Economia

Twitter diventa X

Twitter diventa X

L’app di Twitter è ufficialmente diventata X: via al vecchio nome e anche all’uccellino blu che ne era simbolo sia dal lancio e spazio a un aspetto più dark (non solo per le tonalità). Dalla comunicazione ufficiale avvenuta scorso 25 aprile 2022 sull’acquisizione da parte di Elon Musk per 44 miliardi di dollari sono infatti serviti sei mesi per portare a termine il difficoltoso passaggio di proprietà nelle mani dell’imprenditore, con un percorso condito di licenziamenti, polemiche e crolli del valore della piattaforma. Il restyling di Twitter – ora X – non si limita però alla facciata, ma coinvolge anche numerosi altri dettagli che toccano da vicino gli utenti, quello che questi utenti possono fare nell’app e a cosa invece hanno già dovuto rinunciare a meno di non pagare un abbonamento per la versione “Blue” del servizio. Ecco allora tutto ciò che c’è da sapere per comprendere al meglio il nuovo corso del social network.

In poche parole: oltre al cambio nome c’è molto di più o, meglio, di meno, se per meno si intende ciò che prima era a disposizione gratuitamente. A parte questioni di nome, logo, indirizzi e luminarie della sede, X ha infatti consolidato la divisione degli utenti in quelli abbonati al servizio Blue e ai liberi fruitori della community, con i secondi che sono sempre più destinati a un ruolo marginale e limitato. Qui sotto, un video della nuova gigantesca X luminosa installata sul tetto dei quartieri generali a San Francisco, che illumina a giorno gli appartamenti di fronte anche di notte.

Ecco ciò che gli abbonati a X Blue possono fare: e che resta invece precluso a chi decide di non pagare l’abbonamento mensile.

  • Modificare il post entro un’ora dalla pubblicazione e undo (annulla) dei tweet
  • Visualizzare metà delle pubblicità
  • Stuire 1.000 persone in più al giorno invece che 400
  • Leggere 10.000 post invece che 1.000 (o addirittura 500 per i nuovi utenti)
  • Mostrarsi con priorità nelle conversazioni e nelle ricerche degli altri utenti
  • Pubblicare post da 25.000 caratteri invece che da 280, usando la formattazione del testo
  • Personalizzare icona e barra di navigazione oltre che scegliere temi grafici e profilo nft
  • Usufruire dell’autenticazione a due fattori con sms
  • Utilizzare la tab Spazi (Spaces) con podcast, stazioni audio, live e eventi registrati e top Articoli (Articles) l’ex Notes
  • Caricare video da massimo 3 ore e in full hd (massimo 8 GB) con accesso al Media Studio per la gestione
  • Accedere a TweedDeck

I prezzi della suite aggiuntiva di funzionalità sono di poco meno di 10 euro al mese abbonandosi via web e 11 euro da app mobile. Inoltre, è già partito il programma di revenue sharing con i creator, con la distribuzione di 5 milioni di dollari nella prima tranche. Altri cambiamenti riguardano la grafica, con la modalità scura che diventerà di default con quella chiara attivabile dalle opzioni (e quella luci soffuse eliminata) e il fatto che servirà necessariamente un account per leggere i post. L’accesso alle api per sviluppatori, prima libero, costerà ora 5000 dollari al mese con la possibilità di accedere a un milione di tweet mensili e pubblicarne 300.000 al mese.

E ora? Cosa aspettarci dai mesi e anni a venire? Sembra che Elon Musk stia compiendo la sua personale chiusura del cerchio tornando da dove aveva iniziato, ovvero nel settore dei pagamenti online e dell’e-banking. Sua del resto è l’idea più volte ribadita di trasformare il fu Twitter in una super-app tuttofare alla stregua della cinese WeChat. La nuova amministratrice delegata, Linda Yaccarino aveva scritto che la piattaforma evolverà in uno spazio “incentrato su audio, video, messaggistica, pagamenti e servizi bancari, creando un mercato globale per idee, beni, servizi e opportunità. Il tutto alimentato dall’intelligenza artificiale“.

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