Centrosinistra

[Storia] Il tentativo di Pisapia

L’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, promotore del “Campo progressista” è nato l’11 marzo 2017 a Roma; proponendosi di raccogliere tutto quello che c’è alla sinistra del Pd di Renzi.

“Da oggi parte la casa comune per un nuovo centrosinistra” dice Giuliano Pisapia dal palco. Bisogna essere “uniti e radicalmente innovativi” perché “se noi non riusciamo a dare una casa comune radicalmente innovativa rispetto al passato, noi non riusciremo a raggiungere l’obiettivo”. “Non bisogna dire solo cose di sinistra ma fare cose di sinistra. La politica deve tornare a cambiare la vita delle persone. La politica non è avere tanti like, la politica non è l”io’ ma è il ‘noi’”. “Oggi nasce un nuovo soggetto politico. Oggi si chiama ‘Insieme’ ma il nome lo decideremo insieme. Non sarà una fusione a freddo ma una fusione a caldo. Penso a un discorso graduale ad evolvere le singole esperienze in un nuovo soggetto”. “‘Insieme’ è il titolo della giornata” perché da soli non si va da nessuna parte”. Serve una “discontinuità netta”, aggiunge, “non per ripicca e personalismi, non per antipatia per uno o più leader ma perché vediamo le difficoltà del Paese”. A proposito del lavoro, Pisapia sostiene che “il primo dovere è restituirgli dignità”. “In tempi non sospetti ho detto che sarebbe stato un errore abolire l’art.18 e non lo dico per motivi ideologici” aggiunge. Per quanto riguarda l’Imu, invece, sottolinea come sia stato “un errore” cancellarla per tutti. “Come è possibile non riconoscerlo?” si chiede. “I gruppi comincino un percorso per essere uniti a settembre” conclude Pisapia.

È rottura alla sinistra del Pd tra Giuliano Pisapia (Campo Progressista) e Roberto Speranza (Articolo1-Mdp). Dopo gli inviti ripetuti di Massimo D’Alema a “fare presto” (a fare un soggetto unico a sinistra del Pd), oggi si è deciso anche Roberto Speranza. Destinatario del messaggio, proprio Pisapia. “Abbiamo parlato troppo di noi, ora basta. Bisogna correre, Pisapia è naturalmente protagonista di questa storia, ma non si può più perdere un solo minuto e neanche stare lì a parlare tutti i giorni di nomi dei big, invece che di proposte. È diventata una soap opera insopportabile“.”Non c’è problema. Buon viaggio a Speranza, sono sicuro che ci ritroveremo in tante battaglie”. Lo ha detto Giuliano Pisapia, che partecipa ad un incontro a Mesagne, rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulle recenti dichiarazioni di Speranza che ha prospettato di poter andare avanti anche senza Campo Progressista. “Io continuo in quello che ho sempre detto – ha detto Pisapia – non credo nella necessità di un partitino del 3%, credo in un movimento molto più ampio, molto più largo e soprattutto capace di unire, non di dividere”.

Pisapia dichiara ancora: “Vogliamo partire dai contenuti, ieri abbiamo fatto le officine sui temi ecologici e contemporaneamente a Torino c’era un’iniziativa sui temi della cultura. Bisogna passare dal personalismo ai contenuti, vedere cosa serve agli italiani. È ora di essere chiari, dove si vuole andare, noi siamo stati sempre coerenti”.  “Vogliamo dare il nostro contributo per un centrosinistra di governo capace di unire le anime diverse del centrosinistra: l’ecologismo, il civismo, il volontariato, l’associazionismo, tutte realtà che non devono essere utilizzate solo in campagna elettorale, ma devono diventare parte integrante di un centrosinistra di governo”. Ma poi non si tiene più: “Quando come delegazione di Mdp sono andato a parlare con il presidente Gentiloni non a fare ricatti ma a fare richieste di giustizia sociale” come “il diritto alla salute“, “qualche assicurazione l’abbiamo avuta”. “Abbiamo fatto un percorso condiviso all’unanimità dai gruppi” su come votare in aula sul Def, continua, “il problema è stato che, potevano almeno avvisare quantomeno, che quello stesso giorno il loro sottosegretario si sarebbe dimesso e che sarebbero usciti dalla maggioranza”. Nel momento in cui da parte del governo “c’è un annuncio importante”, in cui “hai la prospettiva di un’azione concreta” e vicina alla richieste della sinistra, “esci dalla maggioranza? Problemi loro, potevano aspettare una settimana e quantomeno avvisare chi era andato dal presidente del Consiglio, altrimenti sembra una presa in giro“.

Alle urne col Pd? Pisapia ha detto no. Dopo giorni di incontri e tentativi, l’ex sindaco di Milano ha deciso di fare un passo indietro, prendendo atto che non ci sono i margini per un’alleanza con il partito di Renzi. A questo punto gli esponenti di sinistra di Cp che provenivano da Sel  aderiranno a Liberi e uguali, la lista unitaria guidata da Pietro Grasso. Qualcuno, in Campo Progressista, parla addirittura di ‘tradimento’.

“Ci abbiamo provato, per molti mesi, con tanto impegno ed entusiasmo – afferma Giuliano Pisapia al termine della riunione dei vertici di Campo Progressista -. Il nostro obiettivo, fin dalla nascita di Campo Progressista, è sempre stato quello di costruire un grande e diverso centrosinistra per il futuro del Paese in grado di battere destre e populismi. Oggi dobbiamo prendere atto che non siamo riusciti nel nostro intento. La decisione di calendarizzare lo Ius Soli al termine di tutti i lavori del Senato, rendendone la discussione e l’approvazione una remota probabilità, ha evidenziato l’impossibilità di proseguire nel confronto con il Pd”.

E Pisapia aggiunge: “Ringrazio di cuore tutte le donne e gli uomini che hanno creduto e si sono impegnati in questo progetto e che ora si muoveranno secondo le proprie sensibilità, la cui diversità è sempre stata, a mio modo di vedere, una delle ricchezze e risorse più importanti di questa esperienza. In Parlamento e nel Paese continuerà il nostro impegno per l’approvazione di norme di civiltà per il nostro Paese”. In una nota sottolinea poi: “Io, come sempre, senza ambizioni personali, lavorerò però la riunificazione di tutte le forze progressiste sperando che non sia troppo tardi. Per quanto mi riguarda ripeto, come ho detto fin dall’inizio, che non sarò candidato al Parlamento”

Un addio con amarezza, che fa dire a Michele Ragosta, deputato di Cp: “I traditori di Giuliano Pisapia, quelli legati alla poltroncina, senza un voto e che hanno lavorato in questi giorni per affossare il progetto di Campo progressista, sono finalmente usciti allo scoperto”.  Il riferimento, evidente, è alla decisione di alcuni parlamentari ex Sel di seguire il progetto di Pietro Grasso.

Grande preoccupazione nelle file della minoranza dem. Fonti sottolineano che così “la casa comune rischia di dissolversi” e che ha dinanzi “non una prateria, quanto piuttosto un burrone”. Ma fonti della segreteria dem dicono che il Pd va avanti con il progetto di coalizione di centrosinistra. Ci saranno sicuramente, al fianco del Pd, una lista di sinistra – spiegano – con ex Sel come Zedda, Smeriglio, Uras, Ragosta, Stefàno. Ci sarà poi una lista centrista con Pier Ferdinando Casini e Beatrice Lorenzin. E la terza lista alleata, assicurano, sarà quella di +Europa di Emma Bonino.

La sottosegretaria Maria Elena Boschi, durante la registrazione di Porta a porta, assicura: “Il Pd avrà comunque una forza a sinistra e una al centro in coalizione. Sono sicura che supereremo il 30%. Stiamo lavorando a una coalizione forte e coesa, non una coalizione che si sfascia il giorno dopo come quella di centrodestra. Ma il Pd non può rincorrere chiunque”.

Verdi. Angelo Bonelli, Luana Zanella e Gianluca Carrabs lanciano un appello a Pisapia: “Affinché continui una battaglia politica che serve al Paese. Siamo convinti che Pisapia sia una risorsa importante e che la sua tenacia nel chiedere con forza l’approvazione dello Ius soli sarà determinante per riuscire ad approvare una legge di civiltà. Se in queste ore dovesse venire meno l’apporto di Giuliano Pisapia si indebolirebbe anche la stessa battaglia per l’approvazione dello Ius Soli. Lo invitiamo quindi a continuare a continuare la battaglia comune e a costruire insieme quel progetto politico di cui l’Italia ha bisogno”.

Col 6 dicembre 2017 Giuliano Pisapia getta la spugna abbandonando l’intenzione di federare tutto quello che c’0era a sinistra del Pd e alle politiche dell’anno dopo tutto quello che resta verrà presentato come Area Civica che si presenterà nella coalizione Insieme con la Federazione dei Verdi e il Partito Socialista Italiano. Non portando a casa nessun eletto.

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