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Letizia Moratti: «Vi spiego perché voglio sfidare una destra che sa solo alzare muri»

25 aprile. Moratti: "In democrazia ci sono anche le contestazioni"

Letizia Moratti

Letizia Moratti si candida. “Perché ci sono momenti nei quali si deve scegliere da che parte stare”. L’ormai ex vicepresidente e assessora al welfare di regione Lombardia, una vita da ‘indipendente’ nel centrodestra, come presidente della Rai, poi ministra dell’Istruzione, fino a diventare la prima donna sindaco di Milano, ha deciso che ci sarà comunque. Con un obiettivo in testa: “Voglio riportare la Lombardia in Champions League”. Per arrivarci propone un’alleanza larga per battere le destre e si rivolge anche al Pd, prendendo esempio dal padre partigiano e dal Cln: “L’analogia è chiara. Come allora si tratta di mettere insieme forze diverse – riformisti, liberali e socialisti – per rimodellare un’offerta politica nuova e vincente”. Come pensa di fare? “Unendo riformismo e pragmatismo”. Ma prima spiega perché ha rotto con i suoi compagni di strada: “Alla base c’è una riflessione che sto facendo da tempo su un campo politico che è diventato ormai molto più destra che centro. Il centrodestra non c’è più. Lo si è visto anche con i primi provvedimenti del governo. Questa è una destra che, a furia di alzare muri, ci chiude tutti in un recinto. Ma la chiusura è quanto di più lontano dal Dna della Lombardia, una regione aperta al mondo, solidale, attenta all’inclusione”.

La candidatura della Moratti “nasce a partire dalla lista civica Lombardia Migliore, naturalmente dal Terzo polo di Calenda e Renzi, ma anche da molte realtà civiche che hanno scelto di far parte del progetto. Mi rivolgo anche al Partito democratico e a tutte le altre forze politiche che vogliono interpretare questa fase nuova di cambiamento”. E rivela una cosa: “in queste ore molti del Pd mi stanno chiamando”. Il Pd dovrebbe quindi sostenere una donna che è sempre stata sulla barricata opposta: “Intanto voglio precisare che io sono sempre stata un civico. Quando ho accettato responsabilità politiche l’ho sempre fatto mettendomi al servizio delle istituzioni come manager e amministratrice. Agli amici del Pd dico solo questo: è cambiato lo scenario. Non c’è più il centrodestra, c’è una destra-destra al governo del Paese e questo obbliga tutti noi – me stessa in primis ma anche loro – a una ‘revisione’ del nostro posizionamento. Ci vuole un approccio nuovo, più laico, una sintesi innovativa tra riformismo e pragmatismo. Quale posto migliore dove sperimentarlo se non in Lombardia?”, ha concluso Moratti.

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