“Tutti contro Internet. Da Renzi a Mattarella tutti puntano il dito sulle balle che girano sul web, sull’esigenza di ristabilire la verità tramite il nuovo tribunale dell’inquisizione proposto dal presidente dell’Antitrust. Così il governo decide cosa è vero e cosa è falso su internet. Propongo una giuria popolare contro le balle di stampa e tv”. Questa l’ultima presa di posizione di Beppe Grillo, leader del M5S, in risposta alla proposta dell’Antitrust per la corretta informazione sul web.
Secondo il leader M5S, la giuria dovrebbe essere composta da “cittadini scelti a sorte, a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali”. “Se una notizia viene dichiarata falsa – prosegue Grillo – il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo. Così forse abbandoneremo il 77° posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa”.
“Alle balle propinate ogni giorno da tv e giornali chi ci pensa? Il quotidiano La Stampa ha diffuso un articolo sulla fantomatica propaganda M5S capitanata da Beatrice Di Maio, notizia ripresa da tutti i giornali e i tg, poi si è scoperto che era tutto falso. La Stampa non ha chiesto neppure scusa e nessuna sanzione è stata applicata nei suoi confronti, nè degli altri giornali e telegiornali che hanno ripreso la bufala senza fare opportune verifiche”, aggiunge l’ex comico.
Una presa di posizione dura quella di Grillo che ha scatenato la reazione del direttore del Tg di La7 Enrico Mentana: “In attesa della giuria popolare chiedo a Grillo di trovarsi intanto un avvocato. Fabbricatori di notizie false è un’offesa non sanabile a tutti i lavoratori del tg che dirigo, e a me che ne ho la responsabilità di legge. Ne risponderà in sede penale e civile“. La risposta del leader 5 Stelle è giunta in mattinata quando, sempre sul suo blog, Grillo ha scritto: “Non se la prenda direttore, è stato fatto per par condicio per non far sfigurare troppo i suoi colleghi”. Da qui la decisione di Mentana di non querelare Grillo. Si legge nel post: “So che si scriverà che Grillo ha avuto paura della querela, che io ho avuto paura di perdere i telespettatori grillini, etc. Chissene, per quel che mi riguarda. Fuori dalla querelle legale resta un giudizio da parte mia duramente critico per l’idea delle giurie popolari: ai più ilari ricordano il festival di Sanremo, ai più preoccupati la Cina della Rivoluzione Culturale. Per me è solo un’idea sballata, concettualmente e fattualmente: anche il m5s ha scelto uomini suoi, e non, quando si è trattato di indicare la guida della commissione parlamentare di vigilanza o un consigliere di amministrazione Rai, seguendo criteri di competenza. Nessuno ha diritto a essere legibus solutus, ma gli organismi di garanzia non possono mai essere tribunali del popolo. Comunque, viva il libero confronto senza anatemi e liste di proscrizione”.
Insomma in una di queste fantomatiche giurie popolari che verranno istituite secondo i pensieri di Grillo per confutare se una notizia è vera o falsa; la maggioranza dirà che il Sole gira intorno alla Terra dovremo per forza crederci. E scusarci anche!
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