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Ora che abbiamo capito che sul web, insieme alla stragrande maggioranza di normalissimi navigatori, ci sono anche «hater» e «webeti», odiatori e creduloni, possiamo iniziare a fare il nostro lavoro. (Roberto Saviano, Repubblica, 30 agosto 2016, p. 1, Prima pagina) • Qualche webete già profetizza un imminente trasloco nella villa di Hammamet o nell’ospizio di Cesano Boscone, ma sarebbe troppo. Siccome, diceva Marx, le tragedie della storia tendono a ripetersi in forma di farsa, per questi compagni di merende pare eccessivo anche il bar Sport di Rignano. (Marco Travaglio, Fatto Quotidiano, 4 marzo 2017, p. 1, Prima pagina) • Gli haters, gli odiatori del web, i «webeti» secondo l’appropriata definizione di Enrico Mentana, odiano tutti, specie quelli ricchi, belli, di successo. […] Odiano anche una madre che teme per la vita di un figlio. (Candida Morvillo, Corriere della sera, 19 gennaio 2018, p. 19, Cronache).
– Composto dal s. ingl. web e dal s. m. e f. ebete. (Treccani)

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