Europa

La storia di Alexey Navalny

Alexey Navalny

Aleksej Navalny è stato un attivista, politico e blogger russo. È stato fra i più noti oppositori del presidente della Russia, Vladimir Putin. Era a capo del partito Russia del Futuro e presidente della Coalizione Democratica (che unisce Russia del Futuro, Partito della Libertà Popolare e Scelta Civica), in precedenza co-presieduta con Boris Nemcov, morto assassinato nel 2015. È stato fondatore della Fondazione Anti-corruzione.

Di posizioni nazionaliste e liberali, nel 2012 ha auspicato un miglioramento dell’integrazione della Russia con l’Ucraina, pur riconoscendo che l’Ucraina trae maggiori benefici e migliori condizioni di vita dall’integrazione con l’Unione europea. Naval’nyj si è dichiarato favorevole alla legalizzazione dei matrimoni omosessuali nel Paese.

Sopravvive ad un tentativo di assassinio, nell’agosto 2020, tramite avvelenamento con l’agente nervino Novičok, per il quale, dopo conferme da analisi ospedaliere, le autorità tedesche accusano il governo russo. L’anno seguente un tribunale di Mosca lo condanna a 3 anni e 6 mesi, sentenza che la Corte europea dei diritti dell’uomo, alcune organizzazioni internazionali per i diritti umani, alcuni leader dei paesi occidentali, e numerosi media internazionali definiscono di natura politica.

Quando la Russia iniziò a prepararsi per un’invasione su vasta scala dell’Ucraina, il 22 dicembre 2021, la squadra di Naval’nyj pubblicò un’indagine documentaria su Aleksandr Borodaj (il primo capo della DPR), in cui fu lanciato un appello ai russi a non prendere parte nelle ostilità contro l’Ucraina.

L’anno successivo viene condannato dal tribunale di Lefortovo a Mosca a 9 anni di carcere da scontare in una colonia penale di regime severo. Il 4 agosto 2023 lo stesso tribunale condanna Naval’nyi a 19 anni a fronte dei precedenti 9.

A meno di un anno dall’ultima condanna, il 16 febbraio 2024 muore in carcere, ufficialmente per una “sindrome da morte improvvisa”. È stato sepolto il 1º marzo 2024 nel cimitero di Borisovskoe; alla cerimonia funebre hanno presenziato decine di migliaia di persone, tra cui vari diplomatici occidentali, Boris Nadeždin, Evgenij Rojzman, Aleksej Venediktov, Ekaterina Duncova e rappresentanti del partito Jabloko.

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