Editoriali

Il ruolo del Pd e M5s nel fallimento del Ddl Zan

Partiamo dal presupposto che gli statisti in Italia mancano da anni e chi potrebbe esserlo non ha i voti. Un’altra cosa da considerare è che il Pd è un partito conservatore; che a differenza degli altri partiti conservatori (le destre) ha un elettorato che vorrebbe la promulgazione di diritti civili e così dalle parti del Pd si finge si farsi promotore di queste leggi, che poi non vanno mai in porto; perchè sono loro stessi che non le vogliono. Questo fin dai tempi di Rosy Bindi e dei Dico.

Il Pd dell’approvazione delle Unioni Civili è stato una piccola oasi felice e infatti in quel periodo erano ben altri ad amministrarlo. Poi c’è un altro fatto. Il Pd vuole la scomparsa politica di tutto quello che nel centrosinistra è diverso da se. In sostanza vuole la scomparsa di Italia Viva (ma ora anche di Azione). Per cui sono andati al muro contro muro per poi incolpare Italia Viva di aver votato contro, Ricapitolando. Prima si sono dimostrati duri e puri nel non voler modificare il ddl dicendo di non voler lasciare nessun diritto fuori; poi sono arrivati allo scontro con chi voleva la trattativa e quindi approvare la gran parte di quella legge e alla fine hanno ottenuto che la legge da loro intimamente non voluta non solo venisse bocciata, ma che del suo naufragamento venisse incompata Italia Viva (che il Pd vorrebbe sparisse dal panorama politico). Purtroppo il ddl è stasto vittima di una guerra per niente sotterranea tra bande politiche nel centrosinistra italiano.

Detto questo sembrerebbe che secondo me i colpevoli dell’affossamento del ddl Zan sono quelli del Pd e del M5s. E no, invece loro sono solo i secondi responsabili. Il vero colpevole è il popolo italiano; o meglio l’elettorato che ha eletto quei partiti in Parlamento. Senza generalizzare mi sono sempre chiesto come ci ha fatto ad arrivare certa gente in parlamento e mi sono risposto (col tempo) che la stragrande maggioranza dell’elettorato di ogni orientamento politico decide cosa votare solo nei due mesi che precedono una elezione politica (e in certi casi anche meno). Questo permette ai candidati di turno di riempire di balle gli elettori che votano per “tradizione” o per “simpatia”, E da qui il populismo (che non è solo a destra). Sono davvero pochi quelli che seguono i fatti politici costantemente nel tempo, facendosi una propria idea; in modo da poter votare quando serve qualcuno che faccia i propri interessi.

Ecco la colpa è di quell’elettorato che vota i candidati che non fanno i propri interessi.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.