Dopo lo strappo con Matteo Renzi, Carlo Calenda accoglie in Azione “la Buona Destra” e intanto tende una mano anche a +Europa, su cui afferma: “Non ho preconcetti, dobbiamo ragionarci insieme. Non ho nessuna ambizione di rottamare nessuno, in Italia ci vorrebbe una coesione delle forze di aria liberale, popolare e riformista”, dice in un’intervista a Radio Radicale. Oggi però, nel giorno dei risultati elettorali, l’ex ministro partecipa all’evento con cui il movimento fondato dall’ex finiano Filippo Rossi è ufficialmente entrato in Azione. Un atto politico animato da quello “spirito repubblicano” che in Italia, a detta sia di Azione che di Buona Destra, “è sempre mancato, abdicando allo spirito settario e al muro contro muro”.
“La destra che ci governa – ha affermato Rossi – vuol farci credere che rappresenta l’unica destra possibile, cosa che non avviene in nessuna parte del mondo. Noi dobbiamo insistere nel continuare a fare politica e a essere un’alternativa, rappresentando una destra civile, giusta e moderata che non pensa che ogni alleanza è un inciucio. Il nostro spazio – ha concluso Rossi – è quello liberale democratico che non può essere lasciato al Tajani di turno che si definisce di centro e poi manda a casa Draghi, aprendo le porte del potere a questa destra qui”.
Calenda ha ribadito che “le porte sono aperte a chi riconosce lo spirito repubblicano, a chi non si riempie la bocca dando del fascista all’avversario tutti i giorni ma allo stesso tempo riconosce che la Costituzione nasce dal patriottismo repubblicano”. “A sinistra come a destra – ha concluso – c’è una totale mancanza di consapevolezza di sè, che è il vero problema di questo Paese”.
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