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Benin, condanne a morte in giudicato convertite in ergastolo

Il 21 febbraio 2018, il Governo del Benin ha commutato tutte le 14 condanne a morte in carcere a vita, svuotando così il braccio della morte, dopo che, nel 2016, la Corte Costituzionale aveva dichiarato incostituzionale la pena di morte a seguito della ratifica del Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici.
Nel marzo 2017, era stato presentato un disegno di legge in Parlamento per l’abolizione della pena di morte che non è stato approvato per mancanza del quorum. L’approvazione del nuovo codice penale è stato calendarizzato per il primo quadrimestre del 2018.

Il 5 luglio 2012, con il deposito dello strumento di adesione, il Benin è divenuto parte del Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, relativo all’abolizione della pena di morte. La legge di ratifica del Secondo Protocollo era stata approvata dall’Assemblea Nazionale con una schiacciante maggioranza.
Il Premio “L’Abolizionista dell’Anno 2014”, promosso da Nessuno tocchi Caino quale riconoscimento alla personalità che più di ogni altra si è impegnata sul fronte dell’abolizione, è stato conferito al Presidente del Benin Boni Yayi. 
Nei primi di luglio 2014, il Benin ha ospitato una conferenza panafricana volta a sensibilizzare i Governi del continente per il voto a favore della nuova Risoluzione pro moratoria all’ordine del giorno dell’Assemblea Generale ONU nel dicembre 2014 e per l’adozione di un Protocollo aggiuntivo alla Carta Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli per l’abolizione della pena di morte.

Categorie:Mondo, pena di morte

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