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Ho letto un articolo che rendeva pubblico che i deputati del nuovo gruppo di Mdp su una proposta di legge parlamentare hanno votato differentemente al loro interno. Questo gruppo è nato dalla fusione dei fuoriusciti del Pd (D’Alema, Speranza, Bersani ecc.) e gli scontenti di Sel. Questi ultimi sul territorio sono la minoranza; ma nel parlamento rappresentano la maggioranza dei gruppi parlamentari; su 31 parlamentari alla Camera, ben 17 sono confluiti nel Mdp, mentre solo 14 in Sinistra Italia, che avrebbe dovuto essere lo sbocco naturale. Questo spezzarsi della componente Mdp su singoli provvedimenti è solo un incidente di percorso o è un problema strutturale che presto i leader del movimento dovranno risolvere?
Anche se le elezioni politiche sono state fissate formalmente fra un anno, le forze politiche già si organizzano e chi come Mdp vuole comunque fare alleanze col Pd (ma senza Renzi) ha un problema identitario. Pur in un nuovo partito infatti, si sentono ancora del Pd e tifano la vittoria di Andrea Orlando alle primarie per poter rientrare nel partito. Insomma, attualmente il futuro di Mdp è tutto da costruire. Se dovesse vincere Renzi, vorranno comunque entrare al governo, aiutando il Pd ad avere una maggioranza parlamentare; per poi ricattare Renzi ed essere l’ago della bilancia nelle azioni del governo. Cioè tutto quello che non potevano fare all’interno del Pd nei panni di minoranza interna.
Anche dentro Sinistra Italiana ci sono dei problemi. Essa, infatti, è nata solo per dare un nuovo nome agli scissionisti del Pd del 2015. (Fassina, D’Attorre ecc.). Loro non vogliono fare nessuna alleanza col Pd; ritenendolo un partito compromesso e pensando che chiunque vincerà al congresso non farà cambiare le politiche di governo. Vogliono, invece, farsi promotori di un centrosinistra alternativo al Pd. (ad esempio Possibile, Verdi, Prc ecc). Insomma, Sinistra Italiana si propone di essere la bella copia di Sel con qualche esponente in più; ma senza nessuna novità. Ma seguendo la storia di Sel si scopre, che in realtà Sinistra Italiana ne è la contraddizione. Sinistra Ecologia e Libertà è nata nel 2009 dalla fusione di tutte le componente uscite sconfitte nei rispettivi partiti e dopo la tremenda confitta della sinistra nel 2008 rimasta fuori dal Parlamento. Il motivo fondante di Sel era stato il non commettere più l’errore di isolarsi e la volontà di collaborare sempre col Pd.
Poi c’è la barzelletta Possibile. Civati è stato un antisignano delle scissioni nel Pd (solo Rutelli lo ha superato). Convinto che Renzi fosse un liberista e la sinistra interna (ora Mdp) inaffidabili Civati e il suo gruppo hanno fatto un partitino. I Possibilisti non hanno neppure voluto collaborare con il nuovo fondante di Si, quando ancora si chiamavano Si-Sel a seguito di un’altra scissione dal Pd (verso Sel). Quelli di Possibile volevano creare qualcosa di nuovo e hanno deciso che gli unici degni di percorre cammino insieme allora erano i fuoriusciti 5stelle di Alternativa Libera. Hanno formato il Gruppo Alternativa Libera – Possibile. (5 Al e 5 Possibile). Cambiato il vento i seguaci di Civati si staccano dagli ex grillini che rimangono congelati e in soli 4 formano il gruppo con Sinistra Italiana. (un membro va in Mdp). Per Sinistra Italiana la conta in parlamento è desolante: 13 membri ex Sel più 4 Possibile (quando era un gruppo che almeno all’inizio non avrebbe dovuto fare difficoltà a foirmare un gruppo). Si e Possibile: due debolezze che si uniscono. (e solo parlamentarmente).
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