Guerra

Crisi Hamas-Israele. Allargamento del conflitto in Yemen e sul Mar Rosso

Il 31 ottobre 2023 la fazione Huthi dello Yemen entra nel conflitto rivendicando un massiccio attacco missilistico e con droni verso il porto israeliano di Eilat, annunciando nuovi attacchi finché Israele non cesserà le operazioni militari in Palestina. Il bombardamento tuttavia viene neutralizzato dai sistemi di difesa aerea israeliani e non produce conseguenze.

Questo attacco segue in realtà altri due timidi tentativi di colpire il territorio israeliano già verificatisi il 19 e il 27 ottobre 2023, tramite missili e droni partiti dal territorio yemenita ma abbattuti dalla marina statunitense nel Mar Rosso e dalle difese israeliane sopra l’Egitto.

Il mese di novembre si ripetono lanci sporadici di missili e droni verso Israele, mentre il 19 novembre 2023 un commando di Huthi aviotrasportati assalta una grande nave mercantile in navigazione nel mar Rosso perché legata a un uomo d’affari israeliano. La nave, appartenente a una società britannica, non ha però a bordo alcun israeliano. Nave ed equipaggio sono stati sequestrati e condotti in Yemen. Lo stesso giorno una nave da guerra statunitense abbatte tre missili lanciati dallo Yemen verso il territorio di Israele.

Il 10 dicembre due droni yemeniti ostili vengono abbattuti dalla fregata francese Languedoc schierata a difesa delle rotte navali nel Mar Rosso prima che riescano a colpire la nave.

Il 12 dicembre 2023 un missile lanciato dallo Yemen colpisce una petroliera norvegese nello stretto di Bab el-Mandeb scatenando un incendio a bordo. Gli Huthi hanno rivendicato di aver colpito una nave carica di petrolio per Israele, ma in realtà il natante era diretto in Italia e trasportava materie prime per biocarburanti. Lo stesso giorno un drone yemenita viene abbattuto dalla fregata francese Languedoc arrivata a difesa della petroliera per neutralizzare ulteriori attacchi.

Tra il 15 e il 16 dicembre 2023 gli Huthi lanciano una serie di attacchi con droni diretti sia a Israele che a obbiettivi navali nel mar Rosso, uno dei quali abbattuto dalla Royal Navy britannica. Grant Shapps, segretario alla Difesa del Regno Unito, ha commentato gli eventi in rapida evoluzione come “una minaccia diretta al commercio internazionale e alla sicurezza marittima”. Inoltre numerose compagnie di trasporti marittimi tra cui Maersk, CMA CGM, Hapag-Lloyd e Mediterranean Shipping Company hanno sospeso i traffici nel Mar Rosso e attraverso il Canale di Suez fino al ristabilirsi della sicurezza, con prevedibili ripercussioni negative sull’economia dei paesi mediterranei.

Il 19 dicembre 2023 gli Huthi minacciano di compiere nuovi attacchi marittimi ogni 12 ore nel caso in cui Israele non cessi ogni ostilità verso Hamas. Tale minaccia di intensificazione degli sforzi arriva dopo l’annuncio dell’operazione Prosperity Guardian, sostenuta da una coalizione di nazioni tra cui l’Italia per contrastare le aggressioni yemenite. Nei giorni successivi sono stati bersagliati diversi natanti in transito, ed il 26 dicembre è stata presa di mira una nave cargo di MSC nonché eseguiti nuovi lanci verso Israele. Questi attacchi però sono stati neutralizzati o hanno mancato l’obiettivo senza provocare danni.

Il 29 dicembre 2023 Hezbollah include l’Italia e altre nazioni partecipanti all’operazione Prosperity Guardian nella “coalizione del male”. La fregata italiana Virginio Fasan è stata mobilitata nel Mar Rosso proprio per contrastare le attività militari Huthi.

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