiunto. «Secondo l’avviso dell’Antitrust io non potrei parlare di arte per evitare il conflitto di interesse. E quindi vorrei annunciare qui le mie dimissioni da sottosegretario di Stato alla Cultura».

Roberto Calderoli (5), ministro degli Affari regionali e Autonomie 

La legislatura che è iniziata col voto del 25 settembre del 2022, quello che ha sancito la vittoria della destra e di Giorgia Meloni, è la prima a cui si è applicata la riduzione del numero dei parlamentari, stabilito da una riforma costituzionale molto promossa per anni dal Movimento 5 Stelle. Per effetto di questa legge, approvata dal parlamento in via definitiva nell’ottobre del 2019 e poi confermata con un referendum nel settembre del 2020, da questa legislatura il numero dei deputati è passato da 630 a 400, quello dei senatori da 315 a 200. È passato poco meno di un anno e mezzo dall’effettiva entrata in vigore della riforma ed è possibile fare un bilancio: dal punto di vista della qualità dei lavori le cose sono molto peggiorate, mentre sul piano economico non ci sono stati i grossi risparmi pubblicizzati dai promotori della riforma.

Matteo Salvini (4 1/2), vice-Premier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti 

Indietro non si torna, il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia sarà realtà. Lo ha precisato il vicepresidente del Consiglio e ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini ai rappresentanti di Parsons Group, uno dei principali fornitori di soluzioni digitali nei mercati della difesa, della sicurezza e delle infrastrutture. L’incontro è avvenuto al Mit, ed è servito per fare il punto della situazione in previsione del via ai lavori nei prossimi mesi.

Nello Mesumeci (4 1/2), ministro della Protezione Civile e Politiche del Mare *

Oggi ricordiamo le migliaia di italiani del confine nord orientale uccisi nel Dopoguerra dai partigiani comunisti di Tito e scaraventati nelle foibe. Donne, vecchi, bambini, colpevoli solo di appartenere all’Italia. Chi riuscì a fuggire trovò riparo soprattutto nelle città del Sud, condannato a restare per tutta la vita profugo in Patria. Per oltre mezzo secolo, l’Italia del centrosinistra e gli storici asserviti hanno vergognosamente negato o taciuto questa tragica pagina della nostra storia. Ed oggi che la verità abbatte il muro dell’omertà, abbiamo tutti il dovere di parlarne ai nostri ragazzi, perché sappiano, perché giudichino. Affinché tutti si lavori per costruire la pace tra i popoli.

Guido Crosetto (4 1/2), ministro della Difesa **

Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, è stato dimesso nel primo pomeriggio di oggi, dall’Ospedale San Carlo di Nancy dove era ricoverato per una lieve pericardite. Le condizioni del Ministro sono buone e, anche in Ospedale, durante la degenza, ha continuato a svolgere le sue funzioni, lavorando sui dossier più importanti e rimanendo in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, e con il suo Gabinetto. “Desidero ringraziare tutti gli italiani per gli innumerevoli messaggi di solidarietà ricevuti in questi giorni” ha affermato il Ministro Crosetto che poi ha aggiunto: “La vicinanza che mi hanno dimostrato tanti cittadini è lo stimolo migliore per continuare a lavorare con determinazione e impegno al servizio del Paese, per la difesa e la sicurezza dell’Italia”.

Adolfo Urso (4 1/2), ministro delle Imprese e Made in Italy *

Quando Giorgia Meloni ha composto il suo governo ha scelto, per le caselle che spettavano al suo partito, di nominare ministro chi aveva esperienza di governo (Crosetto, Fitto, Musumeci, Roccella) e di mettere in posti di sottogoverno i più giovani (Bignami, Delmastro, Gemmato, Montaruli). Da un lato la “generazione Atreju” avrebbe avuto il tempo di maturare, dall’altro la vecchia guardia avrebbe dato maggiori garanzie. Uno dei piloni della prima linea di Meloni era Adolfo Urso, messo nel delicato ministero delle Imprese anche perché, nei governi Berlusconi, è stato due volte a Palazzo Piacentini in veste di viceministro allo Sviluppo economico con delega al commercio estero: al Mise serviva una personalità che, avendo già frequentato i palazzi del potere, aveva sia la conoscenza dei dossier sia la capacità di affrontarli. Urso, che nella scorsa legislatura è stato presidente del Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, sembrava il profilo più adatto: un tipo che, con discrezione, risolve i problemi anziché crearli. E invece, è andata tutta al contrario.  Travolto da un’ansia da prestazione e di visibilità, è l’esponente di governo che ha rilasciato più interviste di tutti i ministri, ma non singolarmente: di tutti messi insieme. Le priorità del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit, così ha battezzato il vecchio Mise) non le ha tanto individuate nei problemi strutturali e storici del paese, ma nell’estemporaneità e nella contingenza. Così più che del Made in Italy, Urso è diventato il ministro della Rassegna stampa. Sia perché fa di tutto per entrare nelle rassegne con interviste e dichiarazioni su qualunque argomento, sia perché la sua agenda di governo è stata dettata dai titoli dei giornali: dai taxi al caro voli, dal caro benzina al carrello della spesa, ogni prima pagina allarmistica è diventata un provvedimento del ministro.

Maria Elisabetta Alberti Casellati (4), ministro delle Riforme Istituzionali e Semplificazione Normativa 

«La storia drammatica e commovente di Giovanna Pinelli, dall’arresto per la sua militanza partigiana alla detenzione nei campi di concentramento sino alla liberazione, è la storia di Teresa Noce, la sua biografia, una rigorosa testimonianza di alcune delle pagine più drammatiche della resistenza e delle deportazioni naziste».
«Ma è anche la storia di una donna, della sua passione politica e del suo amore per la libertà che dalla dimensione individuale si apre a quella collettiva sino a divenire lotta per la libertà dei popoli e della patria». Lo ha affermato il Presidente del Senato Elisabetta Casellati intervenendo alla presentazione della riedizione del libro “Ma domani farà giorno” di Teresa Noce, tenutasi oggi nella Sala degli Atti Parlamentari a Palazzo della Minerva. «Di Teresa Noce voglio ricordare la straordinaria esperienza nel sindacato, la sua capacità realizzativa e organizzativa moderna e efficace, la sua sensibilità di accendere l’attenzione sul riconoscimento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori senza dimenticare la funzione sociale della maternità, in un momento cruciale della storia dell’emancipazione femminile» ha aggiunto il Presidente Casellati. «Era una donna moderna, che ha lottato e vissuto senza rinunciare alla sua umanità, alla sua femminilità. Una donna che ha seguito i suoi ideali, sempre, con coerenza. Rievocare la figura di Teresa Noce in prossimità dell’8 marzo assume un valore ancora più significativo, perché ci ricorda che tanta strada è stata fatta ma tanta è ancora da fare per dare piena concretezza ai valori costituzionali di piena uguaglianza tra donne e uomini» ha concluso.

Luca Ciriani (3 1/2), ministro dei Rapporti con il Parlamento 

Nuovo botta e risposta all’interno della maggioranza sulla questione degli aiuti agli agricoltori. In una intervista a La Stampa il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, definisce “molto buono” il risultato finora ottenuto dal governo, spiegando che è “difficile fare di più”. Alla Lega, che chiede di innalzare la soglia dell’esenzione Irpef per gli agricoltori a 30mila euro, il ministro di Fdi risponde che per raggiungere questo obiettivo “bisogna trovare le coperture, bisogna chiedere al ministro Giorgetti… Ci ho parlato venerdì e con la franchigia a 10mila euro, secondo quanto ha detto, viene esonerato il 94% degli imprenditori agricoli. Mi pare già un risultato molto, molto buono”.

Anna Maria Bernini (3 1/2), ministro dell’Università e della Ricerca *

La ministra ci dica chi è il suo coiffeur. Intervenuta su Sky Tg 24 la responsabile dell’Istruzione ha sfoggiato un look originale. Nata a Bologna nel 1965, Bernini del giurista e politico Giorgio, deputato e ministro del commercio con l’estero nel primo governo Berlusconi. Come si legge su Wikipedia, si è sposata nel 2003 con il ginecologo Luciano Bovicelli (nato nel 1935), morto poi nel 2011. Dopo la morte del marito diviene la compagna del giornalista Alessandro De Angelis. Si è laureata con lode in giurisprudenza presso l’Università di Bologna nel 1991. Ha completato la propria preparazione giuridica partecipando a diversi programmi di studio all’estero presso l’Università del Michigan, la Camera di commercio internazionale di Parigi, la London Court of International Arbitration (LCIA), il Queen Mary College, il Chartered Institute of Arbitrators di Londra, l’Institut du Droit et des Pratiques des Affaires Internationales de la Chambre de Commerce Internationale e l’American Arbitration Association.

Paolo Zangrillo (2 1/2), ministro della Pubblica Amministrazione *

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, si è recato in visita presso la sede del Formez di Roma. Accolto dal Presidente, Giovanni Anastasi, e dalla Direttrice generale, Patrizia Ravaioli, il Ministro ha incontrato i dipendenti, compresi coloro che si sono collegati via web dalle altre sedi di Napoli e Cagliari. Successivamente si è svolto l’incontro con il CdA e i dirigenti dell’Istituto, alla presenza anche del Capo dipartimento della Funzione pubblica, Marcello Fiori. Al centro degli incontri il “laboratorio Formez” sulla nuova idea di performance e valutazione dei dirigenti e dipendenti pubblici, che il ministro Zangrillo sta promuovendo, e le attività dell’Istituto in tema di digitalizzazione, PNRR, selezioni pubbliche. Formez ha annunciato di aver formalizzato gli obiettivi 2024, che saranno somministrati ai dirigenti entro il 31 gennaio, in linea con i principi della direttiva ministeriale sia per quanto riguarda le performances che la leadership”.   “Con il nuovo statuto, e la nuova organizzazione, abbiamo rilanciato la missione del Formez al servizio dei nostri enti – ha dichiarato il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo –  che considero determinante per il successo del processo di modernizzazione della Pubblica Amministrazione. Sono molto soddisfatto di questo percorso, che dobbiamo ora proseguire per sostenere i nostri enti nell’attuazione del Pnrr, nello sviluppo e nella crescita del Paese”.

Alessandra Locatelli (2 1/2), Ministero della Disabilità **

CoorDown ha incontrato ufficialmente il Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli a Roma martedì 19 febbraio con una delegazione composta dalla Presidente Antonella Falugiani, la Vice Presidente Martina Fuga, il Segretario Nazionale Luigi Porrà, i consiglieri Orietta Arcangeli e Riccardo Bianchi, e la consulente Manuela Sanvido, che rappresenta CoorDown presso l’Osservatorio per l’inclusione scolastica. Antonella Falugiani, Presidente CoorDown commenta “È stato un confronto costruttivo che ha evidenziato una visione condivisa su temi trasversali che riguardano il percorso di vita della persona con sindrome di Down e del contesto in cui ci troviamo a lavorare, ma anche l’importanza della comunicazione, della formazione e del corretto uso delle parole. Abbiamo ribadito il desiderio e la volontà di mettere a disposizione delle istituzioni le buone prassi, le esperienze e i progetti che quotidianamente CoorDown porta e ha portato avanti, con professionalità e competenza”. Nell’incontro CoorDown ha condiviso con il Ministro Locatelli un documento di proposte e richieste nel quale vengono sottolineate le esperienze progettuali e programmatiche di inclusione effettiva e concreta realizzate dall’associazione.

Andrea Abodi (n.c.), ministro dello Sport e Giovani ***

Si è concluso il “Viaggio nella Memoria” al quale hanno partecipato novantotto, tra atleti olimpici e paralimpici, dirigenti e tecnici organizzato dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Comunità Ebraica di Roma. Al seguito della delegazione anche il Presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma, l’Amministratore Delegato, Diego Nepi Molineris, il vertice dell’Istituto per il Credito Sportivo, Beniamino Quintieri e i vicepresidenti di Coni e Cip, Claudia Giordani e Roberto Valori. Tre giorni di riflessione, condivisione e confronto con l’obiettivo di coltivare la memoria e ribadire l’impegno del sistema sportivo italiano nella diffusione e promozione della cultura del rispetto, del contrasto a ogni forma di razzismo e di discriminazione. Dopo aver visitato la fabbrica di Schindler e il quartiere ebraico, la delegazione è entrata nei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Alfredo Mantovano (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ***

Riportiamo di seguito l’intervento del sottosegretario Alfredo Mantovano al Convegno Il suicidio dell’Occidente, tenutosi questa mattina, 31 gennaio 2023, presso il Senato della Repubblica. Il suicidio dell’Occidente non è espressione nuova: la usò una quindicina di anni fa Roger Scruton come titolo per un suo libro. Più di recente – con una variante, Suicidio occidentale – l’ha ripresa, per una pubblicazione, Federico Rampini, mentre – se intendiamo restare nell’area concettuale, non solo terminologica, di una civiltà che sta scomparendo – è trascorso oltre un secolo dall’uscita dell’opera di Oswald Spengler Il Tramonto dell’Occidente.  ‘Suicidio’ è parola più efficace di ‘tramonto’ per qualificare la volontarietà dell’autolesionismo di una civiltà. Lo sottolinea Luciano Violante, in un suo recente intervento[1]: oggi “la morte si presenta come ragionevole alternativa alla vita, anche fuori dei casi di gravi intollerabili patologie”; Violante ricorda una ricerca del maggio 2023, secondo cui in Canada, parte qualificata dell’Occidente, il 28% dei cittadini consentirebbero a una richiesta di suicidio assistito se proveniente da una persona senza dimora, e il 27% se l’unico motivo di afflizione fosse la povertà, senza alcuna malattia in corso.

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