Economia

D.e.f. 2022

Scende, dal 4,7% programmatico della NADEF al 2,9%, la previsione tendenziale di crescita del PIL per il 2022. Peggioramento del quadro economico determinato dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e dall’aumento dei prezzi dell’energia.

Nella riunione di mercoledì 6 aprile 2022, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Documento di economia e finanza 2022, previsto dalla legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196).

Il Documento tiene conto del peggioramento del quadro economico determinato da diversi fattori, in particolare:

  • l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia,
  • l’aumento dei prezzi dell’energia, degli alimentari e delle materie prime,
  • l’andamento dei tassi d’interesse,
  • la minor crescita dei mercati di esportazione dell’Italia.

Tali fattori sono risultati, tutti, meno favorevoli di quanto fossero in occasione della pubblicazione della Nota di aggiornamento al DEF (NADEF) nel settembre 021.

In tale scenario, la previsione tendenziale di crescita del prodotto interno lordo (PIL) per il 2022 scende dal 4,7% programmatico della NADEF al 2,9%, quella per il 2023 dal 2,8% al 2,3%.

Il disavanzo tendenziale della pubblica amministrazione è indicato al 5,1% per quest’anno; scende successivamente fino al 2,7% del PIL nel 2025. Gli obiettivi per il disavanzo contenuti nella NADEF sono confermati: il 5,6% nel 2022, in discesa fino al 2,8% nel 2025. Pertanto, sussiste un margine per misure espansive (0,5 punti percentuali di PIL per il 2022, 0,2 punti nel 2023 e 0,1 punti nel 2024 e nel 2025).

Il rappresentato spazio di manovra verrà impiegato dal Governo per un nuovo intervento con diverse finalità, in particolare per:

  • contenere il costo dei carburanti e dell’energia per famiglie e attività produttive,
  • potenziare gli strumenti di garanzia per l’accesso al credito delle imprese,
  • integrare le risorse per compensare l’aumento del costo delle opere pubbliche,
  • ripristinare alcuni fondi utilizzati a parziale copertura del recente decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17.

Per effetto di tali interventi, la crescita programmatica risulterà lievemente più elevata di quella tendenziale, soprattutto nel 2022 e nel 2023 (3,1% e del 2,4%), con riflessi positivi sull’andamento dell’occupazione. Il rapporto debito/PIL nello scenario programmatico diminuirà quest’anno al 147,0%, dal 150,8% del 2021, per calare in seguito progressivamente fino al 141,4% nel 2025.

La decisione di confermare gli obiettivi programmatici di disavanzo testimonia l’attenzione verso la sostenibilità della finanza pubblica. Al contempo, per il Governo resta imprescindibile continuare a promuovere una crescita economica elevata e sostenibile.

Laddove necessario, il Governo non esiterà a intervenire con la massima determinazione e rapidità a sostegno delle famiglie e delle imprese italiane.

Categorie:Economia, Governo

Con tag:,,

2 risposte »

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.