Guerra

Ucraina, spente le voci filo-russe

Ucraina, spente le voci filo-russe

Il 20 marzo il Consiglio di sicurezza ucraino, in vigenza della legge marziale, ha sospeso l’attività di 11 partiti politici considerati filorussi, compresi i due rappresentati in parlamento: Piattaforma di Opposizione – Per la Vita, con 43 deputati, e Blocco di Opposizione, con 6 deputati. Nello stesso tempo sono state bloccate le trasmissioni di televisioni che non accettano di trasmettere attraverso un’unica piattaforma. Le due decisioni hanno suscitato polemiche in Ucraina, sia con l’accusa al governo di voler raccontare gli eventi con una sola voce e sia comprendendola nella logica della legge marziale e della lotta alla disinformazione, ma riaffermando l’importanza della libertà di parola e della necessità dello Stato di diritto.

Alla fine del mese di marzo 2022 si svolsero a Istanbul, sotto l’auspicio del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, importanti colloqui diretti tra esponenti di primo piano russi e ucraini che sembrarono aprire reali prospettive di accordo; il 29 marzo gli incontri si conclusero apparentemente con alcuni risultati sulle questioni della neutralità dell’Ucraina e di un futuro incontro al massimo livello tra i due presidenti.

Nei giorni seguenti invece nuovi avvenimenti fecero svanire completamente ogni prospettiva di cessazione delle ostilità: gli ucraini ottennero nuovi successi nella regione di Kiev; il 29 marzo l’alto comando russo diede inizio ad un vasto ripiegamento abbandonando rapidamente tutto il territorio conquistato nelle aree settentrionali dell’Ucraina, e soprattutto i primi giorni di aprile vennero scoperti dalle autorità ucraine rientrate in possesso dei territori abbandonati dai russi, i massacri di Buča. I colloqui a Istanbul furono interrotti definitivamente.

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