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Riordino Protezione Civile

Riordino Protezione Civile

Riordino Protezione Civile

Via libera definitivo della Camera al disegno di legge delega sulla riforma della Protezione civile. I voti a favore sono stati 304, 38 i contrari e 107gli astenuti. L’approvazione finale arriva dopo circa due anni dall’avvio dell’esame del provvedimento in Parlamento. Il ddl delega il governo a procedere al riordino delle disposizioni legislative. La delega, che deve essere esercitata entro 9 mesi dall’entrata in vigore della legge, punta alla omogeneizzazione e semplificazione della materia.

Università, Enti di ricerca e professionisti parteciperanno alle attività di prevenzione e pianificazione della gestione delle emergenze. I finanziamenti seguiranno procedure standard, senza aspettare misure dell’ultimo momento nelle leggi di stabilità.

Bisognerà dare rilievo a tutti gli interventi finalizzati alla riduzione dei rischi da calamità naturali. Si dovrà inoltre disciplinare lo stato di emergenza, garantendo tempi rapidi e omogenea valutazione delle condizioni dei territori.

La legge prevede che cittadini e professionisti partecipino alla pianificazione delle iniziative da adottare per fronteggiare l’emergenza, alle esercitazioni e alla diffusione di misure di auto protezione. Sarà poi favorita la collaborazione tra Università ed enti di ricerca e Protezione Civile per promuovere l’innovazione nel campo della ricerca per la difesa dai disastri naturali.

I finanziamenti alla Protezione Civile non saranno più decisi in sede di legge di stabilità, ma determinati con un sistema più standardizzato e trasparente. Le risorse saranno convogliate nel Fondo della Protezione Civile, nel Fondo per le emergenze nazionali e nel Fondo regionale di Protezione Civile.

Il Governo dovrà regolare gli obblighi di rendicontazione, le procedure di controllo ed il subentro delle amministrazioni competenti in via ordinaria nei rapporti giuridici attivi e passivi sorti durante la gestione commissariale e nelle vicende contenziose o pre-contenziose durante lo stato di emergenza.

I risarcimenti e i contributi, a favore delle popolazioni colpite da calamità, per la riparazione dei danni, non saranno più trattati con provvedimenti ad hoc, che rischiano di creare disparità di trattamento tra i territori. Saranno invece fissati con una norma unica e poi applicati ai vari casi.

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