Governo Gentiloni: terzo mese (pagelle)

Governo Gentiloni: terzo mese (pagelle)
Governo Gentiloni: terzo mese (pagelle)
Giuliano Poletti e Gian Luca Galletti

Andrea Orlando (7), ministro della Giustizia. Per il ministro della giustizia Andrea Orlando “l’Ue, su istanza di Italia e Germania, ha chiesto ai gestori dei provider di cooperare con le autorità competenti rimuovendo su segnalazione questi contenuti. A maggio è stato siglato un accordo con Facebook, Microsoft, Google e Twitter. Ma i primi risultati non sono ancora soddisfacenti. Su questo filone, pur consapevoli della specificità dello strumento, dobbiamo lavorare ancora aumentando il grado di responsabilità dei gestori”. Pausa da ministro per Orlando impegnato nelle primarie per la segreteria del Pd.

Pier Carlo Padoan (7), ministro dell’Economia. Via libera di Camera e Senato alla risoluzione di maggioranza che ha chiesto al Parlamento l’autorizzazione ad aumentare di 20 miliardi il debito pubblico per sostenere il sistema bancario. a risoluzione è passata a Montecitorio con 389 sì, 134 no e otto astenuti, e al Senato con 221 sì e 60 no. Proroga della cassa integrazione e della sospensione del pagamento delle imposte sui redditi, che viene estesa a tutti i terremotati indipendentemente da dove ha sede legale il datore di lavoro. Introduzione di una misura di sostegno al reddito per chi vive nelle zone colpite dal sisma e si trova “in condizioni di disagio economico“. Sospensione fino a settembre 2017 dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione. Semplificazione dei procedimenti burocratici di cui Comuni e Regioni devono farsi carico per avviare la ricostruzione e potenziamento del personale che hanno a disposizione. Via libera del Senato della Repubblica, con 157 voti favorevoli e 108 voti contrari, alla conversione del decreto “salva banche” (Decreto Legge 23 dicembre 2016, n. 237, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 299 del 23 dicembre 2016). Si tratta del primo voto di fiducia chiesto in Aula dal governo Gentiloni su un proprio provvedimento. Il provvedimento passa ora alla Camera dei Deputati che ha tempo fino al 21 febbraio per la conversione del decreto. Approvato in via definitiva dalla Camera (287 sì, 173 no, 3 astenuti) e convertito in legge il decreto “Salva Risparmio”. Il fondo del governo da 20 miliardi per le banche ora è legge. Ma quasi il 70% della dote, una cifra tra i 13 e i 14 miliardi potrebbe essere già opzionata di fatto dagli aumenti di capitale di Mps, ma anche delle Banche venete.  Il decreto recepisce la direttiva UE 2015/849, che ha introdotto disposizioni volte ad ottimizzare in tutti gli Stati membri l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio dei proventi di attività criminose e il finanziamento del terrorismo. Il decreto introduce una disciplina ad hoc che consente di monitorare il settore dei “compro oro” e di censirne stabilmente il numero e la tipologia. La finalità è quella di contrastare sempre più efficacemente le attività criminali e i rischi di riciclaggio riconducibili alle attività di compravendita di oro e oggetti preziosi non praticate da operatori professionali

Marianna Madia (7), ministro della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione. I 20 mila dipendenti delle ex Province hanno praticamente tutti trovato una nuova collocazione. Si è chiusa infatti, con la pubblicazione delle ultime graduatorie per 278 persone, l’operazione mobilità partita due anni fa per gestire gli esuberi delle Province, oggi diventate enti di area vasta, con gran parte delle funzioni che sono state assunte dalle Regioni. E mentre si chiude quella che Marianna Madia ha definito più volte “la più grande operazione di mobilità” nella pubblica amministrazione, sta per partire anche uno dei capisaldi della riforma della P.a., la riduzione dei corpi di polizia da 5 a 4. Sblocco al turnover, più spazio alla contrattazione, via le norme rigide sulle assenze ma stretta sui “furbetti del weekend”, primi passi verso il welfare aziendale: ecco il nuovo Statuto dei lavoratori pubblici. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto correttivo del Testo Unico sulla Pubblica Amministrazione. Le norme non sono però ancora definitive: il testo dovrà passare il vaglio delle Regioni (l’intesa in questo caso è obbligatoria) e delle commissioni parlamentari (i pareri invece non sono vincolanti) per poi tornare in Consiglio dei Ministri per il via libera definitivo.

Maurizio Martina (6 1/2), ministro dell’Agricoltura. “Il Partito Democratico vive il suo passaggio più difficile, ma questa storia non è affatto conclusa e non è stata né un miraggio né un’utopia”. Inizia così la lettera che Maurizio Martina, ministro dell’Agricoltura, ha scritto per il sito del quotidiano La Repubblica. “Perché in tanti abbiamo creduto e continuiamo a credere in questa sfida. Oggi, nonostante i limiti e gli errori che vanno riconosciuti, c’è un’intera generazione che non intende accettare chi spinge per un ritorno alle antiche case madri. Quello di cui abbiamo bisogno è esattamente il contrario: portare a compimento ciò che è rimasto incompiuto. Costruire finalmente una nuova cultura politica, una nuova identità. Un soggetto autenticamente popolare, alternativo al populismo.

Dario Franceschini (6 1/2), ministro dei Beni CulturaliGli ingressi raggiungono i 44,5 milioni, a cui corrispondono 172 milioni di euro di incassi. I numeri (positivi) della cultura italiana si confermano anche per il 2016. L’hanno appena passato ha rappresentato un nuovo record per i musei italiani. Gli ingressi ai siti statali hanno registrato «un incremento rispettivamente del 4% e del 12% rispetto al 2015, che corrispondono a 1,2 milioni di visitatori in più e a maggiori incassi per 18,5 milioni di euro».  «Queste risorse preziose — ricorda il ministro — torneranno interamente ai musei secondo un sistema che premia le migliori gestioni e al contempo garantisce le piccole realtà. Si tratta del terzo anno consecutivo di crescita per i musei statali, che da 38 milioni di biglietti nel 2013 sono passati a 44,5 milioni nel 2016: 6 milioni di visitatori in più in un triennio che rappresentano un incremento del 15% nel periodo considerato e hanno portato a un aumento degli incassi pari a 45 milioni». Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il Piano Strategico del Turismo 2017-2022, che delinea lo sviluppo del settore nei prossimi sei anni per rilanciare la leadership italiana sul mercato turistico mondiale. Il Piano già approvato all’unanimità dal Comitato Permanente per la promozione del turismo in seduta plenaria (14 settembre 2016), dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano (15 settembre 2016) – ha concluso l’iter parlamentare alla Camera e al Senato rispettivamente il 27 gennaio e il 2 febbraio scorsi, accogliendo le osservazioni emerse nel corso del dibattito, in particolare riguardo all’esplicita attenzione alle aree del terremoto e l’integrazione delle politiche turistiche con quelle di industria 4.0. Ottenendo approvazione definitiva del Governo, esso diventa, a tutti gli effetti, lo strumento dal quale discenderanno azioni operative, in termini di provvedimenti per il settore.

Marco Minniti (6 1/2), ministro degli Interni. Minniti si sta muovendo su vari piani. Il primo riguarda la riorganizzazione dell’accoglienza. Per ora, si tratta solo di segnali interessanti su cui varrebbe la pena di riflettere. Ipotizza, Marco Minniti, almeno nelle dichiarazioni ufficiali, un cambiamento nella gestione del fenomeno qui, in Italia. Nel senso che il respingimento di chi non ha diritto dovrebbe assumere i contorni di una operazione reale, non di facciata com’è stato sino a pochi giorni fa. La seconda gamba di questa nuova politica, è rappresentata dall’azione già avviata nei confronti dei paesi della sponda Sud del Mediterraneo e di quelli a Sud di questi. Negoziare accordi assistiti da finanziamenti (disponibili per i risparmi che si dovranno ottenere in Italia) volti a suscitare la collaborazione delle autorità locali nel contrasto all’emigrazione verso Nord. In fondo, questa degli accordi con i paesi della sponda Sud del Mediterraneo è l’unica via umanitaria per in terrompere prima (e impedire poi) la strage di disgraziati che ogni giorno si realizza nel «Mare Nostrum» senza ricorrere all’unica alternativa esistente e obbligata per il caso che l’«Operazione Minniti» non vada in porto nei termini prospettati: il blocco navale delle coste libiche e della sponda Sud, messo in opera da una forza navale dell’Unione. Disco verde del Senato alla riforma della protezione civile. La delega al Governo per il riordino delle norme sul sistema nazionale della protezione civile e’ passata con 156 si’, 41 no e 57 astenuti. Il provvedimento, modificato, torna alla Camera. La delega al Governo, da esercitare entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge, prevede, attraverso decreti legislativi, la ricognizione, il riordino, il coordinamento, la modifica e l’integrazione delle disposizioni legislative vigenti che disciplinano il Servizio nazionale della protezione civile e le relative funzioni. Via libera definitivo della Camera al disegno di legge delega sulla riforma della Protezione civile. I voti a favore sono stati 304, 38 i contrari e 107gli astenuti. L’approvazione finale arriva dopo circa due anni dall’avvio dell’esame del provvedimento in Parlamento. Il ddl delega il governo a procedere al riordino delle disposizioni legislative. La delega, che deve essere esercitata entro 9 mesi dall’entrata in vigore della legge, punta alla omogeneizzazione e semplificazione della materia.

Carlo Calenda (6), ministro dello Sviluppo Economico. ‘Il sistema industriale non è in degrado ma, come in quasi tutti i sistemi industriali dei Paesi occidentali, e’ spaccato in due e piu’ pezzi. Chi ce la fa, vince. Lo possiamo esemplificare nel record dell’anno scorso di esportazioni, 414 miliardi, che funziona, continua a investire e va. C’e’ un mondo di mezzo di aziende di diversa tipologia e dimensione che prova a farcela, stenta ma puo’ imboccare una strada di crescita, e c’e’ un mondo, sempre piu’ ampio, che e’ stato colpito da due fenomeni molto forti e molto divisivi che sono l’innovazione tecnologica e la globalizzazione’. E’ l’analisi del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che, illustrando nel question time alla Camera gli interventi del Governo, ha rilevato che ‘rispetto a questo scenario non c’e’ una politica industriale ma politiche industriali che rispondono alle esigenze diverse di questi mondi’.

Beatrice Lorenzin (6), ministro della Salute. E’ stato dato il via libera ai nuovi lea, livelli essenziali di assistenza. “È un passaggio storico per la sanità italiana”, ha commentato su Twitter il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Sono infatti 15 anni che le prestazioni sanitarie che tutte le Regioni devono fornire ai propri assistiti non venivano rinnovate. C’erano quindi dei lea ormai obsoleti, mentre le amministrazioni locali non erano obbligate ad assicurare ai propri assistiti alcuni trattamenti diventati ormai fondamentali. La Camera approva in via definitiva, con 255 pareri favorevoli e 113 contrari, il ddl Gelli in materia di responsabilità penale e civile dei medici. La Camera dà il via libera definitivo e unanime, con 418 voti. Il Disegno di Legge n° 2224, relativo alla Responsabilità Professionale del personale sanitario è stato approvato alla Camera dei Deputati. Il provvedimento, che riforma la responsabilità professionale dei medici, ha risvolti sia in ambito civile che penale. Lo scopo di questo testo è quello di riportare equilibrio tra il professionista sanitario e il paziente, protagonisti di un rapporto che, soprattutto negli ultimi anni, è risultato sbilanciato, nella maggior parte dei casi a favore del paziente.

Giuliano Poletti (6), ministro del Lavoro.  Il ministro Poletti si è detto disponibile a “rideterminare dal punto di vista normativo il confine del loro uso”, ma la questione voucher non è che marginale rispetto allo spauracchio del ritorno dell’articolo 18 che porterebbe a un crollo sistematico dell’intero impianto del Jobs Act. Se 100mila giovani se ne sono andati dall’Italia, “non è che qui sono rimasti 60 milioni di ‘pistola’”. Un’uscita destinata a far discutere, quella del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a colloquio con i giornalisti a Fano. Il ministro del Lavoro, che pochi minuti prima aveva difeso il Jobs Act del governo e aperto alla possibilità di rivedere le norme sui voucher, anche alla luce dei dati Inps sulla loro costante crescita, ha lanciato il sasso sulla ormai annosa questione della fuga dei cervelli. Con 138 voti favorevoli e 71 contrari, il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega per il contrasto alla povertà che introduce il reddito di inclusione. Il reddito d’inclusione è finanziato attraverso il Fondo per la lotta alla povertà, che ha una dotazione di 1,03 miliardi nel 2017 e di 1,054 miliardi dal 2018. Il ministro del Lavoro ha annunciato un assegno di 480 euro rispetto ai 400 oggi garantiti dal Sia (Sostegno per l’inclusione attiva).

Paolo Gentiloni (6), presindente del Consiglio dei ministri. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto “milleproroghe”. Dopo la riunione dell’esecutivo, il primo ministro Paolo Gentiloni ha dato vita alla consueta conferenza stampa di fine anno, durante la quale ha toccato svariati temi economici: “Abbiamo messo in sicurezza il risparmio con il decreto varato circa una settimana fa la cui attuazione sarà lunga e complicata. Non ce lo nascondiamo, ma abbiamo preso una scelta strategica e fondamentale”, ha rimarcato sul tema bancario a valle del varo del fondo da 20 miliardi. Insistendo sulla necessità di intervenire sul lavoro per i giovani e sul Sud, ha commentato i recenti dati sull’occupazione dicendo: “L’economia è cresciuta, è cresciuto il lavoro stabile, circa 700mila posti in più” ma “nella fascia sotto i 40 anni il lavoro da fare è enorme”. Nel suo discorso ha poi precisato, sulla polemica per l’utilizzo crescente dei voucher, che questi “non sono un virus che crea lavoro nero, non sono la fonte del lavoro nero. Gli abusi vanno corretti ma considerando il tema nella sua dimensione globale”. “Oggi è una giornata importante nei rapporti tra l’Italia e la Libia. Innanzitutto perché si conferma un’amicizia, una collaborazione che già si è manifestata in questi mesi attraverso l’impegno del governo italiano in diversi fronti. Sappiamo che se vogliamo dare forza e gambe a questa intesa sui flussi migratori – l’Italia che lo farà con fondi già messi a disposizioni nella legge di stabilità –serve impegno economico dell’intera Ue. Perché il rilancio della Libia deve andare di pari passo con il contrasto del traffico di esseri umani”. Gentiloni ha concluso sottolineando che si farà “un altro passo a Malta”.  In poco più di due ore ha incontrato il governatore Francesco Pigliaru e i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, ha fatto una passeggiata con il sindaco Massimo Zedda, ha firmato la prima convenzione relativa al bando “periferie” per un valore di 26 milioni e ha risposto alle domande degli studenti del Liceo classico “Siotto Pintor”.  A Palazzo Chigi sono state firmate oggi le convenzioni per la realizzazione dei progetti di riqualificazione delle periferie di 24 città. Ventiquattro primi cittadini, con fascia tricolore, hanno firmato questa mattina nella sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, le convenzioni per la realizzazione di progetti di riqualificazione delle periferie. Le città che hanno firmato oggi le convenzioni sono: le Città metropolitane di Bari, Firenze, Milano, Bologna e i Comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana di Avellino, Lecce, Vicenza, Bergamo, Modena, Torino, Grosseto, Mantova, Brescia, Andria, Latina, Genova, Oristano, Napoli, Ascoli Piceno, Salerno, Messina, Prato, Roma.

Maria Elena Boschi (5 1/2),  sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e delle Pari Opportunità. Sarà Maria Elena Boschi la madrina del G7 di Taormina il 26 e 27 maggio, sarà lei a fare gli onori di casa a Donald Trump, Angela Merkel e Vladimir Putin. Sabato la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio è volata a Taormina per un sopralluogo ai due eliporti, al palazzo dei congressi e al teatro Antico e ha assicurato che “i lavori sono a buon punto”. E lo ha fatto con un elmetto giallo da operaio edile in testa, trench inglese,  borsa in spalla e immancabili occhiali da diva.

Claudio De Vincenti (5), ministro alla Coesione sociale e del mezzogiorno. Il Ponte di Messina è “una ipotesi reale”. Per il ministro per la Coesione territoriale Claudio De Vincenti, reduce da una giornata palermitana per incontrare il Governatore siciliano Rosario Crocetta prima e il sindaco metropolitano Leoluca Orlando poi, “quello che sicuramente si deve fare è una velocizzazione infrastrutturale del passaggio tra Calabria e Sicilia”.

Graziano Delrio (4 1/2), ministro delle Infratrutture e dei Trasporti. Porto di Napoli, via al Piano di Sviluppo. La stazione ferroviaria Alta Velocità di Afragola aprirà nel prossimo mese di giugno. Ad annunciarlo, nel corso della presentazione del piano operativo triennale dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale avvenuta questa mattina alla Stazione Marittima di Napoli, è stato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.”Con questa novità si potrà raggiungere Reggio Calabria molto più velocemente”. “Il Porto di Napoli può diventare un importante volano di sviluppo. L’Autorità portuale napoletana è la prima a varare il piano di sviluppo, un atto che fa intravedere grandi opportunità di crescita per lo scalo”.

Angelino Alfano (4 1/2), ministro degli Esteri. L’ambasciatore Giuseppe Perrone ha presentato le credenziali al premier libico Al-Serraj. Lo ha reso noto la Farnesina su Twitter, sottolineando, come aveva fatto ieri il ministro Angelino Alfano, che l’apertura dell’ambasciata italiana a Tripoli rappresenta un “segnale di amicizia verso il popolo libico” e di “fiducia per il futuro”. “C’è sempre una situazione di rischio, ma considerato il nostro ruolo particolare in Libia abbiamo deciso di fare questo investimento politico”. Lo ha detto all’Ansa l’ambasciatore italiano a Tripoli, Giuseppe Perrone, che oggi si è insediato nella capitale libica dopo aver presentato le credenziali al premier Serraj. Perrone ha avuto un colloquio con Serraj e con il ministro degli Esteri libico, che hanno ringraziato l’Italia per essere stato il primo Paese occidentale a riaprire la propria ambasciata dal 2014.

Roberta Pinotti (4 1/2), ministro della Difesa. Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione della legge 31 dicembre 2012, n.244, che detta disposizioni per il riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze Armate, in un contesto di equiordinazione del loro ordinamento con quello delle Forze di Polizia ad ordinamento civile.

Luca Lotti (4 1/2), ministro dello Sport con delega all’editoria. Il ministro Lotti è indagato a Napoli nell’ambito dell’indagine sugli appalti Consip per rivelazione del segreto. Lo stupore del ministro “Dopo settimane di lavoro molto intenso tra referendum, crisi di governo e primi passi del nuovo impegno come ministro mi ero preso un giorno di ferie per la prima recita di Gherardo, mio figlio. Oggi pero’ un giornale (Il Fatto quotidiano) scrive che sarei indagato per rivelazioni di segreto d’ufficio in una inchiesta che vedrebbe indagato persino il Comandante generale dell’Arma dei carabinieri”. A stretto giro il ministro dello Sport ha replicato alla notizia del quotidiano romano chiedendo di essere ascoltato il prima possibile. “Sarei indagato per rivelazioni di segreto d’ufficio”. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro che ha la delega all’Editoria, ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo che prevede la revisione della composizione, delle funzioni e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in funzione di maggiore risparmio ed efficienza. I principali punti: riduzione dei componenti del Consiglio da 150 a 60, meccanismo elettorale su base regionale, attività formativa affidata al livello territoriale.

Gianluca Galletti (4 1/2), ministro dell’Ambiente. Sono approvati in via definitiva dal Cdm due decreti legislativi in materia di inquinamento acustico, al fine di armonizzare la normativa italiana alla relativa disciplina dell’Unione europea. Armonizzazione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico in attuazione della legge 30 ottobre 2014, n. 161 (decreti legislativi – esame definitivo). Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti, ha approvato, in esame definitivo, due decreti legislativi in materia di inquinamento acustico, in attuazione della delega di cui all’articolo 19 della legge 30 ottobre 2014, n. 161, con l’obiettivo di armonizzare la normativa nazionale con la relativa disciplina dell’Unione europea. Il Senato approva definitivamente la conversione del decreto legge 29 dicembre 2016 n. 243 che prevede misure straordinarie per il Mezzogiorno e approva, in via definitiva la legge che equipara beni materiali e immateriali patrimonio dell’Unesco attraverso le modifiche alla “legge 20 febbraio 2006, n.77, concernenti la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale”. Il Consiglio dei ministri ha esteso alle province di Alessandria e di Asti lo stato d’emergenza già dichiarato per i Comuni afferenti le aste fluviali dei fiumi Tanaro e Bormida delle province di Cuneo e di Torino, in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni dal 21 al 25 novembre 2016.

Valeria Fedeli (4), ministro dell’Istruzione.“Credo che sia importante il dialogo che c’è tra la mia funzione di ministro della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricerca e chi rappresenta una parte del mondo del lavoro come la Uil. Abbiamo impostato sin dall’inizio un rapporto molto costruttivo, anche se ciascuno ha le proprie opinioni e le proprie funzioni e credo che questo dialogo debba continuare e protrarsi nel tempo”: lo ha detto la ministra Valeria Fedeli a Castellanneta Marina (TA) intervento alla tavola rotonda “Nelle scuole, tra le gente” promossa dalla Uil Scuola nell’ambito della conferenza nazionale di organizzazione del sindacato stesso. “Abbiamo fatto un lavoro molto importante con le deleghe perché abbiamo davvero innovato e qualificato su molti temi” ha sottolineato Valeria Fedeli che ha anche aggiunto: “Pensate a cosa significa davvero aver fatto la scelta di integrare i nidi e le materne. Vuol dire cominciare a togliere sin dai primi momenti di vita delle nostre bambine e dei nostri bambini tutti gli ostacoli che possono esserci per provenienza sociale ed economica”.

Enrico Costa (3), ministro degli Affari Regionali e Famiglia. “Dobbiamo rafforzare ulteriormente, e in modo sempre più coordinato e fluido, forme positive di cooperazione tra Stato, regioni, enti locali”. Lo ha detto il Ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa, intervenendo oggi in audizione presso la Commissione parlamentare per le questioni regionali, a Palazzo San Macuto, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’esame della relazione all’Assemblea sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali e sull’attuazione degli Statuti speciali. Il Ministro ha evidenziato come, a fronte di un numero “certo rilevante” di leggi approvate dalle regioni in Italia – 692 nel 2015 e 722 nel 2016 -, il numero delle impugnazioni statali risulta essere “molto contenuto”: sono state infatti 62 le leggi regionali impugnate nel 2015 (l’8,9% del totale) e 58 nel 2016 (8%). Le impugnative statali accolte dalla Corte Costituzionale, con le decisioni assunte tra il 2015 e il 2016, sono state 45, 11 accolte parzialmente, 16 rigettate e 2 estinte. Il ridotto numero di impugnazioni è dovuto anche a “una precisa scelta del Governo”, ha detto il Ministro, sottolineando la centralità del principio di leale collaborazione.

Anna Finocchiaro (3), ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento. Il procuratore generale ha aperto un fascicolo a carico di Anna Finocchiaro. Dopo il caso di Michele Emiliano, governatore della Puglia, sul quale si esprimerà la commissione disciplinare del Csm, Pasquale Ciccolo vuole valutare anche il suo caso. E da quel che si capisce, riporta Repubblica, il nome del ministro per i Rapporti con il parlamento non sarà l’unico. La procura generale, infatti, vuole fare una verifica su tutti i magistrati eletti transitati in parlamento o nei governi locali, valutando caso per caso.

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